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giovedì 8 gennaio 2026

Diabolik (Anno LXV) n. 01-2026

L'anno per Diabolik non inizia bene con la storia dall'albo di gennaio, che si candida tra quelle peggiori realizzate negli ultimi tempi. Forse Mario Gomboli e Andrea Pasini, autori del soggetto, non avevano idee e allora hanno dato vita ad una storia piatta, poco collegata, noiosa per lunghi tratti e con un finale sciocco che i testi di Raffaele Altariva hanno finito con il peggiorare. Anche i disegni di Stefano Santoro che nelle chine è stato sostituito da Gianfranco Giardina a metà storia non hanno brillato molto.

Volti abbozzati e espressioni poco convincenti in tavole statiche non hanno migliorato molto purtroppo l'impatto generale di una storia che è sembrata scritta controvoglia, tanto per fare il compitino. La storia si svolge su un treno di lusso che, partito da Clerville ha come meta Valdoria, ricca città del Torun. Diabolik ha rubato i piani del sistema di sicurezza presso la società Metal Security e quindi non si aspetta sorprese. Le prime 15 pagine sono sprecate per descrivere tale evento che poteva essere chiuso in due.

E già questo è stato il primissimo campanello di allarme. La storia si è poi concentrata sulle dinamiche conflittuali di una coppia, tali Michele e Loira che litigano per tutto il tempo. Il primo è molto geloso mentre la moglie vorrebbe più libertà e non sopporta più uno che si è dimostrato un inetto in tutto ciò che ha fatto. Si è decisa a lasciarlo una volta terminato il viaggio in questo treno. E così per una cinquantina di pagine si va avanti con il contrasto tra i due con una amica di Loira, Clara, dalla sua parte. 

Poi Michele, pensando che la moglie voglia disfarsi di lui, impazzisce senza un perché e spara a uno dei camerieri gettando i passeggeri nel panico e chiede di Loira, la quale è nella sua cuccetta a parlare con Clara. Diabolik che ha preso il posto di uno dei camerieri lo neutralizza con un coltello nel braccio. La pistola cade e gli altri passeggeri si avventano su Michele. Diabolik si precipita nel vagone in cui c'è la cassetta di sicurezza per sganciarlo dal resto del treno, ma qualcosa non è andato secondo i suoi piani. 

Il vagone, che in quel momento era su una salita, scende troppo rapido e Diabolik al suo interno non può gettarsi fuori poiché a quella velocità ci resterebbe secco. Eva che lo aspetta ad uno dei depositi fa saltare una delle pareti dando modo al vagone di compiere altro po' di percorso e quindi rallentare per inerzia. Aprire quindi la cassetta con i preziosi dei ricchi viaggiatori si rivela uno scherzo. Tutto qui. Da una storia di Diabolik ci si sarebbe aspettati di più.

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