venerdì 18 settembre 2026

Bonelli in crisi: in arrivo un nuovo aumento dei prezzi?

Da un po' di tempo si sussurra di un nuovo aumento di prezzo delle testate Bonelli per fine anno o inizio 2027 a causa delle vendite sempre più in calo e del disinteresse di una fascia sempre più ampia di lettori che hanno mollato l'editore di via Buonarroti. Stando a queste voci, l'attuale prezzo di 5,80 euro per gli albi standard di 96 pagine dovrebbe salire a 6,70 euro, ripetendo l'aumento di 0,90 euro del 2025. Non proprio una bella notizia. 

L'ultimo bilancio della casa editrice milanese depositato un paio di mesi fa e riferito all'esercizio di attività 2025 ha registrato altre 300.000 copie in meno rispetto all'anno precedente. Non un cattivo risultato visto che il calo costante degli ultimi 4-5 anni si aggirava intorno al milione di copie. La Bonelli oggi è costretta ad affrontare una dura realtà: il suo pubblico si va assottigliandosi sempre di più tanto che dal 2021 ad oggi le sue vendite sono passate da 9 a 5 milioni di copie. 

Attenzione: si tratta di dati ufficiali, ricavati dai bilanci che l'editore, per legge, è obbligato a rendere pubblici. Quindi, bonellomani e asslickers vari questa volta non potranno uscirsene con i soliti commenti ironici o chiedendo in maniera provocatoria la fonte di queste notizie che indicano un vero e proprio fallimento di tutte le strategie che l'editore milanese ha messo in piedi negli ultimi anni. Non ne hanno azzeccata una che fosse una. Nemmeno di striscio, nemmeno di fortuna.

Sfortuna o soprattutto incapacità dei dirigenti? Sicuramente, una combinazione dell'una e dell'altra e a questo punto sorprende come la famiglia Bonelli non intervenga, ad esempio cambiando il direttore generale Airoldi che dal 2016 in poi non ha recato alcun risultato concreto (anzi, la sua americanizzazione della casa editrice è coincisa con un duro calo delle vendite). 

Oltre al numero uno, non è che gli altri abbiano brillato. E così sempre su ciò che dovrebbero fare i proprietari di via Buonarroti, magari anche il direttore commerciale Masiero potrebbe essere sostituito, dato che nulla ha fatto davanti a un fenomeno da noi sempre segnalato ma che di recente in una intervista (si veda dal minuto 52) ha ammesso: l'abnorme produzione di nuove storie quando il mercato non lo richiedeva. 

Alla Bonelli servono quindi energie nuove e idee diverse da quelle che finora si sono rivelate un fallimento totale. E Tex non potrà per sempre reggere la baracca da solo, perché quanto anche il vecchio ranger è stato punito con un calo delle vendite gigantesco nella disastrosa gestione Boselli (dal 2012 al 2025 Tex è passato da 210.000 a 115.000 copie). Per tutti i dati delle vendite della Bonelli, leggete qui

Con Dylan Dog hanno fatto pure peggio con le gestioni Marcheselli, Gualdoni, Recchioni e Baraldi, passando dalle 530.000 copie del 1993 alle attuali 38.000 copie. Solo con Zagor è andata un po' meglio poiché il calo delle vendite è stato più lieve (dalle 38.000 copie del 2012 si è passati alle attuali 18-20.000). Il resto orbita tra le 10.000 copie di Nathan Never e le 2.000 copie di Martin Mystère a segnare il disastro.

E poi c'è stato il calo delle edicole, che dalle 44.000 di una quindicina di anni fa sono passate alle circa 9.000 di oggi. I tentativi della Bonelli di riciclarsi come editore da libreria sono anch'essi naufragati davanti a numeri ridicoli: siccome la grande distribuzione aveva stroncato tutte le nuove serie uscite negli ultimi dieci anni, hanno riciclato i progetti nelle librerie ma anche qui con vendite medie di 3.000 copie si bazzica il baratro.

Così, senza volontà di cambiare i vertici e le strategie e soprattutto senza aumentare la qualità dei fumetti prodotti (operazione per la quale si richiedono grossi investimenti in nuovi autori che oggi la Bonelli non ha) si ricorre sempre alla valvola di salvataggio dell'aumento dei prezzi. A pagare errori, fallimenti e scelte assurde è così il fedele lettore che ora rischia di dover sborsare quasi sette euro per leggere un albo di Tex. 

2 commenti:

Guido ha detto...

Però in compenso Nathan Never è da un paio di anni a 10.000, quindi ha arrestato il declino.

Comix Archive ha detto...

No, i dati riportati risalgono alla fine del 2025. Due anni fa Nathan Never era sulle 12-13.000 copie.