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E oggi è giunto anche lo sfogo di Mauro Boselli, ex curatore di Tex e Dampyr sulla situazione della Bonelli o meglio solo in parte perché lo scrittore, molto furbescamente, non ha parlato del problema ma ha  risposto al suo ex collega bonelliano Gigi Simeoni sulla questione. Ne abbiamo parlato qui. Simeoni si era lamentato di come oggi fossero diversi i tempi rispetto al periodo in cui Sergio Bonelli guidava l'azienda. A suo dire, tanto rispetto, attenzione e un certo modo signorile nella comunicazione. Buoni compensi e soddisfazioni professionali. 

Dopo Sergio Bonelli è finito tutto: i modi signorili sono scomparsi, i compensi sono crollati e un minimo di rispetto da parte delle eminenze grigie che lui ha definito intoccabili sarebbe stato sostituito da disprezzo nei rapporti. Gente, a dire di Gigi Simeoni che invece di farsi da parte per ragioni di età resta con i denti, anzi la dentiera, incollata all'osso togliendo spazio ai giovani nonché alla innovazione che in casa Bonelli, a detta di molti, si è fermata agli anni '70 del secolo scorso e su parere di altri osservatori addirittura agli anni '50.

Boselli ha risposto subito e il suo sfogo è stato riportato sul forum di Comicus. In breve, l'ex curatore di Tex sostiene che per scrivere Aquila della notte bisogna fare i compiti, che nel suo mondo significa leggere e studiare una cinquantina di storie di Tex di GLB selezionate da lui, Boselli e solo dopo avere dimostrato di averle capite bene. Chi decide se vi è questa compressione? Oh, sempre lui. Boselli, senza però dire chi gli ha conferito questa carica.

A sostegno della sua posizione, aggiunge che anche molti altri hanno fatto i "compiti" e cita Manfredi, Berardi, Ruju, ecc. Chi non li ha fatti e non ha superato l'esame non può scrivere Tex per sua somma decisione. Infine respinge le accuse di tirannia e di disprezzo indicati nel post di Simeoni e sostiene che non esiste alcuna squadra di intoccabili. In pratica, Simeoni o si sarebbe inventato tutto oppure non ha compreso la realtà bonelliana. In realtà, le parole di Simeoni sono identiche a quelle di altri autori che in passato hanno provato ad entrare.

Basti ricordare il caso di Mike Deodato Jr., uno dei maggiori artisti di comics Usa, che nel 2015 tentò di disegnare storie di Tex. Non finì bene. Deodato, che era ed è tuttora una star, non era abituato ai modi spicci di Boselli e anzi visto il suo lignaggio nemmeno riteneva di dover essere approvato da chi, come M. Boselli, che a differenza di lui, a livello mondiale è ignoto. Insomma, del Tex di Deodato non se ne fece niente e finì male tra i due con parole forti che l'artista brasiliano gli rivolse pubblicamente. Leggete qui,

Ecco cosa disse il grande Deodato: A differenza di te, io sono un professionista, non prendo suggerimenti, vado direttamente al punto. Mi hai chiesto di pensare a ciò di cui abbiamo parlato al telefono, ci ho pensato e ho risposto alla tua domanda, mentre tu, invece di agire come un professionista rifiutando gentilmente e spiegando le motivazioni, mi hai trattato senza rispetto. E’ un miracolo che tu stia facendo ancora tale lavoro. So che Bonelli Editore sta attraversando un momento difficile dopo la morte di Sergio. Un momento molto brutto. 

Solo cinque anni fa, con Sergio vivo e vegeto, non sarebbe mai accaduto niente del genere. Tutti i talenti erano trattati con il rispetto che meritano. Leggere le cose come questa mi fa sentire triste per lo stato dell’industria italiana. La conversazione terminò con un insulto al curatore italiano. Insomma, parole non differenti nella sostanza da quelle pronunciate due giorni fa da Simeoni. In dieci anni quindi non sarebbe cambiato niente di niente.

Il comune denominatore dei due sfoghi è la differenza tra il pre-Sergio ed il post-Sergio e oggi come allora regnerebbe in Bonelli questa cerchia interna definita da Simeoni come Intoccabili che assegnano compiti e giudicano altri se sono in grado o meno di scrivere su un personaggio. Un filtro che negli anni potrebbe essere costata alla Bonelli diversi successi mancati. Ad esempio, il Tex di Deodato avrebbe potuto essere un boom internazionale che però non si è mai concretizzato a causa del comportamento attribuito da Deodato a Boselli.

Un filtro che potrebbe essere stato il motivo della mancata innovazione Bonelli e la ragione del perché oggi Tex, Zagor e altri appaiono personaggi fuori dal tempo e privi di motivi di attenzione da parte dei giovani, la causa del mancato ricambio generazionale come anche la pretesa folle di ritenere come unico Tex quello di GLB che risale al mondo del 1948! Come può un giovane avvicinarsi a Tex se la premessa imposta ad un aspirante autore è quella di scriverlo secondo i principi del suo creatore 80 anni prima? In Bonelli nessuno se n'è curato.

Lo stesso Boselli e gli altri della cerchia interna oggi in una posizione di potere (e lui stesso che per implicito lo afferma quando precisa che assegna i compiti agli aspiranti autori e poi ne fa l'esame) paiono avere consolidato questo status dopo Sergio. Ragioniamo su questo punto: Sergio è scomparso nel 2011, Boselli è diventato curatore di Tex nel 2012. Allora la collana di Aquila della Notte vendeva 210.000 copie. Due anni dopo le vendite erano però crollate a 190.000 copie! Due anni di Boselli erano costati 20.000 copie.

Pochi mesi fa Mauro Boselli ha lasciato la guida di Tex con vendite che stando a dati ufficiosi sarebbero di 115.000 copie. Tredici anni di gestione e perdita della metà dei lettori. Certo, le colpe non sono tutte di Boselli, ma senza dubbio l'imposizione di scrivere Tex secondo premesse vecchie di quasi un secolo non possono non essere prese in considerazione come motivo della situazione in cui oggi si trova la casa editrice, la quale negligentemente non ha vigilato come avrebbe dovuto. E Tex negli anni è rimasto il solo ad alta vendibilità.

Con il crollo di Tex anche la Bonelli come casa editrice ha iniziato a crollare e oggi è stata costretta a mandare via per sempre oltre 80 fumettisti (leggete qui). Non è escluso che altri siano cacciati nel breve medio termine in quello che sembra un drastico taglio delle spese. Ecco perché molti parlano di chiusura della casa editrice o nella migliore delle ipotesi di chiusura delle testate, in specie Zagor, Nathan Never, Julia, Dragonero e Martin Mystère.

Le cose sarebbero forse oggi migliori se la Bonelli avesse cambiato molto prima i curatori delle sue principali serie, ovvero Tex, Dylan Dog e Zagor. Forse si, sarebbero arrivate quelle novità, quelle nuove impostazioni che avrebbero potuto attirare nuovo pubblico. Invece c'è ancora oggi in Bonelli chi assegna i compiti a casa e pretende che si scriva Tex e altri come si scrivevano quasi un secolo fa. E' ovvio è comprensibile quindi lo sfogo di Simeoni oggi e di Deodato ieri. Boselli non è più il curatore ma ancora oggi esercita la sua influenza su Tex.

Il discorso di Boselli su Tex si può ripetere anche per M. Burattini su Zagor e R. Recchioni su Dylan Dog, con il secondo che ha più o meno seguito lo stesso canone bosellista e il terzo che ha cercato di innovare il personaggio senza riuscirci per mancanze strutturali della sua preparazione e conoscenza del personaggio stesso. Si, occorre conoscere un personaggio per innovarlo, ma bisogna saperlo fare. Ritenerlo "rroba sua" non è stata una idea geniale.

Poi in Bonelli c'è un altro problema, perfino più grosso della cerchia interna che soffoca sul nascere ogni velleità di innovazione. Stando ad alcuni osservatori, fanno lavorare solo amici e parenti senza operare una serie selezione su chi è davvero bravo e su chi invece è solo un incapace. Ma questo avviene da sempre: loro stessi sostengono che le scelte vengono fatte solo su segnalazione, mentre altri editori hanno lasciato questa modalità vetusta. 

Gli editori di comics Usa, ad esempio, organizzano sessioni per aspiranti fumettisti. E ogni anno sfornano nuovi talenti, mentre case come Bonelli parlano ancora di GLB o di G. Ferri come modello! Figuratevi le grasse risate se qualcuno alla Marvel pretendesse di scrivere oggi Spider-Man come faceva Stan Lee nel 1965! La risposta sarebbe: arrivi dal film Ritorno al futuro? Ci saranno altri sfoghi di bonelliani ed ex bonelliani? Ma sì! Le guerre bonelliane sono scoppiate e molto deve ancora uscire. Forse la stessa Bonelli farà un comunicato.

Posted by at gennaio 21, 2026
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