Il dibattito sulla crisi o fine della Bonelli infuria e nuovi autori (od ex autori ormai) escono allo scoperto con sfoghi più o meno veementi contro la casa editrice per la quale fino a un paio di giorni fa si sarebbero fatti in quattro. Persone che ci hanno spesso attaccato perché avevamo criticato le loro storie o le strategie bonelliane, persone di cui oggi si può dire che hanno cambiato del tutto idea... e che forse sempre oggi ci darebbero certamente ragione.
Si, l'autore di Dylan Dog n. 339, Anarchia nel Regno Unito per testi e disegni. Un polpettone politico radical chic che generò non poche critiche. Oggi questo che ha detto Simeoni fa pensare che il suo rapporto con la Bonelli sia finito per sempre. Un attacco forte con delle parole che potrebbero essere anche giustificate dal fatto che fino a ieri lì veniva ben pagato mentre oggi no, però qualche parola è stata un po' esagerata. Ok, essere mandati via con una mail non è il massimo, però... una cosa non ha detto o accennato.
Se la Bonelli è in queste condizioni, la responsabilità non può non essere dei fumettisti che con certe scelte hanno scostato i fan. Quando le vendite erano molto alte, in casa Bonelli lasciavano fare, Sclavi era libero di mandare a quel Paese i critici, ma oggi... beh, forse in casa Bonelli non se ne sono accorti ma sono stati i loro autori ad allontanare il pubblico con le loro ideazioni. Quindi, il repulisti andava fatto molto prima, quando la situazione si poteva ancora salvare. Non oggi essendo stato toccato il punto basso.
Simeoni, in un post su di un gruppo FB e riportato su quel di Comicus, ha detto questo: in primis, si è lamentato del fatto che prima in Bonelli si veniva pagati di più, il che è ovvio visto che prima si vendeva di più e il pubblico era abbastanza ingenuo da considerare opere d'arte storielle mediocri come quelle di Tex e Zagor e con il loro infantilismo congenito. Ha detto poi che con i soldi della Bonelli ha "campato bene" lui e la sua famiglia (il che ci fa piacere). Secondo lui quando c'era Sergio si stava meglio.
Però i concorrenti non sarebbero stati d'accordo con lui (basti vedere a ciò che Luciano Secchi ha scritto di Sergio Bonelli qui). Ora Simeoni dice di non essere tranquillo, la notte osserva il soffitto per capire come investire ancora su se stesso, con la paura che la AI gli tolga anche quel po' che resta ma non si arrende. Combatte ancora perché per sua fortuna c'è chi sostiene il suo reddito a casa. E' triste perché la Bonelli non gli manda più i fumetti gratis su cui ha lavorato. Perché non ci sono più i soldi di una volta.
E così è costretto come un normale lettore a spendere 5,80 euro per comprare un albo nelle edicole (sempre che riesca a trovarne una aperta). Poi dice qualcosa di molto forte che potrebbe essere la risultante della rabbia di tale momento: Se ci fosse ancora Sergio, penso proprio che a qualcuno farebbe fare il giro del civico n. 38 di via Buonarroti a calci in culo. A chi si riferiva? Non è poi tanto difficile intuirlo visto che la scelta di mandare via tutti è arrivata dalla dirigenza, dai numeri 1 e 2 della Bonelli.
Parole grosse... però diciamo noi a difesa di chi oggi non può fare altro (se la situazione è questa non è che si può pretendere che la Bonelli fallisca per mantenere tanti fumettisti se questi non rendono più secondo aspettative minime): siamo sicuri che oggi Sergio Bonelli non avrebbe fatto la stessa cosa, ovvero mandare via tutti? Magari lo avrebbe fatto con maggiore signorilità ma alla fine l'esito sarebbe stato lo stesso, se non addirittura peggiore.
In un altro commento sotto la stessa discussione descrive una situazione di ineguaglianza in casa Bonelli. Dice che i curatori che sono anche sceneggiatori vengono pagati per le storie ma prendono anche il fisso, tredicesima, TFR e tutto il resto... ma il suo cruccio non è solo questo. E' che quando costoro se ne vanno in pensione e vengono pagati dall'Inps, mica si fanno da parte... nooooooo, continuano a stare lì, a scrivere e a togliere spazio ai giovani...
Poi sostiene che in Bonelli esiste una casta di Intoccabili che si tiene stretto l'osso arrivando a trattare gli altri con sufficienza e disinteresse quando non apertamente con sarcasmo, disprezzo o ferocia che lasciano allibiti. Molti colleghi sanno bene che aria tira intorno a certe redazioni, da anni e ci si chiede come ciò sia stato permesso che si arrivasse a questo punto. Cose che abbiamo sempre detto noi e che ora Simeoni conferma. Di chi si tratta?
E anche qui non è difficile capire chi siano gli intoccabili: oltre ai creatori di personaggi quali Sclavi, Vigna, Serra e Medda, gli ex curatori di Tex e Zagor e un altro paio di tizi che oggi non ci sono più. Resta da capire oggi quale sarà il rapporto di Simeoni con Bonelli dopo questo sfogo, tutte cose che lui ha sempre saputo ma che prima non avrebbe mai detto e chissà quanti, come lui, si trovano oggi nella stessa situazione. Aspettiamo con gioia i loro sfoghi...

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