venerdì 31 luglio 2026

Kriminal Anastatica n. 19: la recensione

Il n. 19 di Kriminal, uscito in origine il 1 luglio 1965 che di recente é stato riproposto dalla collana Anastatica, vede il ritorno di Magnus ai disegni e questa è la buona notizia, soprattutto per i lettori fanatici dell'artista di Bologna a cui intestano in misura quasi del tutto esclusiva il successo di questa collana e delle altre ideazioni della allora Editoriale Corno (infatti questa ricostruzione è difficilmente criticabile posto che dopo la rottura dei rapporti con Magnus, il buon Luciano Secchi alias Max Bunker non ne ha più imbroccata una). La cattiva notizia è che questa storia sembrerebbe una anticipazione dei temi che saranno trattati anni dopo in Alan Ford con battute, gag a ripetizione e figure grottesche.

I toni di serietà e drammaticità degli scorsi numeri, sia pure conditi in trame sviluppate in maniera poco professionale, sembrano evaporati. Bunker si sbizzarrisce nella creazioni di situazioni volte a far ridere il lettore che probabilmente si aspettava qualcosa di molto diverso dalla serie del terribile Kriminal, che per l'occasione torna nella sua Inghilterra. Il suo bersaglio è Arnold Murdock, un imprenditore grassone della plastica che gestisce un traffico di droga, oppio per l'esattezza, fatta affluire via mare e poi sbarcata di notte in punti strategici del porto. Il piano di Kriminal prevede di impadronirsi della droga a rivenderla a sua volta ai clienti di Murdock. Il primo carico gli sparisce sotto gli occhi. 

La notizia gli arriva quando torna a casa con la sua amante drogata, Lilly. Anche il commissario Milton sospetta di lui e da tempo sta cercando di incriminarlo. Bunker rappresenta questo ciccione in modo parodistico e caricaturale, a cui si presta un Magnus abbastanza in vena. Esplosioni di rabbia, battute e la sua faccia che assume un tono buffo quando si rende conto che qualcuno sta cercando di fregargli l'affare. Insomma è lui il vero protagonista della storia concepita per fare ironia su un tema serio, il traffico di stupefacenti che allora stava assumendo proporzioni importanti a livello globale con potenti boss della malavita che avevano creato un vero e proprio traffico internazionale non solo in Europa.

I forniti di Murdock arrivano dalla Malaysia e infatti Anthony Logan alias Kriminal si spaccia per uno che ha lavorato per costoro quando si presenta a Arnold Murdock chiedendo di lavorare per lui come autista. Il suo scopo è carpire diverse informazioni sugli arrivi dei prossimi carichi. Non mancano momenti drammatici, quando la Lilly é ritrovata senza vita dopo una overdose di oppio in una delle case di proprietà di Murdock, una cosa che permette a Milton di fare sentire il suo fiato sul collo del trafficante. Ma Kriminal ha ottenuto ciò che voleva e venuto a sapere l'ora e il giorno dell'arrivo di un grosso carico si organizza per liberarsi dei nemici. Per prima cosa intercetta la barca con il carico facendo credere agli uomini a bordo che Murdock ha cambiato orario. 

In tal modo, fissa della dinamite alle casse per fare in modo che quando saranno tutte aperte, tutti salteranno in aria e magari lo stesso Milton a cui in modo anonimo ha rivelato luogo e ora dell'arrivo della droga al porto. Murdock e i suoi uomini restano secchi, Milton si salva per puro miracolo dalla esplosione ma alla fine anche Kriminal viene gabbato quando si rende conto che nelle casse che ha rubato c'era solo farina. Riesce comunque a rubare i danari che gli ex clienti di Murdock si erano portati dietro per pagarlo. Milton non può che consolarsi con il fatto che almeno una grossa banda di trafficanti è stata sgominata sebbene il merito sia solo di Kriminal. Troppa ironia in questa storia e ben poche idee.  Una specie di anticipazione di ciò che sarà Alan Ford. 

Bunker inserisce in questa storia dai tratti grotteschi, alcuni elementi di forte impatto sociale. Oltre agli stupefacenti, la corruzione di minorenni. Lilly é descritta come minorenne dedita al fumare sigarette oppiate. C'è perfino spazio per una sorta di rivalsa contro la censura della magistratura che in quel periodo aveva messo nel mirino i fumetti neri tanto che a pag. 70 si legge di un editore impazzito che spara al procuratore e nell'immagine si vede Andrea Corno. Infine il riferimento alla plastica che negli anni '60 divenne perciò dominante negli usi quotidiani (mentre oggi è praticamente al bando per il suo tasso di inquinamento). E Sem, il nipote depravato di Murdock, che lo punzecchia di continuo senza che i loschi affari di famiglia gli diano troppo fastidio. 

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