Cerca nel blog

Post più popolari

Nel fascicoletto allegato al n. 4 della ristampa anastatica di Kriminal, il curatore Davide Barzi offre una "immagine" su quello che era il mondo della Editoriale Corno alla fine degli anni '70. Un mondo non diverso da quello di Panini Comics, successore come editore delle serie Marvel dopo la Corno. Le stesse strategie fallimentari di allora sono state replicate nell'esperienza successiva in fotocopia. I fanzinari che oggi controllano la Panini si sono formati su quel triste modus.

Per la recensione di Kriminal Anastatica n. 4 potete cliccare qui. A pagina 2 dopo un trafiletto che riassume la trama in poche righe, c'è il consueto profilo della protagonista della storia, che nell'ottica di Bunker è sempre una donna di facili costumi, pronta a vendere il suo corpo per denaro e potere. Una visione pessimistica che riflette le esperienze personali dell'autore ma che è lontana dal mondo reale. Bunker ha il suo carattere e non è stato amato dalla sua cerchia.

Sia con Maria Grazia Perini che con Magnus il rapporto si è rotto quando i due non sono più riusciti a gestire il ménage professionale con lui. Max Bunker non solo non è stato un grande scrittore, come dimostrano i flop costanti delle sue creazioni, ma anche come gestore di una impresa editoriale non ha brillato e lo si evince da quel che accadeva in quegli anni e che ora il curatore Barzi della anastatica ci svela con dovizia di particolari gustosissimi ogni settimana. 

Al di là del tono promozionale (perché in fondo Barzi deve vendere un prodotto e pertanto, il parlarne in modo critico effettivo sarebbe controproducente), emerge chiaro ciò che Bunker pensava non solo delle donne ma anche del mondo della nobiltà inglese, tutti descritti in modo spregevole. Non che fosse un sistema perfetto, ma come tutte le dinamiche sociali, non si può fare di tutta un'erba un fascio, giusto?

Un personaggio femminile forte come Eva Kant, Bunker non è stato in grado di concepirlo. Il Cormio visto nel n. 4 come disegnatore è un altro indice di come a furia di andare sulla manovalanza di basso spessore i risultati non arrivano. Se nel n. 2 era stato pessimo, nel n. 4 come abbiamo spiegato nella recensione, questo signore, che si firmava come Ralph Hunter, è stato pure peggiore. A pag. 4 si passa all'esame i fatti avvenuti nel 1977 nel mondo della Editoriale Corno.

In quell'anno sulla quarta di copertina di Alan Ford, il quale nonostante la perdita di Magnus, vendeva ancora bene, vi erano le pubblicità di prodotti dolciari grazie a un accordo con la società SME, una holding sotto il controllo dell'IRI. La pubblicità arriva anche sul Dossier Kriminal a partire dal n. 11 alternandosi con quella dei jeans della Wrangler. Le vendite della ristampa non solo non erano aumentate ma si capiva che la sorte della collana era ormai segnata. 

Se intendeva rilanciare Kriminal, anziché riciclare le vecchie storie degli anni '60 che già all'epoca apparivano ridicole agli occhi dei giovani di allora, doveva scrivere storie nuove e ambientate in quel periodo. Ciò, però, avrebbe implicato investire e questo è sempre stato un verbo coniugato con molta difficoltà nel mondo bunkeriano. Nei comunicati con i lettori ogni volta che doveva essere determinata una scelta sgradita o di chiusura, se ne usciva sempre sostenendo che altrimenti sarebbe fallito. Una evidente esagerazione. 

Barzi ricorda il messaggio alla nazione 1978, che sarebbe stato l'anno del declino definitivo con la Perini che avrebbe mollato la gestione della collane Marvel. Bunker fa l'elenco delle serie ancora in corso (sul fronte Marvel erano l'Uomo Ragno, l'Uomo Ragno Gigante, Devil Gigante, Thor, Shang Chi e Fantastici Quattro) e per il resto Alan Ford, il Gruppo TnT, Maschera Nera, El Gringo, Dossier Kriminal, Eureka e i suoi supplementi, Comics Box de Luxe e Superfumetti

Le serie Marvel vendevano ancora bene con il quindicinale dell'Uomo Ragno a 250.000 copie, ovvero 500.000 copie al mese! Altri tempi rispetto alle misere 2.000 copie che la Panini racimola con il quindicinale oggi. Sulle vendite Corno del periodo abbiamo detto qui. Chiude Capitan America con il n. 128 del marzo 1978. Motivo? Poco materiale originale e così il Bunker ebbe l'idea di passarlo sul quindicinale di Thor come comprimario (la testata sarebbe così diventata Thor e Capitan America). Ma perché non un comprimario su Cap?

O passare Capitan America a mensile? No, perché lui ovvio doveva incassare bene due volte al mese e rischiare non gli aggradava, peraltro nemmeno è da escludere che le vendite del Discobolo fossero precipitate. Delle nuove serie sono in arrivo: Gli Eterni, il Supereroe e Fantastici Quattro Gigante. Il primo era il serial con i disegni di Jack Kirby e oltre agli Eterni presentava anche Nova e Omega, periodicità mensile e formato gigante! Boh! Ma perché gigante se si trattava di nuovi personaggi? La novità sono i personaggi della DC!

Per Bunker sono ancora i personaggi della National (come ancora la chiamava lui) senza specificare che si trattava della casa editrice di Superman e Batman, allora pubblicati dalla Editoriale Cenisio. Forse li avrà trovati a poco prezzo, perché i personaggi DC presentati erano sconosciuti tra le serie del gigante americano, come alcune storie tratte da Showcase e altri di infimo ordine. La serie sarebbe durata solo 15 numeri per chiudere nell'agosto 1979. Un altro flop bunkeriano. Anche gli Eterni fallirono miseramente. 

La serie chiuse i battenti con il n. 29 del luglio 1980 mentre Fantastici Quattro Gigante sarebbe durata di più salutando i lettori con il n. 39 del giugno 1981. In Supereroe erano poi annunciati Gli Esploratori dell'Ignoto creati da Jack Kirby alla DC e che il disegnatore propose alla Marvel con qualche cambiamento creando i Fantastici Quattro (nella sostanza si trattò di un autoplagio). Ma il flop più grosso fu la chiusura di Daniel, serie designata come successore di Kriminal, ma ora si chiudeva bottega con il n. 30 uscito nel luglio 1978.

L'esordio c'era stato nel maggio 1975. Cos'era successo? Il personaggio è l'esempio di come anche in qualità di editore Bunker denotava limiti evidenti. Dilettantismo ma anche scarsa cura di un prodotto nuovo che doveva conquistare il pubblico. Forse nemmeno lui ci credeva ma il fatto di dover essere sempre in prima persona a scrivere le storie da un lato lo sovraccaricava (o scrivi o fai l'editore) e dall'altro ne evidenziava i limiti come sceneggiatore. Perché era fallito?

In primo luogo, perché non c'era Magnus a disegnare (per dire che né Alan Ford né Kriminal avrebbero sfondato senza di lui) e in secondo luogo lui come autore non aveva grandi qualità e i lettori se n'erano accorti bene. Nel messaggio alla nazione succitato si sofferma su ragioni diverse, ritardi, slittamenti vari, ma non ammetteva colpe sue. Promise di riflettere sul flop, ma non dovette imparare la lezione e già annunciava un nuovo personaggio, Cliff, al posto di Daniel. Non aveva imparato dalla grande sequela di fallimenti. 

Invece di farsi da parte e affidare la scrittura ad autentici professionisti si metteva sempre lui di mezzo e solo lui doveva scrivere. Cliff durò molto meno di Daniel e chiuse i battenti con il n. 16 del giugno 1980. Un altro fallimento, un'altra catastrofe e così i soldi che arrivavano dagli incassi delle serie Marvel e di Alan Ford venivano buttati in imprese assurde. I disastri sarebbero continuati e da raccontare ce n'è ancora parecchio. E lui nel 1982 abbandonò la Corno al fine di mettersi in proprio con la MBP ma anche lì finì male.

Posted by at gennaio 31, 2026
Categories: Labels:

0 comments:

 
>