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La Bonelli sta fallendo? Se lo chiede anche il famoso youtuber Caverna di Platone nel video sotto, in cui analizza la difficile situazione della casa editrice, mettendone in evidenza quelle criticità da più parti sviscerate ma che per Airoldi e Masiero, che sono i numeri 1 e 2 di via Buonarroti, sembrano non esistere. Ad un certo punto, verso il minuto 14:00, lo youtuber legge il commento di un utente che si domanda perché in un'epoca dove Tik Tok è il primo motore dell'intrattenimento mondiale dovrebbe leggere un fumetto Bonelli che etichetta come un "fumetto da nonni"?

E come dargli torto? In questo pezzo abbiamo riportato le parole di Mauro Boselli, ex curatore di Tex e uno degli intoccabili bonelliani, che sostiene che per scrivere Tex un autore che si propone di farlo deve leggere una cinquantina di storie texiane scritte dal suo creatore GL Bonelli, ovvero storie uscite 60 anni fa! E' come dire a uno scrittore americano che vuole realizzare storie di Spider-Man di leggersi tutto il ciclo di avventure di Stan Lee negli anni '60 per scrivere storie nello stesso modo. 

Il fatto che nessuno abbia fatto notare a Boselli che non si possono scrivere storie di Tex secondo uno schema di 60 anni fa e pretendere di interessare i lettori di oggi è abbastanza grave ma evidenzia anche una realtà più profonda. La Bonelli ormai non ha più lettori nel mondo giovanile, per il 90% i fan di Tex hanno dai 60 anni in su nella migliore delle ipotesi ma la grande parte sono ultrasettantenni che vogliono leggere Tex secondo il vecchio sistema, aborrendo il moderno.

Anche se in Bonelli non lo ammetteranno mai, scrivere Tex in modo fresco e moderno non porterebbe risultati perché agli occhi dei giovani Tex è materiale per vecchi e la responsabilità di questa svalutazione è esclusivamente dei cervelli della casa editrice. La Bonelli doveva rinnovarsi una trentina di anni fa, liberandosi dei vecchi sceneggiatori e avviando un processo di rinnovamento che con Dylan Dog e Nathan Never sembrava ben predisposto ma poi è stato bloccato.

Il perché lo abbiamo spiegato in questo articolo, illustrando come i vecchi scrittori anziché farsi da parte, hanno posto resistenze (non escludiamo che qualcuno abbia tirato fuori dal cassetto carte firmate ai tempi con Sergio Bonelli per restare sulla poltrona). Un sistema deleterio che con il tempo non solo ha bloccato l'evoluzione della casa editrice ma anche tolto dello spazio a nuovi autori come Gigi Simeoni ha spiegato nel suo sfogo. Ora si è arrivati al punto dove i nodi vengono al pettine. 

Qualcosa si sta già muovendo: in pochi mesi sono cambiati i curatori di Tex, Dylan Dog e Zagor, alcune collane (Martin Mystère, Dampyr e Julia) hanno visto ridotte le pagine da 96 a 80 e diversi fumettisti hanno avuto mail di chiusura dei rapporti. Inoltre, è emersa una situazione di sovrapproduzione di storie, tutte o quasi dei soliti curatori, che hanno occupato tutto lo spazio disponibile e pare che il sistema di generazione di nuove storie di varie collane, tra cui Zagor, sia stato stoppato. Bonelli quindi sta correndo ai ripari per cercare di salvare la situazione.

Ci riusciranno o già troppo tardi? Probabilmente, si perché negli ultimi anni si è aggiunto un altro problema, ovvero la scomparsa progressiva delle edicole ovvero del sistema di distribuzione dove oggi la Bonelli canalizza il 95% dei suoi fumetti! Si hanno dormito troppo. Questo processo era in atto anche da prima della sedicente pandemia. La Bonelli ha cercato disperatamente di piazzare nuove serie in libreria ma il massimo che hanno ottenuto è stato un picco di 3.000 copie, cioè niente. 

Posted by at febbraio 07, 2026
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