venerdì 14 agosto 2026

Dylan Dog n. 479 devastato dalle critiche sul forum dylaniato

Non è un buon momento per Dylan Dog ed in generale per il mondo dylaniota del fumetto. Eh no. Le cose non girano bene per la creazione di Tiziano Sclavi. Le vendite continuano a scendere, gli effetti benefici della nuova gestione di Barbara Baraldi che dal 2023 si occupa del personaggio, non ci sono stati e in occasione del 40esimo anniversario molti lettori si aspettavano una svolta che sembra non esserci ancora stata. L'impressione che molti fan stanno avendo, a leggere le loro elucubrazioni sui social e sulle community, é che l'editore non stia profondendo dei sforzi importanti per un evento di questo tipo e che le storie presentate in questo periodo siano in realtà state preparate molti anni fa e probabilmente revisionate in accordo o senza accordo dalla attuale curatrice. 

Il n. 479 uscito pochi giorni fa si può incasellare in questa triste categoria. L'autrice è Paola Barbato, storica scrittrice di questa collana che nel corso degli anni è passata da fasi in cui è stata osannata dal pubblico a fasi in cui le critiche le sono piovute addosso in maniera copiosa. I disegni sono curati da Franco Saudelli, il cui stile, lontano dal canone di armonia di proporzioni e dimensioni, si presta a feroci critiche da parte di chi non apprezza queste strane interpretazioni grafiche che con il disegno classico non hanno nulla a che fare. Non è il nostro ideale di disegno, se volete saperlo. Così, siamo stati ben lieti di astenerci dal compare questo albo e risparmiare così 5,80 euro. Per capire come è stato accolto dal pubblico abbiamo pensato di dare uno sguardo ai commenti del forum di Dylan. E purtroppo per la Bonelli i pareri sono stati molto negativi, alcuni addirittura trancianti.  

Keanu Coen scrive: Top 10 albi peggiori del secolo. A occhi chiusi. Incommentabile. E' ovvio che sia finito tra i celebrativi del 40ennale. JMZ: Keanu, magari fossero le espressioni gergali giovanili il problema dell'albo; l'unica vera grande tristezza è che lo ha scritto la mente dietro a "Memorie dal Sottosuolo", "Il Seme della Follia" o "La Seconda Occasione". Paola, torna in te, ti prego. Ci risiamo. La Barbato viene ricordata per una storia che ha azzeccato, dopo la quale è stata spesso bersagliata dalle critiche. Keanu Coen: Le espressioni gergali ultra boomer sono la novità che a quanto pare sta emergendo, ma chiaramente l'albo è fallimentare sotto tutti i punti di vista. Si prega di far ripassare a Paola "Il battito del tempo", poi si vede. 

Aleksandr: Io confesso che l'inizio mi aveva fatto sperare: l'oggetto misterioso (tralasciando il fatto che fosse piovuto dal cielo), i suoi effetti, la comunità di bambini invecchiati, ma in seguito è stato un disastro, sia la piega che ha preso la trama che un susseguirsi di situazioni una più ridicola dell'altra fino ad un finale trito. Ho votato insufficiente, una delle peggiori prove della Barbato. Le sue storie sotto la sufficienza per me sono rare, ma questa, che chissà a quando risale, sembra particolarmente svogliata. Bertuccia: No comment sul finale (e vomito letteralmente sul bacio di Linette, per inciso) io, non ci ho capito un bel niente del (della super cazzola) finale. Ovvero, di tutto quell' ambaradan tirato su in 20 secondi per mettere nel sacco la banda criminale più indecente che si sia mai vista. La idea in generale, comunque, l' ho trovata più che carina, molto interessante direi La resa purtroppo lascia a desiderare. Il tono delle critiche è quindi simile a quelle che riceveva un tempo la Barbato.

Dies: Allora, si parte già male quando nell'undicesima riga dell'editoriale la Baraldi cita Timecrimes di Nacho Vigalondo (titolo sia inglese che italiano, "Los Cronocrimenes" nell'originale presente con la locandina) chiamandolo.. "Timecrimenes". Ha fatto la crasi fra il titolo spagnolo e quello estero. Perchè?! Perchè questa sciatteria? Segue la Barbato che si rivolge direttamente a Dylan (?!) per.. scusate ma io la Barbato non riesco più a prenderla sul serio. Da quando le hanno diagnosticato la neurodivergenza (chi la segue sui social - non fatelo - ..sa!) ha poi assunto una narrazione declinata nell'esasperazione di fisime che la mettono in costante crisi anche nel compiere azioni semplici e abitudinarie. Lungi da me discutere le difficoltà del convivere con il disturbo dello spettro autistico ma nel caso della Barbato c'è un prima e un dopo nel modo in cui è solita proiettare l'immagine di se stessa agli altri. Passiamo a Saudelli e.. come non detto, Saudelli non è pervenuto e Baraldi lo liquida in tre righe. Spazio allora ai Cestaro con l'ennesimo excursus nella valle ricordi: nacqui, vissi, lessi Dylan Dog. Btw se qualcuno dovesse acquistare La fine del mondo con la prima parte della storia di Alessandro Baggi, ci faccia sapere.

Alla terza pagina la prima e unica nota positiva: Groucho esce di scena insieme al suo repertorio di infime gag. Ma farà poi un'altra comparsata cinque pagine dopo per poi scomparire definitivamente, Paolona ha sempre avuto difficoltà nel gestirlo e qui non è fatta eccezione. Poi, certo, i "giovani" che parlano e pensano come una cinquantacinquenne immagina che parlino e pensino i giovani. Bella, yo! Ti piacciono le tartarughe ninja? Eppure la Barbato ha delle figlie adolescenti, impossibile che ai giovani-vecchi non abbia mai fatto dire "super" prima di ogni aggettivo!

Notare il gestore della sala giochi di pagina 22-23 che assiste in tempo reale all'invecchiamento del ragazzino (tanto da sapere che lui e Linette hanno chiacchierato per ore) ma non batte ciglio, come se niente fosse. Non si può scrivere e poi revisionare una sceneggiatura facendo passare degli errori marchiani di questo tipo. Pagina 40, scopro che quello delle truffe e dei raggiri è un settore spesso sottovalutato detto da un ispettore di Scotland Yard. Assurdo l'escamotage del paradosso per porre nel sacco il cattivone, del tutto campato in aria agendo sulla linea del presente ancora in divenire (un paradosso, facciamocelo bastare) e ridicolo lui che in prima persona va ad estorcere il denaro nella Fantasilandia dei ragazzini. Ancora più grave per me: non è molto chiaro il funzionamento di tale aggeggio. Descrive gli eventi che intercorrono dopo le 24 ore esatte (la persona con il cane al parco), oppure visualizza un generico futuro che risponde a ciò che cerchiamo/vogliamo vedere (i numeri vincenti, ecc..)? E' tutto così approssimativo, senza nessuno sviluppo interessato a sfruttare l'azione basata sul tempismo, manca una costruzione del presupposto dei fatti. Chiusura sciocchina ma il tenore della storia è quello e alla fine non restava che scavare più in basso. 

Non so, sembrerebbe una presa per i fondelli. Cercando l'elemento salvabile usando il misuratore di curvatura spazio-temporale, i disegni di Saudelli rievocano certa scena fumettistica italiana anni novanta alla quale sarò sempre affezionato. Anche se qui è svogliato e tirato via al minimo sindacale gli sfondi in questo albo sono un optional che farebbe invidia al Nulla de La storia infinita. Voto 4. Il tono delle critiche, anche in questo caso, è molto simile a quelle che piovevano su Paola Barbato ai tempi in cui curatore era Recchioni. Possibile che in Bonelli non abbiano previsto tutto questo? Ci chiediamo infatti se al direttore editoriale e al direttore generale della casa editrice siano narrate queste critiche feroci. Altrimenti, loro stessi non si spiegherebbero perché Dylan Dog continui nel calo delle vendite. Insomma, storie come queste non aiutano, soprattutto il cassiere della Bonelli.

Seguono poi altri commenti in gran parte negativi e sul tenore di quelli che abbiamo riportato che confermano l'impressione che abbiamo avuto noi a inizio di articolo. Almeno per ora non si registra, sotto il profilo dei contenuti delle storie e della loro qualità, una organizzazione finalizzata oggi ad omaggiare nel migliore dei modi il 40esimo anniversario del personaggio. E Sclavi che fine ha fatto? E' davvero contento di come oggi è ridotto Dylan Dog? Perché oggi qualcuno non va a casa sua per lamentarsi di come stanno andando le cose come accadde quando, ai tempi di Gualdoni curatore, si disse (ma siamo nel campo delle voci non confermate) che la stessa Barbato e Recchioni si recarono a casa sua per lamentarsi del fatto che erano stati estromessi dal team di autori di storie approvate ed attribuendo a ciò una parte del disastro di quella gestione?

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