Cerca nel blog

Post più popolari

Dopo Caverna di Platone anche Carlo Procaccini di Spaccio Fumetti dice la sua sulla crisi della Bonelli. Il comune denominatore è sempre lo stesso: la Bonelli è un editore vecchio per vecchi, che non ha futuro e i cui personaggi non hanno ricettività per il pubblico giovanile. In altri termini: è finita. Se non oggi o domani o sarà breve perché ciò che può fare oggi è continuare a vendere ai vecchi che si esauriranno con il tempo. 

La domanda che oggi si devono porre Simone Airoldi e Michele Masiero, a cui la famiglia Bonelli ha affidato le redini dell'azienda, è come rimediare a tutto ciò e se vi è la forza di attuare un progetto di rinnovamento. L'idea che un po' tutti si sono fatti è che qualcosa si sta muovendo e gli sfoghi di autori che sono stati mandati via (in malo modo, secondo loro) fa pensare a una famiglia che potrebbe avere preso in mano la situazione.

Uno degli errori più clamorosi commessi dalla Bonelli negli ultimi quindici anni è stato affidare la direzione delle serie più vendute, Tex e Dylan Dog, a due autori, Boselli e Recchioni, che già nelle premesse non erano adeguati per un ruolo così delicato. Boselli, verboso e ripetitivo, non poteva portare Tex ai giovani. Recchioni, che faceva della provocazione fine a se stessa uno slogan già noto, non poteva far risalire le vendite. 

E Anche Zagor si è ritrovato nelle stesse condizioni. Le vendite in costante calo e le proteste dei lettori per la gestione di Moreno Burattini dovevano indurre la casa editrice ad attuare cambiamenti, che ancora oggi non sono arrivati (pochi mesi fa, il curatore è stato sostituito da Antonio Serra, che è perfino più vecchio di lui). Negli altri casi, le serie sono rimaste nelle mani delle stesse persone che da anni non ne azzeccano una. 

Reperire nuovi autori in grado di occuparsi delle storie dei personaggi è un altro grosso problema che si è incrementato nel tempo. Il fatto stesso che a seguire le serie siano lettori in età avanzata ha impedito che si forgiassero scrittori con una conoscenza adeguata di Tex e soci per inserirli in contesti narrativi in grado di comunicare con le attuali generazioni. Unica soluzione sarebbe quella di tagliare con la radici storiche dei personaggi e riscriverli da capo in senso moderno. Ma in Bonelli non accetterebbero mai.

Posted by at febbraio 07, 2026
Categories: Labels:

0 comments:

 
>