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Con Inglorious X-Force #1 in uscita oggi per la Marvel Comics si riaccende una delle sue tradizioni più consolidate: usare il futuro come lente deformante del presente. Ma questa volta il messaggio è più esplicito e destinato a far discutere. Nelle pieghe della storyline legata alla linea editoriale X-Men: Shadows of Tomorrow, viene infatti evocata l’esistenza del primo Presidente degli Stati Uniti d’America mutante e musulmano.

Ma non si tratta di una rivelazione frontale né di un annuncio ufficiale: come accade negli X-Men, il futuro arriva sotto forma di pezzi di spoiler, viaggi nel tempo e profezie non del tutto chiare. Ed è proprio questo a renderlo narrativamente interessante.

Al centro di Inglorious X-Force (vol. 1) c’è ancora una volta Cable, il figlio di Scott Summers, da sempre personificazione del paradosso temporale nell’universo mutante. Cable torna dal futuro con ricordi lacunosi, una minaccia imminente e un obiettivo preciso: impedire l’assassinio di una figura storica mutante, destinata a diventare Presidente degli USA.

Il dettaglio chiave è che tale assassinio è già avvenuto in una linea temporale precedente. Il viaggio nel tempo non serve a prevenire un’ipotesi, ma a correggere un fallimento. È una distinzione cruciale: il futuro mutante, anche quando sembra ipervittorioso (un Presidente mutante alla Casa Bianca), resta fragile, reversibile, esposto alla violenza politica.

Il racconto si intreccia con un altro tema centrale: Ms. Marvel / Kamala Khan. Dopo la sua retcon come mutante, Kamala diventa bersaglio del Mutant Liberation Front (MLF), che la accusa di non aver “vissuto da mutante” per tutta la vita. Qui la Marvel gioca una carta concettualmente molto forte: Kamala viene definita una “trans-mutante”, una mutante per rivelazione tardiva, non per identità vissuta. È un’accusa che richiama dinamiche reali di gatekeeping identitario, applicate però al linguaggio allegorico degli X-Men.

Il paradosso è evidente: Kamala, simbolo di integrazione e rappresentanza, viene rigettata proprio dai radicali mutanti. Eppure il fumetto suggerisce chiaramente che il suo futuro è molto più grande di quanto l’MLF riesca a immaginare. L’idea del Presidente mutante e musulmano non viene presentata come un trionfo definitivo. Anzi...

Il testo insiste su un dettaglio assai inquietante: non sarebbe il primo Presidente ad essere assassinato. La Marvel evita accuratamente ogni retorica consolatoria. Anche nel futuro più progressivo possibile – un mutante musulmano eletto democraticamente – la violenza politica non scompare. Il potere mutante non mette fine all’odio, lo sposta soltanto.

È evidente che la Marvel stia spingendo di più sull’uso politico del futuro. Non come uno slogan, ma come campo di battaglia narrativo. Uno sguardo alla realtà porta l'attenzione all'attuale presidente Trump che durante la campagna elettorale ha subito tre attentati e ognuno volto alla sua fisica eliminazione. Gli Usa vengono descritti come una democrazia ma in realtà il popolo conta poco e niente con il potere vero nelle mani di lobby criminali. 

Posted by at gennaio 21, 2026
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