lunedì 3 agosto 2026

Alan Ford: il rilancio si è già arenato?

Come sta andando il mega rilancio di Alan Ford iniziato da Riccardo Secchi con il n. 681? Per ora non ci sono riscontri di dati di vendite, anche se è presumibile che quanto mento il capitolo iniziale uscito tre mesi fa abbia registrato un mini surplus dato che l'iniziativa è stata strombazzata sui media, anche a tiratura nazionale extra fumetto. Ma poi qualcosa si è fermato, anzi quasi subito si è avuto l'impressione che il progetto sia stato molto meno organizzato di quello che sia stato possibile pensare in base agli annunci sfolgoranti.

L'elemento che è balzato subito all'attenzione è l'assenza di editoriali. Già il fatto che Max Bunker non ne scriveva più da oltre due anni era sintomatico di una situazione in cui magari il leggendario semper voster, data l'età (va sugli 89 anni) non era più in grado né di scrivere nel contesto di una iniziativa pubblica. Ma ora è mai possibile che Secchi junior che di anni ne ha 64, non trovi il tempo di buttar giù due righe di editoriale per presentarsi al pubblico parlando del suo programma dopo tante chiacchiere sui media?

Andiamo ai contenuti: le storie sono state segnalate come comprensibili dal punto di vista logico (e questo dimostra che a scrivere è una persona ancora lucida, cosa di cui si dubitava fortemente quando le storie erano attribuite a Max Bunker, si ripete, per ragioni di età) ma sono tuttavia storie ordinarie in cui l'autore sta cercando di imitare lo stile del genitore dei primi numeri usciti tra il 1969 e il 1970, il che è già indice non solo di una evidente mancanza di idee, ma anche di prospettive, poiché i fan di allora non ci sono più.

Un fumetto deve guardare al futuro, non ad un passato di mezzo secolo fa. Per esempio, in Usa nessuno scriverebbe mai l'Uomo Ragno come ai tempi di Stan Lee. E poi c'è il capitolo disegnatori: Dario Perucca sembra uscito di scena per problemi di salute (di cui parlò Bunker circa tre anni fa) e le tavole ora sono in mano a due nomi ignoti al grande pubblico. L'unico nome di grido annunciato è stato il ritorno di Tacconella con il n. 685, ma di fatto per un rilancio così sontuoso emerge che non hanno fondi per disegnatori noti.

Quindi, si può concludere che se di rilancio si è trattato, si può considerare arenato. Oppure verosimilmente non vi è stato alcun rilancio effettivo poiché l'unico dato di fatto che emerge dal contesto è che Riccardo Secchi ha sostituito il padre quasi novantenne come scrittore e che per il resto, tranne l'uscita di scena di Minuette, non è cambiato niente. Il punto vero è un altro: oggi Alan Ford non è in grado di attirare un pubblico giovane e si ha l'impressione che se oggi la serie esca ancora è solo perché la anastatica della RCS sta andando molto bene con una media di 3.000 copie.

Infine c'è il problema del prezzo: 5,00 euro sono tanti per 90 pagine con due vignette per pagina. E non è nemmeno da escludere che passi a 6,00 euro a breve poiché tra fine anno e inizio 2027 molti editori aumenteranno i prezzi di copertina per evitare di chiudere i bilanci in negativo, come avverrà per Bonelli e tutti gli altri. Anche la Panini potrebbe ritoccare i prezzi dei suoi albi, soprattutto dei manga, che già oggi costano molto. Quindi è presumile che anche Alan Ford costi di più, benché comunque essendo composto il suo pubblico da pensionati non dovrebbe essere grave.

E le vendite della testata? L'ultimo dato ufficioso prima del rilancio indicava in 1.800 copie la media del venduto della collana. E' probabile, come detto, che con il n. 681 ci sia stato un piccolo innalzamento ma che oggi potrebbe essersi fermato. Molti erano convinti che Alan Ford tornasse verso i livelli di come era ai tempi dei primi anni '70 parodistiche prese di posizione sociale ma che in effetti esprimevano la acidità di un Bunker mai evolutosi da quel livello basilare. 

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