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Nell'articolo in cui ci siamo occupati della crisi della Sergio Bonelli Editore e della sua probabile chiusura o cessione a breve/medio termine, abbiamo anche evidenziato quelle che sono le cause del disastro. Due sono quelle che rilevano su tutte le altre: il mancato rinnovamento della casa editrice, che nella pratica non c'è mai stato (di fatto, la Bonelli è ferma a mezzo secolo fa come struttura); il mancato rinnovamento del parco autori (anzi, ha favorito la nascita di una cerchia interna dispotica e oppressiva che ha schiacciato sul nascere ogni iniziativa di nuovi autori, che sono trattati spesso con disprezzo come ha affermato Gigi Simeoni). 

Solo negli ultimi mesi, ma troppo tardi, la Bonelli ha attuato un cambio ai vertici delle sue testate di primo piano come Tex, Dylan Dog e Zagor. Una azione che doveva essere attuata già molti anni fa e in favore di nuovi autori, non di vecchie schiere o fidi adepti di tale cerchia interna (come purtroppo è capitato con Tex, condannato a spegnersi con loro). E', inoltre, interessante notare come alcuni soggetti intervenendo nelle discussioni sui social abbiano cercato di smentire tutto o di minimizzare, ma non era più possibile contenere il fiume in piena che ha investito la casa. 

Tra questi Recchioni che si è precipitato su Comicus per dire la sua, dopo che pochi giorni prima aveva di fatto confermato le parole di Gigi Simeoni sul fronte interno alla casa editrice, che lungi dall'essere una casa felice si è rivelato un aggregato di fortini di potere, da cui lui è uscito o è stato "fatto uscire" nel 2023. Adesso è tornato ancora per dire che la Bonelli non chiude e non chiuderà né oggi né mai. Affermazione ironica visto che nessuna casa editrice è eterna, meno che mai la Bonelli che la sua gestione di Dylan Dog ha contribuito a porre in questa situazione.

In questo articolo abbiamo fatto il punto e le alternative oggi sono: chiusura dell'attività (perché la famiglia proprietaria dell'azienda potrebbe avere deciso che è arrivato il momento di smettere di investire in un settore finito) o cessione al gruppo Panini. Questa voce ha iniziato a girare a metà dello scorso anno e diversi youtuber ne hanno discusso, tra cui il canale di Sergio Vinci. Se si collega questa possibilità con la cessione dei rapporti con una ottantina di fumettisti pochi giorni fa, il quadro si fa più chiaro ed acquista maggiore forza se lo si rapporta ai cambi di curatore.

Il punto è questo: è la Bonelli che vorrebbe vendere a Panini o è la Panini che vorrebbe comprare la Bonelli? Forse la verità potrebbe stare nel mezzo poiché ognuna potrebbe avere interesse in questo senso. Ma la Panini ha davvero tutto questo desiderio di comprarsi la Bonelli, che è una barca che sta affondando? Se la Panini avesse comprato la Bonelli una ventina di anni fa quando ancora Tex e soci avevano un robusto mercato, allora tutto avrebbe avuto un senso. Ma oggi? La Bonelli è come una vecchia auto che qualcuno vorrebbe comprare ma poi deve modernizzarla.

E' possibile quindi che in probabili contatti avuti in questi ultimi mesi diverse questioni siano state messe sul tavolo della discussione. Una potrebbe avere riguardato la "situazione interna" alla casa editrice: un manager Panini avrebbe potuto dire, ok ci interessa la vostra azienda ma sappiamo che all'interno ci sono cerchie di potere che non rientrano nelle nostre strategie. Se dobbiamo prendere in mano Tex, Dylan Dog e Zagor, vogliamo mano libera. Ciò spiegherebbe perché in poco più di un anno con motivazioni ufficiali varie, i curati di queste collane sono andati via. Sono stati costoro la ragione che ha impedito alla Bonelli negli ultimi 15 anni di modernizzarsi.

Lo stesso Simeoni nel suo sfogo ha evidenziato questo passaggio: progetti nuovi che sono stati sovente bloccati a beneficio della conservazione delle posizioni di potere dei vecchi curatori o di vetusti autori. Un vecchiume che ha portato l'editore nella situazione attuale. E' la stessa cosa che Panini ha attuato con le licenze Disney dopo averle rilevate nel 2013. In modo graduale, sono stati inseriti al vertice dell'attività fidati soggetti di Lupoi, tra cui Alex Bertani su Topolino. Quindi, una Panini interessata alla Bonelli vorrebbe attuare quelle innovazioni che oggi sono bloccate. Altro aspetto da considerare: tutta la Bonelli interesserebbe alla Panini? Non proprio...

Bonelli è un editore in cui il suo personaggio da vertice, ad oggi l'unico, perché gli altri sono in declino, si muove in uno scenario, il western, che non ha mercato nei giovani. Nessun quindicenne si sognerebbe mai di leggere un fumetto in cui i personaggi parlano come 60 anni fa. Quindi, Panini sarebbe interessata a rilevare i diritti di Tex, forse anche di Zagor dalla famiglia Bonelli, ma non gli altri, ovvero Dylan Dog, Julia, Nathan Never e Martin Mystère, i cui titolari sarebbero quindi liberi di cercarsi altri editori per uscire. Perché non Dylan? Perché prendere Dylan Dog significa avere a che fare con Sclavi, non proprio ciò che un manager Panini oggi vorrebbe.

E poi veniamo al punto più importante, quello che interessa al pubblico: se Panini si prende Tex e Zagor e qualche altro rimasuglio, magari un Dampyr che afferendo il genere vampiresco potrebbe prestarsi a dei progetti seri di rilancio (che oggi alla Bonelli mancano) come li proporrà? Eh, qui preparatevi a comprare questi fumetti in fumetteria, magari non subito perché anche se sono poche, le edicole esistono ancora ma nel medio periodo, Tex potrebbe finire in libreria a prezzi molto più altri di quelli di oggi. La questione dei prezzi è importante perché Panini se metterà le mani su Aquila della Notte, aumenterà ancora i prezzi delle testate. Preparatevi a spendere... 

Panini è consapevole che per i suoi standard avrebbe più senso investire su un personaggio come Dylan Dog o Dampyr, senza dubbio più moderni riguardando l'horror, che tra alti e bassi, è ancora attuale, ma non il western che è agli antipodi. Inoltre, il pubblico abituale di Tex è composto dagli ultrasessantenni abituati a trovarlo in edicola e dato che Panini sa che le edicole a breve non ci saranno più dovrà affrontare il problema di come far incontrare i vecchietti con Tex ed in misura minore Zagor e Dylan. Quindi, tanti problemi che potrebbero avere finora frenato la Panini.

Anche sul fronte del grande schermo e in generale sul piano del multimediale, i personaggi della Bonelli sono troppo vecchi per essere utilizzati. I film su Dylan Dog sono stati dei flop, quello su Dampyr si è rivelato una ciofeca immensa che tutti hanno giudicato in modo negativo. I tentativi di far interessare Dragonero ai giovani sono naufragati miseramente, mentre l'unico film su Tex è stato girato 40 anni fa e non ha avuto clamore né seguiti. Questo perché la Bonelli non si è mai aperta alle novità a causa delle resistenze della cerchia interna di autori che l'hanno imbrigliata. Ciò ci porta all'ultima questione da analizzare: il prezzo della cessione che è la più spinosa e che potrebbe avere bloccato le trattative tra le due realtà dell'editoria.

Posto che la Panini sarebbe interessata a comprare solo i diritti di Tex e Zagor, perché il resto è costituito da diritti che la famiglia Bonelli non controlla, quanto dovrebbe tirare fuori? Beh, tutto dipende non tanto dal valore storico dei personaggi ma dalla loro capacità di generare utili attuali dato che nessun azienda spenderebbe molto per qualcosa che non potrebbe far tornare almeno i soldi investiti. Quindi siamo su cifre basse: Bonelli ha pagato i restanti diritti di Zagor alla famiglia di Ferri circa 3 milioni di euro, mentre Tex dovrebbe valere un po' in più. Siamo su una somma di circa 10 milioni di euro. A meno che Panini non voglia solo le licenze e non i diritti: ciò permettere alla Bonelli di conservare la proprietà e di incassare le royalties dalla Panini.

I più storceranno il naso, ma la realtà è questa. Si tenga presente che la Mondadori quando ha comprato la Star Comics ha pagato 28 milioni di euro, però ha comprato soltanto i contratti che l'editore perugino aveva con i giapponesi. Per Bonelli ci sono solo Tex e Zagor che senza vecchi e edicole sono finiti. I vecchi si potrebbero sostituire con nuovi fan ma con le edicole che svaniscono sarà più difficile. Piccolo capitolo aggiuntivo: una Panini padrona di Tex e Zagor investirà su autori nuovi, non più sui matusa abituati a dei tempi lunghi, in. media un anno o più, per una storia di 96 pagine. La situazione è questa a meno che la Bonelli non preferisca chiudere bottega.

Posted by at gennaio 24, 2026
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