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Qualche giorno fa, Michele Masiero, direttore editoriale della Bonelli, ha rilasciato questa intervista su un canale di YouTube di un appassionato. Non menzioniamo quale, ma vi abbiamo lasciato il link per darvi un modo di riscontrare la fonte. Sorvolando su tutte le chiacchiere del percorso lavorativo del soggetto intervistato, che ricordiamo perché scriveva articoli redazionali agli inizi degli anni '90 su Star Magazine e poi come sceneggiatore non ha fornito delle buone prove su Mister No (serie che chiuse sotto la sua gestione), arriviamo adesso alle cose top. Quelle che vi interessano...

Al minuto 53:50 si fa cenno agli esuberi di disegnatori che in questi mesi sono stati al centro di molte polemiche. Per la prima volta, la Bonelli è stata costretta a mandare via diversi artisti per mancanza di lavoro, invitandoli ad accasarsi altrove. Qualcuno non se l'è tenuta, come Gigi Simeoni, che sui social ha postato il suo sdegno. Nella estrema sintesi dice Masiero che siccome negli anni hanno dovuto chiudere collane di segno classico come Magico Vento, Saguaro, Adam Wild, ecc, gli artisti che vi lavoravano sopra dovevano essere posti sulle serie maggiori, Tex e Zagor. 

E così per entrambe le testate si è generato con il tempo un accumulo di storie, specie su Zagor, che ha costretto Bonelli come dice Masiero, a rallentare la loro produzione, facendo capire a questi signori che i tempi erano cambiati e quindi dovevano accasarsi altrove! Eh, ciò che non dice il Masiero invece è: e dove se ne vanno costoro adesso se in Italia per colpa delle strategie editoriali di Sergio Bonelli, la "concorrenza" in pratica non esiste? Ora li mandate via ma dove dovrebbero andare se alternative in Italia non ce ne sono? Esiste ora un editore in Italia con lo stesso ritmo di produzione Bonelli? 

No. Vi sarebbe Diabolik, ma si sa che lì pagano meno e producono una sola serie inedita mensile, mentre il resto è costituito da ristampe. Topolino? Però anche qui le maglie sono anche più strette di Diabolik. Alan Ford? Lì addirittura forse le maglie neppure ci sono... C'è pure da osservare che se Bonelli si trova in questa situazione, di cui fa pagare dazio in primis ai suoi collaboratori, ciò è anche dovuto agli errori commessi in passato. Oggi abbiamo disegnatori che escono fuori per mancanza di lavoro, però i dirigenti, che hanno contratti a tempo indeterminato, sono ancora al loro posto (vogliamo ricordare il floppone della linea Audace?).

Ora Masiero ci sta dicendo che hanno il magazzino ingolfato di storie di tante Tex e Zagor. Da un lato, è positivo perché significa che ci sono tante storie da pubblicare, ma dall'altro ci rivela anche che con i tempi che corrono, con prezzi in costante aumento e pagine in costante calo non è nemmeno detto che la Bonelli continui a pubblicare e che in futuro possa chiudere i battenti senza un pubblico sufficiente a reggere l'offerta. Poi Masiero respinge anche le critiche di chi ritiene che abbiano prodotto troppi albi extra rispetto alle serie regolari. Lui risponde che così facendo hanno dato lavoro a molti. Ora quel lavoro sembra stia sparendo progressivamente e con gente lasciata per strada!

Poi la domanda più antipatica. L'intervistatore "chiede" al minuto 56:14: c'è qualche testata che rischia di chiudere? Masiero risponde di no. Noi tuttavia pensiamo: di certo non poteva rispondere di sì, poiché tutti avrebbero iniziato a chiedersi di questa o queste testate. Quindi, il no di Masiero ci è sembrato più diplomatico che realistico. In quel simile frangente non poteva fare altrimenti. La testata candidata alla chiusura ufficiosa dovrebbe essere Martin Mystère. Masiero in difficoltà, balbettante, ammette che MM è in difficoltà, che qualche qualche numero non è in attivo, ma la serie fa parte del DNA della loro casa editrice. 

Masiero dimentica che anche Mister No, collana sulla quale lavorava prima di fare da dipendente il direttore editoriale della Bonelli, era una serie storica della casa editrice ma che alla fine ha chiuso per basse vendite generali (anche se all'epoca il modo di gestire la casa editrice era più severo e nella logica di Sergio tutto quello che era in perdita doveva chiudere). Ma perché MM non chiude? Masiero risponde che stanno lavorando in generale sulle derivazioni multimediali dei personaggi, ciò che di fatto li obbligherebbe a tenerli in vita anche se non sempre in attivo. Tali progetti multimediali stanno andando male... valga per il flop del film di Dampyr. Quindi di che parla?

Quello che si nota dall'esterno è che la Bonelli ogni anno restringe sempre di più il suo campo. Dallo scorso anno poi hanno iniziato a ridurre le pagine da 96 a 80 su diverse collane, alzano i prezzi ogni 18-24 mesi, tranne che per le serie Tex e Dylan Dog, non annunciano più programmi editoriali su una base di 12 mesi ma di appena la metà... insomma, volente o nolente, il campo che prima era largo, tende oggi a farsi sempre più stretto e soffocante. 

Verso la fine Michele Masiero risponde a un'altra domanda: le miniserie hanno senso oggi? Lui dice no, perché quelle lanciate sono andate male. Infine un nostro pensiero: ogni tanto le aziende dovrebbero provare a cambiare anche i dirigenti, specie se i risultati negativi diventano la norma o una abitudine. L'aspetto più ironico della vicenda è che in questo articolo sembra quasi che abbiamo voluto prendere posizione a favore dei disegnatori bonelliani adesso ritrovatisi senza lavoro. Gli stessi che per tanti anni ci hanno attaccato, spesso in modo pesante. Alla fine abbiamo avuto ragione noi. 

Posted by at aprile 14, 2026
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