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sabato 19 settembre 2026

Kriminal Anastatica n. 27: recensione

Il n. 27 di Kriminal Anastatica, che riproduce l'albo uscito in origine il 27 ottobre 1965, è un altro esempio di pessima storia con una trama sgangherata, senza capo né coda che i crediti attribuiscono per testi e disegni a Pini Segna ma nella quale probabilmente ci ha messo lo zampino Luciano Secchi. Evidenti sono le tracce del suo modo di articolare una storia, partendo da una idea base per poi svilupparla via via in modi sempre più assurdi e caricaturali con esplosioni d'ira e follia dei personaggi. Una storia che a Segna sembra essere stata dettata dal suo datore di lavoro Max Bunker. Anche i disegni sono più o meno di basso livello con evidente tentativo mal riuscito di imitare Magnus.

La storia comincia come una storia western, come si intuisce da scenari e abbigliamento dei protagonisti e così va avanti per una ventina di pagine abbastanza inutili in cui un certo Donovan si prende gioco spesso di Lou Abbot, un mezzo tonto che si arrangia come può. Un giorno gli fa trovare una bottiglia vicino a un torrente con la mappa di un tesoro. L'ennesima burla però si rivolta contro Donovan. Scavando nel punto indicato, Abbot trova il petrolio, poi va da Donovan convincendolo a regalargli il terreno perché nonostante lo scherzo gli è piaciuto. Quando Donovan si accorge di essere stato gabbato è ormai troppo tardi. L'atto di cessione di Abbot è valido e la notizia fa il giro del mondo giungendo alle orecchie di Kriminal che parte subito per la zona. 

Ma anche Abbot resta fregato perché si scopre che il terreno da tempo era stato confiscato dallo Stato perché Donovan non pagava le tasse e un certo Bradford viene nominato amministratore con l'incarico di iniziare lo sfruttamento del giacimento. In realtà, Donovan e Bradford sono in combutta e Kriminal intuisce tutto. Ammazza Abbot e si sostituisce a lui, va da Bradford e lo massacra di botte per costringerlo a farsi cedere i diritti sul petrolio, quindi va da Donovan con lo stesso obiettivo ma finisce per ammazzarlo. Nel frattempo, il cadavere di Abbot viene ritrovato e anche Milton si mette sulle tracce del suo avversario, poiché intanto Bradford, che è anche un produttore di film, usa i soldi del petrolio per realizzare un grande western kolossal. 

Kriminal pensa alla vendetta e durante la scena finale, nonostante il set brulichi di poliziotti sistemati da Milton nei punti più impensati, sostituisce le munizioni false con quelle vere e ne nasce una strage. Ciò non toglie valore al film che attira l'attenzione di grandi distributori pronti a sborsare cifre enormi per Bradford. Kriminal lo rapisce e poi si sostituisce a lui nelle trattative con i distributori e quindi si allontana con i soldi pagati in contanti in una valigetta, lasciando il vero Bradford impazzito a trattare con gli agenti. Ne nasce una lite e un impazzito Bradford estrae una pistola e commette una strage. Una storia che iniziata con scenari western si concentra poi sul petrolio e infine sulla produzione di un film. Una cosa è assodata: non possiamo sapere se Bunker ci ha messo lo zampino ma chi l'ha scritta non aveva le idee chiare come abitualmente nelle storie di Secchi.

giovedì 17 settembre 2026

Kriminal Anastatica n. 26: recensione

Il n. 26 di Kriminal Anastatica che riproduce l'albo uscito in origine il 7 ottobre 1965, di Max Bunker e Magnus, tocca un tema molto delicato, quello degli stupefacenti che già allora destava un certo allarme sociale. Peccato però che il tutto sia trattato con i consueti tratti di ironia, faciloneria e pressappochismo tipico delle storie di Kriminal che rispetto al più realistico e truce Diabolik continua a porsi con toni da macchietta. Per non parlare dei dialoghi di livello scadente, farciti di espressioni tipiche dei livelli più bassi e scolasticamente arretrati della società italiana. Non proprio una perla questo albo.

Quando si parla di droga, il tema ricorrente è quello di vite spezzate, distrutte dalla dipendenza mentre losche organizzazioni si arricchiscono. Nulla di tutto ciò avviene in questa storia, facendo presumere che il Bunker sull'argomento non sapesse nulla e peggio ancora Magnus che continua a raffigurare i personaggi con gli stessi modelli, con gli stessi visi di donna (che sembrano tante gemelle perfino all'interno della stessa storia) con le stesse espressioni caricaturali e con quella immagine che poi sarà il volto di Alan Ford che si vede sempre in tutte le pagine con anticipo di almeno quattro anni. 

Il titolo Febbre di droga fa infatti pensare a chissà quale tragedia, ma in realtà nulla di tutto questo avviene nella storia. La protagonista è una ragazza dell'alta società, Priscilla Corday, dedita ai vizi e al materialismo sfrenato, sempre pronta ad aprire le gambe per farsi scopare dal primo venuto e soddisfare le sue voglie da ninfomane impazzita. Inoltre, è anche una drogata ed è agli stupefacenti che ricorre quando non riesce, nel corso della giornata, a sfogare i propri istinti o vincere la noia di una vita dissoluta e vergognosa. 

Sullo sfondo c'è il Command Performance, festa di ballo alla quale parteciperà la nobiltà londinese e perfino la regina. Gli ospiti non porteranno i loro veri gioielli ma solo delle copie onde evitare che cadano vittime di furti. Kriminal riesce a trovare la lista degli invitati dopo essersi infiltrato nella casa della Corday che vede sprofondare nella droga dopo una lite con un uomo con cui la ragazza voleva andare a letto, David Buchinton. Vistasi rifiutare, prende la siringa e si sbatte la droga nel braccio. Il Command si conclude senza grossi incidenti, tranne una banda di basso livello che ha cercato di derubare i partecipanti.

Milton che pensava di avere gabbato il suo nemico resta di sasso quando viene a sapere che mentre i nobili erano al ballo, qualcuno si è intrufolato nelle loro case e li ha alleggeriti dei preziosi. Il qualcuno è Kriminal. Poi la storia si concentra su Priscilla. Per vendicarsi di David che l'aveva rifiutata lo accusa dei furti dopo avere lasciato un gioiello a casa sua. David finisce in galera con sorpresa da parte di Milton convinto che l'autore dei colpi fosse Kriminal. Spunta fuori Ethel, nipote di Corday e si scopre che il drogato era lui. La figlia Priscilla ha scoperto per caso la sostanza usandola per sballare. Nessun accenno viene fatto alla dipendenza, ma la ragazza va in overdose e grazie a un medico corrotto pagato dal padre, riesce a cavarsela. 

Si scopre pure che padre, figlia e nipote erano in combutta con David Burchinton con cui sottraevano i preziosi all'alta società per poi rivenderli all'estero. Quando David, nel frattempo liberato su cauzione da Ethel, sostiene di non essere stato lui a fare i colpi nelle case dei nobili, scoppia un litigio. Priscilla, ancora sotto gli effetti della droga e con il cervello ormai in pappa, spara e uccide Ethel, poi David gli sfila la pistola dalle mani e uccide il padre di Priscilla, con la quale scappano, ma prima devono prendere altri gioielli frutto di vecchi colpi ch'erano destinati alla vendita. 

Kriminal ha sentito tutto e segue la coppia impazzita. Priscilla litiga ancora con David e attirano l'attenzione di una pattuglia della polizia e i due finiscono per essere arrestati. Kriminal segue la vicenda e sorride tra se poiché quando le acque si saranno calmate recupererà l'auto con i gioielli dei due criminali. Come si diceva, quindi, un tema, quello della droga, trattato in maniera dilettantistica e poco informata, con il solito cast di personaggi corrotti moralmente e inclini al crimine e con un Kriminal sempre più spietato pronto ad approfittare delle debolezze altrui. Un Magnus che disegna i personaggi con le stesse facce e le stesse espressioni in ogni storia dimostrando forti limiti artistici.

giovedì 10 settembre 2026

Ritorna Kerry Kross ma è solo l'ennesima ristampa di Max Bunker

In Alan Ford n. 684, uscito in questi giorni, è stato annunciato che la 1000voltemeglio, editore attuale delle ideazioni di Luciano Secchi ovvero il noto Max Bunker, pubblicherà la ristampa di Kerry Kross, serie uscita nel 1994 e chiusa nel 1999 per basse vendite. Uno dei tanti serial del semper voster (come talvolta viene chiamato affettuosamente dai suoi fan duri e puri) che di tanto in tanto vengono ristampati al di fuori di un progetto di rilancio del personaggio. 

Quello della ristampa costante è uno dei modi con cui Max Bunker si è contraddistinto nel corso della sua vita editoriale. E' noto come scrittore e autore di tantissime storie, ma è facile scrivere e pubblicare così tanto se sei anche editore ed in sostanza ti "autopubblichi". Quindi, definiamolo editore/scrittore. Kerry Kross apparve nel 1994 come nuova serie bunkerista con protagonista una investigatrice privata "lesbica". La devianza sessuale sembra uno dei tratti costanti della sua attività creativa (quante volte è stato fatto intendere nelle storie di Alan Ford che la moglie Minuette è attirata dalle donne?).

Il fumetto non va, le critiche dei lettori sono feroci e si focalizzano su di un fumetto giudicato mediocre e non all'altezza di altre creazioni bunkeriste, che poi, se si escludono i flop, si riducono solo ad Alan Ford del primo periodo e ai neri anni '60-'70 Kriminal e Satanik, il resto sono tutte serie aperte e chiuse dopo breve tempo per basse vendite. Dario Perucca come artista fece del suo meglio, ma il suo tratto poco si addiceva ad una testata poliziesca e insomma, alla fine bye bye Kerry Kross con il n. 11 del 1995. Un megaflop in puro stile Daniel (ve lo ricordate? Doveva essere il successore di Kriminal!). 

Bunker non si arrende (tanto, si ripete a scrivere e ad autopubblicarsi è sempre lui) e nel 1998 rilancia Kerry Kross e riesce a tirare avanti almeno fino al 2002 con 22 numeri, metà dei quali soltanto ristampe della prima serie. Vendite pessime e nuova bocciatura da parte del pubblico. Bunker allora si difese sostenendo che il flop del personaggio era dovuto al fatto che il pubblico non accettava un personaggio femminile ch'era attirato dalle donne, ma in realtà se avesse posto Kerry Kross in allegri giochini con altre donne tra una indagine e l'altra è molto probabile che la gente sarebbe stata attirata (perdonateci la battuta sagace). 

Ora ci riprova ma non è dato sapere con quale criterio né con quale obiettivo. Né soprattutto é certo che si riuscirà a ristampare tutti i numeri! I fan temono che dopo qualche numero la ristampa si interrompa ancora per basse vendite. Perché allora non rilanciare Kerry Kross con una serie inedita? I motivi sono svariati. In primis, vi è quello economico. E' molto probabile che la casa editrice non abbia risorse per pagare uno scrittore e un disegnatore che si occupi di un personaggio con storie inedite. In secundis, il rilancio è una operazione commerciale parecchio delicata e il mercato in questo momento non è molto "appetito" da iniziative come questa. La ristampa è molto più economica e qualche soldarello lo si raggranella puntando sui nostalgici.

martedì 8 settembre 2026

Kriminal Anastatica n. 25: recensione

Il n. 25 di Kriminal, pubblicato di recente nel numero omonimo della ristampa anastatica, uscito in origine il 23-09-1965 ha visto il ritorno di Magnus ai disegni con i consueti difetti, i volti dei personaggi si somigliano tutti, oltre a somigliare a quelli delle storie precedenti. Bunker scrive una storia di qualità migliore degli albi usciti, con una buona articolazione di eventi e una trama in grado di regalare colpi di scena a non finire. Il livello è sempre quello di una storia scritta da un dilettante ma almeno si può rilevare una buona dose di divertimento anche se fa da contraltare una eccessiva semplicità nel modo in cui l'autore risolve le varie questioni innescate dalla trama. 

Steve Crandall, rampollo di una famiglia ricca, deve dei soldi allo strozzino Boris Martinez e per pagare questo debito accetta di procurargli i disegni di una invenzione di un famoso medico, Alexis Crabb in grado di coagulare il sangue a una velocità eccezionale. La sua fidanzata lavora presso lo scienziato come segretaria e propone di farsi dare i disegni dopo averlo sedotto. Sonia Raynold va a letto con Crabb e lo tramortisce. Kriminal incaricato di recuperare i disegni da una azienda farmaceutica di proprietà di Duncan, arriva troppo tardi e nella seguente colluttazione uccide lo scienziato. Intanto, Sonia si reca da Boris per tentare lo stesso piano, andare a letto con lui e consegnargli finti documenti, ma il duro malavitoso intuisce il suo piano e dopo essersela scopata scoppia una lite. Sonia cerca di difendersi con una pistola che aveva trovato nello studio di Crabb, ma davanti ai suoi occhi Martiner cade a terra rinsecchito al punto tale che di lui resta solo lo scheletro. Scappa via terrorizzata e finisce per essere ricoverata in ospedale per lo shock.

Come sarà spiegato sul finale della storia, quella pistola altro non era che l'invenzione di Alexis Crabb. Kriminal arriva di nuovo tardi così travestitosi da Martiner va da Steve Crandall per farsi dare i disegni pensando che Sonia li avesse portati da lui. Ma il giovane non sa nulla. Nella lotta con Kriminal ha la peggio e finisce per cadere in una vasca piena di pirana. Nel frattempo, il cadavere di Martiner viene scoperto e entra in scena Milton che cerca di ricostruire la vicenda. Un foglio con il nome di Sonia Raynold lo porta verso l'ospedale dove costei è ricoverata ma arriva tardi. Qualcuno l'ha rapita. E' stato Kriminal che travestitosi da Steve Crandall pensa di farsi rivelare dalla ragazza il luogo dove sono celati i disegni con l'invenzione di Crabb. Sonia svela il suo segreto e quando Kriminal la lascia sola per andare a prendere i disegni, dalla radio apprende della tragica morte del suo fidanzato intuendo che quello che prima aveva davanti doveva essere Kriminal e quindi avvisa la polizia. 

Kriminal riesce a sfuggire alle forze dell'ordine e dopo avere recuperato i disegni in un garage di un gruppo di amici di Sonia torna da quest'ultima e la uccide dopo che la donna aveva cercato di farlo catturare. Quando Kriminal va da Duncan per consegnare i documenti ed ottenere la sua ricompensa, con grande sorpresa di tutti i fogli sono diventati bianchi. Crabb li aveva scritti con inchiostro simpatico per cautelarsi fossero stati rubati. Collegando i fatti, Kriminal capisce che l'unica traccia della invenzione di Crabb è la sua pistola. Non immagina che l'arma si trova nel soprabito che ha con se e quando se ne avvede è troppo tardi: inseguito ancora una volta dalla polizia non riesce ad impedire che la pistola finisca distrutta sotto le ruote di una macchina. 

lunedì 31 agosto 2026

Alan Ford n. 684: lo youtuber dice no

Come sta andando il rilancio di Alan Ford? Molto male. Sui vari gruppi social si addensano post di gente delusa date le grandi aspettative nutrite dopo che il figlio di Secchi, tale Riccardo, aveva annunciato che avrebbe sostituito il padre ai testi. Già all'epoca però in molti si chiesero il perché di questa successione in famiglia dato che sarebbe stato molto più semplice affidarsi a scrittori esterni più navigati e in linea con i gusti del pubblico di oggi. E' probabile che le poche risorse a disposizione abbiano indotto i Secchi a fare tutto in casa. Sono stati perfino confermati gli sconosciuti disegnatori che hanno sostituito Perucca e che già erano molto contestati.

Dopo tre numeri ciò che si temeva è avvenuto: nulla è cambiato. Le storie sono deboli, fiacche, un poco più logiche perché Riccardo Secchi a 64 anni ha ancora lucidità (ciò che era mancata probabilmente da tempo al padre oggi 87enne da tempo) tuttavia le energie e le capacità per rendere di nuovo Alan Ford un fumetto al passo coi tempi almeno finora non si sono viste. Già il fatto che l'obiettivo era riportare Alan Ford alle origini faceva presagire il peggio. Come si può rilanciare un fumetto con schemi e criteri risalenti a mezzo secolo prima? Insomma, abbiamo fatto bene a non comprare questi albi risparmiando risorse, a differenza di altri.

Pesa soprattutto l'assenza di Minuette Macon, la moglie di Alan, spesso raffigurata nuda con le tette sempre in mostra e in situazioni conturbanti come gli approcci lesbici di cui nelle storie veniva fatta oggetto. Anche lo youtuber nel video non è stato molto soddisfatto del n. 684. Definisce la storia "piuttosto debole" e il tema trattato "veramente molto semplice". Sostiene che la storia perda smalto nella parte finale e si chiuda "in maniera molto molto frettolosa", molto probabilmente penalizzata dal limite di spazio di 90 pagine. Nota che l'albo gli è parso "deboluccio" e non lo ha fatto ridere come invece avevano fatto i primi numeri scritti da Riccardo Secchi. Rileva che nelle ultime storie c'è stata una parabola un po' in discesa, con poca brillantezza e un'eccessiva nostalgia di fondo per il vecchio Alan Ford.

Critica poi il fatto che l'albo sia composto per tre quarti da una storia inedita e per un quarto da una ristampa. Dichiara che questa formula gli dà piuttosto fastidio e che vorrebbe pagare di più pur di avere albi con tavole inedite. Pur giudicando buono il lavoro del disegnatore Luca Bonardi, nota che rispetto ai suoi soliti standard ci sono stati meno dettagli. Lamentele uguali a quelle di tanti altri che in rete sono rimasti delusi da questo rilancio. Il futuro di Alan Ford è dunque aggrappato al successo della Anastatica ma se dovesse cadere anche quest'ultima allora per il personaggio sarebbe la fine.

venerdì 14 agosto 2026

Kriminal Anastatica n. 24: la recensione

Il n. 24 di Kriminal, uscito in origine il 9 settembre 1965 e ristampato di recente nell'omonimo albo della collana Kriminal Anastatica, si distacca di netto dalla storiella banale del numero precedente e la ragione è nel fatto che testi e disegni sono di Pini Segna. Bunker non c'è e con lui tolgono anche il disturbo le trovate sciocche, le situazioni paradossali e le scene buffe che in un fumetto nero fanno a pugni con la logica. Chiariamo subito un punto: la storia dal titolo Smacco infernale non è granché, anzi è appena passabile, molto confusionaria anch'essa con una evidente correzione in corso forse imposta da Secchi in sede di supervisione o applicata da Segna che si sarà reso conto di essere finito in un vicolo cieco narrativo, ma è almeno una storia decente, noiosa e lunga ma soddisfacente. 

Il tratto di Segna che cerca di imitare Magnus per dare l'idea al lettore che lo stile non è cambiato è forse il maggiore punto debole della storia, ma in molti si saranno resi conto che la mano era altra. Poco male, nei crediti degli albi non è indicato né il nome di Max Bunker, né quello di Magnus, che al grande pubblico erano all'epoca dei perfetti sconosciuti. Tra l'altro è pure probabile che Magnus fosse pagato in nero da Secchi, così come Pini Segna. Kriminal viene a sapere che un ricco gioielliere, Samuel Hunt, é riuscito ad aggiudicarsi un diamante di 800 carati trovato in Sud Africa, a Pretoria. Spiandolo grazie a un registratore inserito in un telefono (si era travestito da impiegato dei telefoni per entrare nella sua villa), scopre che il ricco gioielliere ha affidato il diamante a Gerard Hazan per farlo tagliare. La figlia di quest'ultimo, Cinzia, vuole sposare Ben Greaves, malvisto dal padre perché é solo un semplice poliziotto e non è ricco. Così architetta un piano per liberarsene. 

Gli propone di rubare il diamante e di sparire per un po', poi diventato ricco si potrà sposare con la sua Cinzia. Non sa che l'uomo che ha davanti è Kriminal che ha preso il posto di Greaves dopo averlo ucciso. La sfortuna si accanisce contro di lui. Dopo avere rubato il diamante dalla cassaforte ha un incidente e si risveglia in ospedale da cui scappa in fretta e furia perché chi lo ha ritrovato non ha rinvenuto tracce della borsa dove aveva messo il diamante. Tornato sul luogo dell'incidente scopre che la borsa era stata presa da due camionisti che si rivelano degli ossi duri, ma alla fine, dopo averli sistemati, riprende il prezioso solo per scoprire che si trattava di un falso. A questo punto ritorna inferocito da Hazan e prima di ucciderlo si fa rivelare il nome del vero ladro della pietra, il suo figlio adottivo Fred. Kriminal si getta subito sulle sue tracce e scopre che ha una tresca con una giovane spogliarellista di nome Milly. Anche questa volta viene gabbato: ladri da due soldi hanno svaligiato la casa di Fred e si sono presi il diamante per poi essere arrestati di lì a poco dalla polizia. 

Il diamante ritorna da Hunt e Kriminal deve ricominciare tutto da capo. Anche il lettore deve fare la stessa cosa e forse é qui che Segna si sarà incartato con la trama. Sam Hunt organizza un servizio di sicurezza molto accurato ma il commissario Milton lo avvisa che nessuna precauzione è mai troppa quando Kriminal ha deciso di puntare a un colpo. E ha ragione. Quando Hunt presenta il diamante a dei suoi colleghi in un albergo scopre che la teca che lo custodiva è vuota. Kriminal aveva realizzato una finta camera al piano sotto il suo dell'albergo e convinto tutti a depositare lì il prezioso la sera prima. Tutto troppo facile, anche per Kriminal e una conclusione frettolosa che dimostra che Segna sarà più bravo di Bunker ma come scrittore ha le sue pecche. 

giovedì 13 agosto 2026

Kriminal Anastatica n. 23: recensione ed analisi critica

La storia di Kriminal n. 23, uscito in origine il 26 agosto 1965 e ripubblicata di recente nel numero omonimo della collana Kriminal Anastatica si è rivelata molto banale, un anticipo delle atmosfere che Luciano Secchi alias Max Bunker collocherà qualche anno dopo in Alan Ford. Toni da parodia continua, figure goffe e surreali, caricature di quelle che un lettore si aspetterebbe di trovare in un fumetto nero, una trama semplice, non articolata, che qualsiasi buon dilettante sarebbe in grado di realizzare. Bunker poi non aveva problemi a farsi approvare storielle banali e scadenti come questa visto che era lui che comandava alla Corno, avendo sposato la sorella del proprietario. Insomma, una storiella godibile, giusto il tempo per uno svago ma eccessivamente lunga con la sceneggiatura piena di vezzeggiativi e storpiature come se fosse destinata ad un pubblico scarsamente dotato dal punto di vista culturale e di bassa scolarizzazione. Non proprio distante dai tempi odierni. 

La storia è una specie di parodia del massacro di San Valentino, episodio della cronaca americana risalente agli anni '20 del secolo scorso quando a Chicago regnava incontrastato Al Capone ovvero la mente dietro quell'eccidio passato alla storia. Il 14 febbraio 1929 una squadra di cinque killer travestiti da poliziotti inviati da Capone si presentarono alla sede della banda rivale di Bugs Moran, irlandese come la gran parte dei suoi sodali. Pensando ad una normale perquisizione, si lasciarono disarmare da questi finti poliziotti che poi una volta fattili sistemare lungo un muro li crivellarono di proiettili. Bunker deve essere rimasto colpito da questo episodio tanto da scriverci questa banale storiella ambientata però nel suo presente, la metà degli anni '60. A Chicago si contendono il potere due bande, quella di Nick il Coniglio e quella di Fiorello La Manna, che mira a far diventare sindaco il suo amico Samuel Kent. Il primo ci lascia le penne e a sistemarlo è lo stesso Fiorello che si presenta davanti a lui fingendo di fare un accordo. Lo seccherà con una cintura sputa pallottole (proprio così).

Banale? Nulla rispetto a quello che Bunker ha in serbo per il malcapitato lettore che ha speso 150 lire del tempo. Francisceddu succeduto a Nick il Coniglio si reca a Londra per ingaggiare Kriminal al fine di fargli ammazzare Fiorello. Kriminal che da tre giorni sta scopando con una baldraccona che frequenta gli alberghi londinesi sventa un tentativo della mala cittadina di farlo fuori e poi ammazza anche la pupa. Accetta l'incarico di Francisceddu e vola negli Usa dove domanda mezzo milione di dollari. Presentatosi davanti a Fiorello lo informa che il suo rivale lo ha ingaggiato per eliminarlo e gli propone di passare dalla sua parte in cambio del doppio. Fiorello rifiuta e Kriminal fugge dopo avere accoppato gli uomini migliori del mafioso. Intanto, Francisceddu viene eliminato e il comando della banda passa a suo fratello Giulianuzzo. Kriminal va da lui con un piano per eliminare Fiorello e la sua ghenga (scusate questo modo di esprimerci ma ci uniformiamo al livello della sceneggiatura). Grazie a Sylvia, amante di Samuel Kent, ha saputo che Fiorello si riunirà con la sua bandaccia in un locale e propone di andare a fargli visita travestiti da poliziotti per ammazzarli tutti. 

Il piano riesce solo in parte perché Fiorello se la squaglia giusto in tempo e inferocito va da Samuel Kent sorprendendo con Sylvia. A quel punto si rende conto che il suo socio voleva fregarlo. In quel momento arriva Kriminal che ha già fatto fuori tutta la banda di Giulianuzzo e assiste mentre Sylvia uccide prima Fiorello e poi Samuel Kent pensando così di ingraziarsi Kriminal che ambisce così a riscuotere il compenso che gli era stato promesso, oltre un milione di dollari. La donna riesce quasi ad ingannare Kriminal, il quale con la coda dell'occhio nota la sua mano afferrare una pistola. Lui è più lesto e la uccide. Poi torna in Inghilterra per spendere i quattrini così guadagnati. Una storiella banale, molto lunga e a tratti noiosa strutturata in maniera goffa per esaltare il tratto parodistico dei personaggi. Si salvano solo le matita di Magnus, stavolta con un tratto parecchio migliorato ma sempre con il difetto di base in cui tutti i suoi personaggi si rassomigliano. Ad esempio, Samuel Kent è la copia di Milton e le donne sono una specie di sorelle gemelle di Gloria Farr. Milton fa una breve comparsa all'inizio della storia poi sparisce. Ovviamente, il titolo era Il Giorno di San Valentino.

martedì 4 agosto 2026

Kriminal Anastatica n. 22: la recensione

La storia di Kriminal n. 22, uscito il 12 agosto 1965 e più di recente nella ristampa Diabolik Anastatica è forse la prima storia del personaggio dopo lei prime 3-4 storie di Kriminal di Luciano Secchi alias Max Bunker che si può considerare veramente di rilievo, sebbene i disegni di Magnus sembrino tirati via per fretta causa la periodicità settimanale di tale serie. I tratti infantilistici e la propensione alla caricatura e alle scene paradossali tipiche di Bunker si notano in qualche punto ma la storia presenta una trama e uno sviluppo che fanno pensare che l'idea e il modo di svilupparla al Bunker qualcuno l'abbia passata, forse lo stesso Magnus o ha tratto ispirazione da qualche altra parte? Fatto sta che la storia è ottima e il titolo, Carnet da ballo con teschio in cover buca.

Londra è sconvolta da una serie di omicidi, di cui il comune denominatore è l'arma del delitto, una Beretta calibro 9 e le vittime sono tutte persone di bassa estrazione. Che sia un serial killer entrato in azione? Ma no, sarebbe stato troppo banale. Durante uno degli omicidi, un poliziotto riesce a intervenire ma non può impedire l'ennesimo assassinio mal almeno l'omicida si lascia scappare un carnet da ballo, un elenco di nomi di persone con cui una bella damigella deve danzare. Ci sono vari nomi, i primi quattro corrispondono alle vittime, mentre il prossimo nella lista, tale Linus Ward, fa visita a una donna conosciuta anni prima, la ricchissima Carlotta Rocheford che vive con la sorella minore Giuliana. La discussione è concitata e finisce male in un gran litigio. 

Poi va dal commissario Milton che sta indagando sui delitti per chiedere protezione. Non gli servirà perché anche lui sarà ucciso a seguito di un incidente stradale. A quel punto si vede Kriminal che venuto a conoscenza di tutto (ma che Bunker non ai lettori come) della storia del carnet, penetra nella casa di Carlotta ma viene sorpreso da Giuliana, che cade subito tra le sue braccia. Qualche ora più tardi viene ritrovata morta per avere ingerito barbiturici. Milton vuole vederci chiaro e chiede spiegazioni a Carlotta che racconta tutta la satira. Anni prima il severo padre voleva che lei sposasse un ricco personaggio che figurava sul suo carnet da ballo, ma lei era innamorata di un semplice camionista che il padre fece uccidere da Linus Ward. 

Milton convoca il notaio di famiglia, tale Huntig, per avere delucidazioni ma si vede opporre il segreto di ufficio. A quel punto, però, la trama scade e Bunker inizia a far spifferare tutto dai diversi protagonisti non essendo stato in grado di continuare a tenere alto il filo della narrazione. Dopo avere ucciso l'uomo amato da Carlotta, Ward iniziò a ricattare il padre di costei per farsi dare molto denaro poi in combutta con la sorella Giuliana Rocheford e con il notaio Hunting hanno iniziato ad eliminare i nomi su quel carnet da ballo per far credere che il vero reo fosse uno di loro. Linus Ward aveva finto la sua morte per allontanare i sospetti dalla sua persona mentre l'esecutore materiale dei delitti era il notaio Hunting. L'assassino di Giuliana invece è stato Ward. La ragazza aveva il compito di drogare Carlotta Rochford per farla sembrare squilibrata e la vera mente dietro gli omicidi.

L'arma del delitto, la Beretta calibro 9, viene fatta ritrovare in uno dei suoi cassetti e Milton sebbene sia convinto che il vero colpevole sia un altro è costretto a trattenerla. L'ultima parte della storia vede prima Ward ammazzare Hunting che stava per fuggire con i soldi del patrimonio dei Rocheford e poi Ward affrontato da Kriminal a cui racconta la storia. Ma Kriminal ha ragione di lui e lo uccide lasciando il nastro di quella confessione per uno stupito Milton ancora costretto ad ingoiare l'ennesimo boccone amaro del suo avversario. In fondo all'albo è ancora presente la pubblicità di Dennis Cobb, serie di spionaggio che non ebbe fortuna, chiudendo nel 1968 dopo 41 numeri e vendite basse. 

lunedì 3 agosto 2026

Alan Ford: il rilancio si è già arenato?

Come sta andando il mega rilancio di Alan Ford iniziato da Riccardo Secchi con il n. 681? Per ora non ci sono riscontri di dati di vendite, anche se è presumibile che quanto mento il capitolo iniziale uscito tre mesi fa abbia registrato un mini surplus dato che l'iniziativa è stata strombazzata sui media, anche a tiratura nazionale extra fumetto. Ma poi qualcosa si è fermato, anzi quasi subito si è avuto l'impressione che il progetto sia stato molto meno organizzato di quello che sia stato possibile pensare in base agli annunci sfolgoranti.

L'elemento che è balzato subito all'attenzione è l'assenza di editoriali. Già il fatto che Max Bunker non ne scriveva più da oltre due anni era sintomatico di una situazione in cui magari il leggendario semper voster, data l'età (va sugli 89 anni) non era più in grado né di scrivere nel contesto di una iniziativa pubblica. Ma ora è mai possibile che Secchi junior che di anni ne ha 64, non trovi il tempo di buttar giù due righe di editoriale per presentarsi al pubblico parlando del suo programma dopo tante chiacchiere sui media?

Andiamo ai contenuti: le storie sono state segnalate come comprensibili dal punto di vista logico (e questo dimostra che a scrivere è una persona ancora lucida, cosa di cui si dubitava fortemente quando le storie erano attribuite a Max Bunker, si ripete, per ragioni di età) ma sono tuttavia storie ordinarie in cui l'autore sta cercando di imitare lo stile del genitore dei primi numeri usciti tra il 1969 e il 1970, il che è già indice non solo di una evidente mancanza di idee, ma anche di prospettive, poiché i fan di allora non ci sono più.

Un fumetto deve guardare al futuro, non ad un passato di mezzo secolo fa. Per esempio, in Usa nessuno scriverebbe mai l'Uomo Ragno come ai tempi di Stan Lee. E poi c'è il capitolo disegnatori: Dario Perucca sembra uscito di scena per problemi di salute (di cui parlò Bunker circa tre anni fa) e le tavole ora sono in mano a due nomi ignoti al grande pubblico. L'unico nome di grido annunciato è stato il ritorno di Tacconella con il n. 685, ma di fatto per un rilancio così sontuoso emerge che non hanno fondi per disegnatori noti.

Quindi, si può concludere che se di rilancio si è trattato, si può considerare arenato. Oppure verosimilmente non vi è stato alcun rilancio effettivo poiché l'unico dato di fatto che emerge dal contesto è che Riccardo Secchi ha sostituito il padre quasi novantenne come scrittore e che per il resto, tranne l'uscita di scena di Minuette, non è cambiato niente. Il punto vero è un altro: oggi Alan Ford non è in grado di attirare un pubblico giovane e si ha l'impressione che se oggi la serie esca ancora è solo perché la anastatica della RCS sta andando molto bene con una media di 3.000 copie.

Infine c'è il problema del prezzo: 5,00 euro sono tanti per 90 pagine con due vignette per pagina. E non è nemmeno da escludere che passi a 6,00 euro a breve poiché tra fine anno e inizio 2027 molti editori aumenteranno i prezzi di copertina per evitare di chiudere i bilanci in negativo, come avverrà per Bonelli e tutti gli altri. Anche la Panini potrebbe ritoccare i prezzi dei suoi albi, soprattutto dei manga, che già oggi costano molto. Quindi è presumile che anche Alan Ford costi di più, benché comunque essendo composto il suo pubblico da pensionati non dovrebbe essere grave.

E le vendite della testata? L'ultimo dato ufficioso prima del rilancio indicava in 1.800 copie la media del venduto della collana. E' probabile, come detto, che con il n. 681 ci sia stato un piccolo innalzamento ma che oggi potrebbe essersi fermato. Molti erano convinti che Alan Ford tornasse verso i livelli di come era ai tempi dei primi anni '70 parodistiche prese di posizione sociale ma che in effetti esprimevano la acidità di un Bunker mai evolutosi da quel livello basilare. 

domenica 2 agosto 2026

Kriminal Anastatica n. 21: la recensione

Nel n. 21 di Kriminal, uscito in origine il 29 luglio 1965 e di recente proposto nell'omonimo albo della collana Anastatica di RCS, fa il suo ritorno Pini Segna che realizzerà la storia completa di testi e disegni. La differenza rispetto al livello scanzonato, ironico e dilettantesco di Max Bunker si nota subito. I personaggi non sono grotteschi, ma terribilmente seri e fanno sul serio, i testi sono di ottima fattura e non c'è spazio per battute o espressioni dialettali milanesi. Questo Kriminal nell'episodio La pista della morte fa terribilmente sul serio. Unica pecca sono i disegni piuttosto raffazzonati ma almeno Segna ci risparmia dai volti sempre analoghi di Magnus. Sam Barret, allibratore corrotto, è preoccupato in quanto il suo ex socio in affari, Tony, è uscito di prigione. 

Da lui vuole una grossa somma, quella che gli spettava per i piani loschi che avevano realizzato. Barret non ha alcuna intenzione di soddisfare quella richiesta e cerca di tendere una trappola a Tony per sbarazzarsene una volta per tutte. Qui entra in scena Kriminal che si sostituisce a Tony per lo stesso motivo. Grazie a Frida, la fidanzata di Tony che lui interroga dopo averle iniettato il siero della verità, viene a sapere dei particolari del piano ma quando si reca da Barret per mettere le mani sui soldi ne nasce una colluttazione al termine della quale Barret lancia i soldi nel caminetto per non farli prendere al suo ex socio. A Kriminal non resta che dileguarsi onde evitare di essere catturato ma Anthony Logan ha in serbo la vendetta nei confronti di Sam Barret. 

Quest'ultimo infatti per riaversi della perdita subita, cerca di truccare la gara di corse che si terrà di li a poco e che vede il campione Stan Kendall tra i favoriti. Il piano di Sam Barret prevede che un suo amico, oggi pilota in disgrazia, Hug Milroy, gli si butterà addosso durante la corsa per non farlo vincere mentre gli altri piloti vengono avvicinati da donne di piacere che Sam Barret ha pagato per indurli a perdere. Ma anche Kriminal entra in azione. Prende il posto di Milroy e al tempo stesso stipula una polizza sulla vita a suo favore, che riscuoterà a tempo debito. Inoltre, avvicina Kendall e gli rivela il piano di Barret. Il campione non ne resta stupito conoscendo il personaggio, ma gli assicura che durante la gara. non gli creerà alcun problema. Vuole che Barret abbia una bella batosta per quello che ha fatto. 

Arriva così il giorno della corsa e come da previsioni gli altri piloti sembrano poco inclini a cercare di ottenere la vittoria. Kendall si tiene a debita e certa distanza da Milroy ovvero da Kriminal che mantiene la prima posizione, ma all'ultimo giro esce di pista e permette a Kendall di vincere con molta facilità. Per far credere a tutti che si è trattato di un vero incidente, Kriminal sostituisce se stesso con il cadavere di Milroy che viene ritrovato tra le fiamme. Barret è rovinato poiché tutti avevano scommesso sul campione che poi ha vinto in quanto favorito. Kriminal nel frattempo ha riscosso la polizza che si era fatto firmare nei panni di Milroy. E' ora ha ottenuto ciò che voleva, la sua vendetta contro Barret. Il livello della storia è nella sufficienza ma quanto meno Pini Segna ci ha risparmiato i topi infantili tipici di Max Bunker.

Kriminal Anastatica n. 20: la recensione

Kriminal n. 20, uscito in origine il 15 luglio 1965 e proposto nell'omonimo numero della ristampa Kriminal Anastatica, si presenta subito bene. Il titolo, l'Isola dell'oblio, è evocativo e la cover di Corteggi promette bene. Magnus ai disegni fa un ottimo lavoro, tratto molto morbido, linee dure e molta abbondanza di neri per guadagnare tempo e tenere il ritmo dell'uscita settimanale. Lo stesso Bunker ai testi inizia bene con la giusta dose di suspense, poi rovina tutto verso metà dell'albo con un finale frettoloso salvato appena da un colpo a sorpresa che nessuno si sarebbe immaginato. 

Isola di Creno a due passi dalle scogliere di Dover, Kriminal si presenta truccato come Dan Coleman, commilitone di un certo Ted Grant morto in Vietnam, all'albergo Flora, l'unico del posto gestito dalla moglie di Grant, Alice e dal padre di costui, un paralitico. Lui ha un messaggio per la donna da parte del marito: lei deve rifarsi una vita e non piangere nel dolore. L'albergo è frequentato da tipi strani e loschi, alcuni dei quali fanno capo a un certo Mastino ed altri che hanno il medesimo scopo di Kriminal, trovare un malloppo che Ted Grant ha nascosto da qualche parte sull'isola. 

Come si può immaginare facilmente, Kriminal notando che la vedova Grant non è niente male, ci prova subito e se la scopa. Nelle storie di Bunker le donne sono quasi sempre moralmente corrotte, ovvero puttane, pronte a usare anche il loro corpo per raggiungere un obiettivo. In questo caso non poteva esserci una eccezione. Solo il suocero paralitico ha qualcosa da dire, notando che la moglie di suo figlio si è infilata nel letto del primo venuto. L'azione si fa serrata e la trama della vedovella viene ben presto abbandonata. Tutti gli aspiranti cercatori del tesoro si mettono all'opera e come si poteva immaginare finiscono per ammazzarsi a vicenda. 

Kriminal sembra l'unico rimasto in lizza o almeno sembra perché dopo avere trovato il tesoro, una sacca piena di dollari nel tronco cavo di un albero sulla costa dell'isola, si vede puntare una pistola dalla signora Grant che vuole per lei il tesoro. Ma in quel momento si materializza il colpo di scena bunkerista che salva una storia altrimenti pietosa. Il vecchio paralitico padre di Grant è lo stesso Ted Grant che si era mascherato come il genitore per tenere d'occhio la situazione. La sacca con i soldi altro non era che un colpo che un suo amico aveva messo a segno rubando le paghe dei soldati americani in Vietnam per celarli su quell'isola.

Kriminal affronta Grant ma nella concitazione della lotta, la moglie di costui gli spara uccidendolo per poi impazzire. Kriminal scappa con i soldi e si impadronisce di una lancia nelle vicinanze, ma la sfortuna lo perseguita perché quella barca era stata già catturata dagli uomini del commissario Milton ma almeno stavolta Kriminal riesca a fuggire con i soldi. La storia menziona il Vietnam, che in quel momento non aveva ancora raggiunto nella cronaca il clamore che avrebbe toccato negli anni successivi né era prevedibile che gli americani che volevano il controllo di quel Paese asiatico sarebbero usciti sconfitti. 

Tante le ingenuità di Bunker in questa storia. Non spiega come ha fatto Kriminal a sapere della storia di Ted Grant né come i soldi destinati a pagare i soldati americani inviati in Vietnam siano finiti su quell'isola abitata da quattro anime, né soprattutto come abbiano fatto gli altri a sapere di tutto ciò. L'unico accenno è dato dallo stesso Ted Grant che rivela che il suo amico aveva fatto il colpo senza dividere con un suo socio. Altro aspetto divertente è lo sforzo del curatore Davide Barzi di descrivere come un'opera di alta letteratura una storiella scritta male e sviluppata peggio. E quel Milton che appare alla fine pare quasi infilato a forza nella trama.

venerdì 31 luglio 2026

Kriminal Anastatica n. 19: la recensione

Il n. 19 di Kriminal, uscito in origine il 1 luglio 1965 che di recente é stato riproposto dalla collana Anastatica, vede il ritorno di Magnus ai disegni e questa è la buona notizia, soprattutto per i lettori fanatici dell'artista di Bologna a cui intestano in misura quasi del tutto esclusiva il successo di questa collana e delle altre ideazioni della allora Editoriale Corno (infatti questa ricostruzione è difficilmente criticabile posto che dopo la rottura dei rapporti con Magnus, il buon Luciano Secchi alias Max Bunker non ne ha più imbroccata una). La cattiva notizia è che questa storia sembrerebbe una anticipazione dei temi che saranno trattati anni dopo in Alan Ford con battute, gag a ripetizione e figure grottesche.

I toni di serietà e drammaticità degli scorsi numeri, sia pure conditi in trame sviluppate in maniera poco professionale, sembrano evaporati. Bunker si sbizzarrisce nella creazioni di situazioni volte a far ridere il lettore che probabilmente si aspettava qualcosa di molto diverso dalla serie del terribile Kriminal, che per l'occasione torna nella sua Inghilterra. Il suo bersaglio è Arnold Murdock, un imprenditore grassone della plastica che gestisce un traffico di droga, oppio per l'esattezza, fatta affluire via mare e poi sbarcata di notte in punti strategici del porto. Il piano di Kriminal prevede di impadronirsi della droga a rivenderla a sua volta ai clienti di Murdock. Il primo carico gli sparisce sotto gli occhi. 

La notizia gli arriva quando torna a casa con la sua amante drogata, Lilly. Anche il commissario Milton sospetta di lui e da tempo sta cercando di incriminarlo. Bunker rappresenta questo ciccione in modo parodistico e caricaturale, a cui si presta un Magnus abbastanza in vena. Esplosioni di rabbia, battute e la sua faccia che assume un tono buffo quando si rende conto che qualcuno sta cercando di fregargli l'affare. Insomma è lui il vero protagonista della storia concepita per fare ironia su un tema serio, il traffico di stupefacenti che allora stava assumendo proporzioni importanti a livello globale con potenti boss della malavita che avevano creato un vero e proprio traffico internazionale non solo in Europa.

I forniti di Murdock arrivano dalla Malaysia e infatti Anthony Logan alias Kriminal si spaccia per uno che ha lavorato per costoro quando si presenta a Arnold Murdock chiedendo di lavorare per lui come autista. Il suo scopo è carpire diverse informazioni sugli arrivi dei prossimi carichi. Non mancano momenti drammatici, quando la Lilly é ritrovata senza vita dopo una overdose di oppio in una delle case di proprietà di Murdock, una cosa che permette a Milton di fare sentire il suo fiato sul collo del trafficante. Ma Kriminal ha ottenuto ciò che voleva e venuto a sapere l'ora e il giorno dell'arrivo di un grosso carico si organizza per liberarsi dei nemici. Per prima cosa intercetta la barca con il carico facendo credere agli uomini a bordo che Murdock ha cambiato orario. 

In tal modo, fissa della dinamite alle casse per fare in modo che quando saranno tutte aperte, tutti salteranno in aria e magari lo stesso Milton a cui in modo anonimo ha rivelato luogo e ora dell'arrivo della droga al porto. Murdock e i suoi uomini restano secchi, Milton si salva per puro miracolo dalla esplosione ma alla fine anche Kriminal viene gabbato quando si rende conto che nelle casse che ha rubato c'era solo farina. Riesce comunque a rubare i danari che gli ex clienti di Murdock si erano portati dietro per pagarlo. Milton non può che consolarsi con il fatto che almeno una grossa banda di trafficanti è stata sgominata sebbene il merito sia solo di Kriminal. Troppa ironia in questa storia e ben poche idee.  Una specie di anticipazione di ciò che sarà Alan Ford. 

Bunker inserisce in questa storia dai tratti grotteschi, alcuni elementi di forte impatto sociale. Oltre agli stupefacenti, la corruzione di minorenni. Lilly é descritta come minorenne dedita al fumare sigarette oppiate. C'è perfino spazio per una sorta di rivalsa contro la censura della magistratura che in quel periodo aveva messo nel mirino i fumetti neri tanto che a pag. 70 si legge di un editore impazzito che spara al procuratore e nell'immagine si vede Andrea Corno. Infine il riferimento alla plastica che negli anni '60 divenne perciò dominante negli usi quotidiani (mentre oggi è praticamente al bando per il suo tasso di inquinamento). E Sem, il nipote depravato di Murdock, che lo punzecchia di continuo senza che i loschi affari di famiglia gli diano troppo fastidio. 

giovedì 30 luglio 2026

Satanik uscirà davvero alla fine del 2026?

Dopo il gran successo, per ora, della ristampa anastatica di Alan Ford (lanciata a fine 2024) e di quella di Kriminal (che è stata lanciata a fine 2025), si sono rincorse voci secondo cui a fine 2026 toccherà anche a Satanik, la terza ideazione della coppia Bunker/Magnus che ha segnato la sua epoca. Mentre le Giussani si sono fermate a Diabolik, su cui oggi il loro successore Mario Gomboli ancora ci campa molto bene, Bunker e Magnus sono andati avanti creando Satanik. 

E' quindi sembrato naturale che dopo Alan Ford e Kriminal, la RCS puntasse forte su Satanik, la cui serie anastatica è attesa da tanti collezionisti. Ma Satanik uscirà davvero alla fine del 2026? Forse qualche annuncio vi potrebbe essere in occasione di Lucca Comics? Qualche giorno fa su un gruppo Facebook è comparso il post di un tizio che afferma di avere parlato con qualcuno della redazione RCS ma senza rivelare il nome né il livello di rilevanza di questa persona. 

Secondo tale tizio, non ci sarà alcuna ristampa anastatica di Satanik, ma attenzione perché non è questo ciò che gli è stato riferito bensì quello che lui ha tratto da quello che gli è stato riferito. E lo dice lui stesso nel post. Insomma, ha avuto determinate notizie, che tuttavia non ha rivelato, che secondo lui portano alla conclusione che alla fine del 2026 non arriverà alcuna ristampa anastatica di Satanik. Alla fine è lui stesso che quasi si convince della base di pensiero che finora ha retto le voci sull'uscita della serie verso fine anno.

Dice alla fine del post che è possibile che alla RCS stiano valutando con attenzione i risultati commerciali di Kriminal Anastatika prima di prendere una decisione. Il successo di una nuova collana dipende infatti da diversi fattori, primo fra tutti il riscontro del pubblico in termini di vendite e degli acquisti. Se, pertanto, Kriminal confermerà le aspettative, le possibilità di vedere anche Satanik potrebbero salire e in caso contrario, è possibile che l'editore preferisca orientarsi verso altri progetti. Ciò che vogliono tutti i fan.

mercoledì 29 luglio 2026

Il primo referendum dei fumetti Corno

Il referendum era uno dei momenti più attesi da parte dei lettori degli albi Marvel in Italia durante il periodo nel quale erano pubblicati dalla Editoriale Corno. Bene ha fatto quindi Fabio Licari, curatore della collana di ristampe cronologiche Super Eroi Classic (attualmente, la serie di comics made in Usa più venduta in Italia con le sue 2.000 copie a settimana per 8.000 copie al mese) a reintrodurlo sia per capire cosa vogliono i lettori sia per capire se la direzione avviata dalla collana è quella giusta. Sull'Uomo Ragno n. 95 del dicembre 1973 apparve per la prima volta annunciando ai tanti lettori i risultati che tutti aspettavano ansiosi. Vi furono sorprese.

Quello storico numero ospitava i seguenti albi originali: The Amazing Spider-Man (vol. 1) n. 94 del marzo 1971, Tales to Astonish n. 101 del marzo 1968 contenente mezza storia di Hulk e poi le 15 pagine di Ant-Man su Marvel Feature n. 6 del novembre 1972. La storia più importante del numero era naturalmente quella dell'Uomo Ragno con Peter Parker triste perché la sua amata Gwen era partita per Londra ma soprattutto perché lo Scorpione aveva preso in ostaggio zia May. Momenti di forte drammaticità, però ciò che emerse da quel referendum non fu meno intenso. Secchi si scusava del ritardo della pubblicazione attribuito a Poste Italiane. Annunciava poi un referendum specifico per la collana Albi dei Super Eroi dove sarebbero comparsi più personaggi. 

Il personaggio più votato dai lettori fu ovviamente l'Uomo Ragno seguito di una incollatura da Capitan America, che pochi mesi prima aveva ricevuto la sua serie personale con comprimari di spessore come Iron Man e gli X-Men. Al terzo posto, anche loro di poco, i Fantastici Quattro e al quarto Thor. Dal quinto posto seguivano nell'ordine i Vendicatori, Iron Man, Devil, Namor, Strange, Inumani, Destino, Fury e Capitan Marvel. Forse il personaggio di maggiore spessore era finito ultimo e già questo faceva capire quanto fossero povere le capacità di giudizio dei lettori italiani dell'epoca che però a loro scusante avevano conosciuto i supereroi di casa Marvel da circa tre anni, mentre i concorrenti della DC erano proposti dalla Williams Intereuropa sempre di Milano.

Il secondo quesito riguardava le serie e qui arriva la prima sorpresa. La più votata dai fan non è l'Uomo Ragno bensì Capitan America. Anche qui, tuttavia, bisogna capire che si trattava di una novità assoluta poiché la serie del Discobolo era apparsa nelle edicole circa otto mesi prima. Seguono quindi l'Uomo Ragno, Fantastici Quattro, Thor, gli Albi dei Super Eroi e infine Devil. Qui c'è una considerazione da fare dato che la serie dell'Uomo Senza Paura avrebbe chiuso i battenti circa due anni dopo con il n. 126 del marzo 1975. Da sempre tra i fan Marvel dell'epoca Corno si discute sul motivo di quella chiusura. Noi riteniamo che fosse per le basse vendite, altri perché, oramai. il personaggio a causa della quindicinalità aveva toccato la produzione Usa. 

Tuttavia a è molto probabile che i motivi della chiusura di Devil fossero proprio le bassissime vendite. La classifica del referendum rifletteva anche il venduto e Devil, non certo per sua colpa ma per lo scarso livello delle storie, era finito in fondo al gradimento del pubblico. La Corno fece di tutto per risollevarlo inserendo come comprimari sia Ghost Rider (il nuovo personaggio Marvel che aveva esordito da poco in Usa) e Iron Man. Ma non vi fu nulla da fare. Anche in Usa il personaggio andava male e fu più volte sul punto di dire ciao ai fan poi arrivò un certo Frank Miller a farlo rinascere in modo fragoroso. La terza domanda toccava gli artisti e naturalmente Jack Kirby ottenne il primo posto. Non era il top della Casa delle Idee ma almeno a livello grafico i tanti personaggi li aveva inventati lui con successo. 

I lettori italiani che non avevano grandi mezzi di paragone erano stati abituati al suo stile tutto storto con anatomie fantasiose e quel senso della distanza che si basava su arti e particolari ingranditi per nascondere le lacune tecniche. Il partito dei vari antikirbyani sarebbe arrivato qualche anno dopo, però in quel momento anche se The King, come lo chiamavano, aveva lasciato la Marvel per tentare fortuna alla DC (dove però collezionò solo immensi flop), lui era la Marvel. Al secondo posto c'era anche lui, Johnny Romita che sull'Uomo Ragno era diventato famoso, seguito da Gene Colan (un altro grande forse troppo sopravvalutato), John Buscema e George Tuska. Ditko arrivò sesto, seguito da Gil Kane, Ross Andru, Don Heck e Jim Steranko. Si, era arrivato ultimo. Forse peggio di Kirby c'era solo Steranko. 

martedì 28 luglio 2026

mgp: Bunker non scrive porno di Magnus

Andare d'accordo con il Max Bunker non è mai stato facile per nessuno, forse era una impresa impossibile poiché più o meno lo hanno mollato tutti. Andare d'accordo con Bunker significava accettare la volontà del semper voster sempre e soprattutto quando certe sue scelte potevano apparire prive di senso a chi standogli vicino glielo faceva notare magari in tono fin troppo sommesso? Vogliamo ricordare le scelte controverse adottate nella gestione delle serie Marvel, di come nel 1978 chiuse la serie di Capitan America lasciando i lettori con un palmo di naso o di come nel 1982 rilanciò le serie Marvel proponendo ristampe e ponendo le basi per il fallimento della Corno nel 1984? Ma non è soltanto questo.

Rompere con Max Bunker significava poi iniziare una sorta di guerra più o meno fredda con frecciatine pesanti che si sarebbero trascinate per molti anni. Il rapporto difficile con Magnus ne è la prova. In una intervista il noto disegnatore bolognese, colui che senza le sue tavole forse nessuna serie di Bunker sarebbe mai stata un successo, disse che mentre il suo ex amico si era arricchito, lui ne uscì malconcio con la tasca. Al di là di ciò, la rottura del rapporto Bunker-Magnus ebbe effetti traumatici anche per il pubblico. Le vendite di Alan Ford non si ripresero mai più e anche se oggi AF esce ancora, i risultati dei primi anni '70 non sarebbero tornati.

Le frecciatine però sarebbe continuate. Nella pagina della posta di Alan Ford n. 78, di recente riproposto nella serie ristampa anastatica, si legge un trafiletto a caratteri grandi di Maria Grazia Perini, allora sodale con il semper voster, in cui ella ebbe ad affermare che Bunker non è lo scrittore né il soggettista dei fumetti pornografici disegnati da Magnus per altri editori. Come a dire, il grande Bunker non fa quelle cose che Magnus fa con altri editori e che noi non faremmo mai (beh, quante volte in storie recenti Minuette Macon, la moglie di Alan Ford, è stata disegnata a seno nudo da quel bravo arista che è Dario Perucca?). Chissà come l'avranno presa allora i fan. Una caduta di stile che Secchi-Bunker si poteva risparmiare. Ormai Magnus disegnava per gli altri. 

Ma davvero la famosa Perini aveva redatto quel testo? Era lei l'autrice su commissione/ordine di Luciano Secchi alias Max Bunker? In rete si trovano affermazioni secondo cui l'ex redattrice della Editoriale Corno (da cui se ne andò nel 1978) non scrisse quel testo, ma che piuttosto sia stato il Bunker a scriverlo firmandosi con la sigla con cui il pubblico conosceva la sig.ra Perini, che era anche colei che come MGP si occupava della pagina della posta degli albi Marvel. Insomma, non si può dire come siano andate davvero le cose. L'unico fatto certo è che quella stoccata verso Magnus vi è stata come conferma la ristampa anastatica dell'albo di AF n. 78. Il fumetto porno a cui si riferisce il testo è oppure dovrebbe essere lo Sconosciuto oppure il Vampiro n. 58.

Questo fumetto pubblicato dalla Edifumetto di Barbieri uscì nel marzo 1975 con scalpore. C'è anche da osservare che dopo l'abbandono di Magnus, il tono ironico e la qualità dei testi d Alan Ford precipitò. Magnus era anche scrittore oltre che essere abile con la matita, sebbene i suoi personaggi si rassomiglino un po' tutti. Lo stesso Alan Ford pare il fratello gemello di Anthony Logan alias Kriminal, mentre la Satanik non è forse simile a tante donne apparse nelle storie di AF e dello stesso Kriminal? Si parla di fumetti per adulti e qui viene ancora a galla la Perini, poiché si ritiene che Magnus si sia ispirata a lei nel creare il personaggio di Frieda Boher, la scienziata pazza che rianima il mostro erotomane Necron nell'omonimo fumetto che sarebbe uscito nel 1981. E anche qui la somiglianza Frieda/Perini è evidentissima.

sabato 25 luglio 2026

Le vendite delle serie Marvel della Corno

Dalla pagina della posta di un albo della Corno (uscito tra il 1973 e il 1974 poiché si parla di Devil come serie in corso) si ricava una preziosa classifica dei fumetti più venduti del tempo dell'editore milanese che in quel periodo pubblicava le serie Marvel. Al primo posto viene indicato l'Uomo Ragno poi i Fantastici 4, Devil e Thor. Non c'è Capitan America.

La collana quindicinale del Discobolo avrebbe poi fatto il suo esordio nell'aprile 1973. Anche se non sono indicati dati di vendita, è interessante notare che in quel periodo Devil non era in sofferenza, ma lo sarebbe andato dopo (chiuse infatti nel 1975 per basse vendite benché qualcuno dei vecchi fan oggi non riesca ad accettare questa realtà). Poi si menziona Alan Ford come serie più venduta di tutte.

Ciò che si sa oggi con buona certezza, è che verso la metà degli anni '70 l'Uomo Ragno vendeva sulle 250.000 copie a numero (essendo quindicinale piazzava mezzo milione di copie al mese), seguito dai Fantastici Quattro (i quali erano a circa 200.000) e Devil doveva essere abbondantemente sopra le 100.000 copie verso l'epoca di quella risposta sulle pagine della posta. E sotto Thor.

Kriminal e Satanik, le altre collane prodotte in proprio dalla Corno, avrebbero chiuso a fine 1974 per basse vendite. Il mercato sarebbe andato in crisi definitiva dal 1979 e non si sarebbe più ripreso anche per l'incapacità di Max Bunker di gestire un parco testate di buon valore (le serie Marvel) che volle tenere per forza quindicinali. L'uscita di scena della Perini dalla redazione chiuse la partita.

Dopo una gestione disastrosa anche Secchi se ne andò nel 1982 dalla Ed. Corno lasciando l'editore senza possibilità di ripresa. Tutte le collane Marvel chiusero nel febbraio 1984, mentre Alan Ford, unica serie che ancora vendeva, Bunker se la proseguì con una sua etichetta, la MBP. E oggi come vanno le serie Marvel? Al primo posto c'è l'Uomo Ragno che non va oltre le 2.000 copie. Il resto è sotto le mille.

venerdì 24 luglio 2026

Kriminal Anastatica n. 18: la recensione

Il n. 18 di Kriminal Anastatica, che ripropone l'albo uscito in origine il 17 giugno 1965, si presenta importante per più di un motivo. La serie veleggiava sulle onde del successo e la periodicità settimanale aveva costretto Luciano Secchi alias Max Bunker a rivolgersi ad altri fumettisti, a veri fumettisti, perché se lui era ed è rimasto solo un buon dilettante, Pini Segna, autore di testi e disegni della storia Serkow il Mago, era un professionista dell'arte della narrazione di immagini. 

Il tratto non è quello pulito di Magnus, ma almeno i volti dei personaggi non sono sempre uguali. Non ce ne vogliano i fanatici fan del fumettista bolognese, ma le sue figure non cambiano mai. Il medesimo Anthony Logan è praticamente uguale ad Alan Ford ma con l'espressione non da mezzo tonto e lo stesso vale anche per le figure femminili. Il viso è sempre uguale, tanto da lasciare il lettore nei dubbi (dove l'ho già vista questa stronz@). Una storia emozionante.

A dare man forte al duro commissario Patrick Milton arriva Rama Serkow, un ipnotizza dall'Afghanistan, all'epoca una monarchia dell'ex impero coloniale britannico. Nei testi è appellato come afghanistano mentre la forma in italiano dovrebbe essere afgano, ma all'epoca chi ci avrebbe fatto caso? Serkow non è un ciarlatano ma i suoi occhi magnetici sono in grado di garantirgli il controllo di chiunque.

Lo sa bene la sua fidanzata Nenè, che guarda caso è anche l'amante di Anthony Logan, che se la scopa nei momenti in cui il mago non è a Montecarlo. Kriminal è arrivato qui per rubare l'incasso del casinò e sotto le mentite spoglie di un boliviano di nome Timo Gutierrez che vive al Continental. Grazie a ciò riesce a sapere in anticipo non solo di Serkow ma anche di come bloccare i suoi poteri attraverso l'uso di lenti a contatto. Un aspetto importante di questa storia é il ricordo che in Kriminal suscita una ragazza conosciuta in quel momento della sua infanzia quando viveva in povertà.

Aveva una sorella di nome Milena che si prendeva cura di lui e a cui lui era molto affezionato, ma poi costei morì e lui girò di continuo in case di correzione. Il padre, alcolizzato e crudele non era mai presente (genitore che come sappiamo dal n. 1 era stato ucciso dai suoi soci di Ireland Petroleum). Questa ragazza che si chiama anche lei Milly è però una poco di buono, che vive facendo da amante ad un riccone. Kriminal si intenerisce e decide di aiutarla.

Quando si accorge che lei voleva soltanto sfruttarlo, se ne libera. Intanto, riconosciuto da Nenè come Kriminal grazie a delle foto che Milton aveva dato a Serkow, Anthony Logan agisce subito e uccide la ragazza, che prima di morire rivela al mago l'identità fittizia del suo avversario. Serkow non è animato da buoni propositi. Il suo vero scopo è ipnotizzare Kriminal e fargli commettere molti colpi per arricchirsi. 

Kriminal conosce come detto sopra il suo punto debole (le lenti a contatto!). Finge di restare ipnotizzato e una volta fuggiti con il portavalori con l'incasso del casinò ammazza il mago, poi dall'elicottero con cui stava lasciando Montecarlo elimina la stessa Milly che intanto liberatasi dalla stanza dove era stata bloccata, l'aveva denunciato al commissario Milton. La reazione di Kriminal anche in questo caso è dura. Avvistandola dall'alto con l'elicottero le sgancia sopra delle delle bombe al napalm. La ragazza viene avvolta dal fuoco facendo una fine orribile.