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sabato 10 gennaio 2026

Diabolik - I serie - n. 2: recensione

Il n. 2 di Diabolik dal titolo l'Inafferrabile criminale si è visto in edicola il 1° febbraio 1963, due mesi dopo l'albo di esordio. I testi sono Angela e Luciana Giussani mentre i disegni sono realizzati da una certa Kalissa, che faceva la modista di Angela (gli disegnava bei cappelli). Il suo vero nome era Calissa Giacobini ed era figlia di un pittore russo e di una nobildonna italiana. Il tratto è acerbo e denota la mano di chi un fumetto non l'ha mai disegnato, ma andava bene così. Diabolik era ancora in gran parte sconosciuto. 

La storia è molto blanda, articolata bene, ma a tratti un po' noiosa che vede ancora una volta Ginko a caccia del suo avversario. Siamo a Narbon e il barone Massimo Riber, il cui vizio del gioco è noto a tutti. La città, Narbon, esiste davvero e si chiama Narbonne (in francese l'ultima vocale non si pronuncia e le autrici pensarono bene di scriverlo così presumendo che la gran parte di chi avrebbe letto la storia sarebbe stata costituita da gente ignorante). Riber è ricattato dall'avvocato Bonard che copre le sue perdite.

Stanco di quella situazione, il barone decide di togliersi la vita con un colpo di rivoltella e avrebbe attuato la sua follia se non fosse stato fermato in tempo da Bonard e dal suo scagnozzo Regan. Riber, sempre più disperato, ruba i gioielli della moglie e li porta a Bonard sperando di avere in cambio il controvalore dei preziosi (circa 150 milioni di lire) ma quando lo squallido ricattatore gli consegna solo 20 milioni non gli resta che accettare. Subito dopo però Bonard e Regan litigano per spartirsi il grande malloppo.

Nella lotta furiosa, Regan strangola Bonard e scappa via con i preziosi. Diabolik ha visto tutto da una finestra e una volta seppellito il corpo dell'avvocato in giardino in modo tale da prenderne il posto. Quando il mattino dopo Regan si reca presso la casa di Bonard resta sorpreso nel vedere il suo ex capo in piedi. Pensando di non essere riuscito ad ucciderlo, i due lottano e dalla contesta Regan capisce di trovarsi con Diabolik quando questi cala la maschera. 

Nel capire di non avere scampo lo conduce al nascondiglio dei gioielli (sulla campana della chiesa locale). Quando è sul punto di scendere, intuendo che Diabolik lo avrebbe lasciato lì sopra se gli avesse lanciato la scatola con tutti i preziosi se li mette in tasca pensando che il re del terrore sarebbe tornato da lui per farlo scendere. Ma questo non avverrà. Quando la mattina dopo la campana viene fatta suonare, Regan resta ucciso ed appeso a testa in giù con i preziosi caduti al suolo. Ginko arriva subito sul posto.

La centrale lo aveva allertato dopo che la moglie di Riber aveva denunciato il furto dei gioielli e la scomparsa del marito. Con lui c'è anche Gustavo Garian (dopo la storia del n. 1 è diventato un suo amico). I due una sera vanno a vedere lo spettacolo di una messicana, Diana Cruz, di cui il giovane Garian é invaghito. Intanto, Diabolik continua a recitare la parte di Bonard per impadronirsi dei gioielli dei Riber che ora sono stati depositati da Ginko in tribunale. I preziosi però mancano di un pezzo, una bella spilla.

Quando la moglie di Riber la fa vedere a Ginko questi ha idea di averla già vista e infatti sarà Gustavo a ricordare che il gioiello era indossato da Diana Cruz quando l'hanno vista al locale in cui si è esibita. Ipotizzano quindi che la donna sia l'amante di Massimo Riber. Mentre Gustavo va da lei per farla parlare, Ginko va da Bonard per parlargli del fatto. Non trovandolo, si mette a passeggiare nel suo giardino quando nota un pezzo di terreno che pare mosso di recente. Scavando rinviene il corpo del vero Bonard.

La situazione gli é chiara: Diabolik ha preso il suo posto e ora è andato in tribunale dove pensa di rubare i gioielli. Il poliziotto fa circondare il tribunale ma commette l'errore di non dichiarare subito che l'avvocato Bonard é Diabolik. Quest'ultimo intanto ha aperto la cassaforte dove erano i preziosi e li ha presi ma si vede in trappola quando ad ogni uscita vede poliziotti. Per sua fortuna uno di loro di nome Payot che nei panni di Bonard aveva aiutato, gli apre un passaggio. Diabolik fugge e quando Payot si rende conto di ciò che ha fatto ormai è troppo tardi per rimediare.

Diabolik come Stefano Garian torna da Elisabet Gay alla quale ha promesso di farle un regalo quando si sarebbero visti la volta successiva. L'anno dopo Astorina in occasione della ristampa dei due albi li fece rifare da Luigi Marchesi e un decennio dopo anche da Aulo Brazzoduro. Oramai le Giussani avevano in mano un successo editoriale e il loro scopo era di presentare quelle storie ridisegnate da un vero professionista quale era Luigi Marchesi. Tuttavia, la versione originale di Kalissa é rimasta nel cuore di tutti.

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