Oggi Ediberto Messina ha scritto un post sul suo profilo Facebook con delle importanti notizie sull'attuale stato della situazione di Dago e degli altri personaggi ideati da Robin Wood. Come si sa, a febbraio 2026 la Editoriale Aurea ha cessato tutte le pubblicazioni di questi personaggi e secondo alcuni a maggio avrebbe portato i libri in tribunale per aprire la procedura fallimentare.
Nel frattempo, è venuta fuori Sprea Editori annunciando di avere rilevato le licenze di edizione di Dago e soci dopo un accordo con l'associazione che in Paraguay gestisce i diritti delle ideazioni di Wood, lasciando intendere che anche con Aurea i rapporti sarebbero stati sistemati (dato che non è chiaro se l'ex editore romano ha perso le licenze o le avrebbe cedute a Sprea grazie a una intermediazione dei detentori dei diritti in Sudamerica, ipotesi tutt'altro che peregrina). Nel post citato, Ediberto Messina ha dichiarato di avere rifiutato l'offerta di un altro fumettista di Dago, Gianluca Piredda, di entrare a far parte del nuovo team che sarà al servizio di Sprea nella produzione di nuove avventure di Dago, Amanda, Nippur e Martin Hel. Questa rivelazione è molto importante perché ci costringe a correggere una valutazione che avevamo fatto qualche giorno fa in questo articolo in cui avevamo precisato che le nuove storie di Dago e soci sarebbero state realizzate solo grazie all'apporto di fumettisti sudamericani.Quindi al momento la situazione di Dago post-Aurea sarebbe questa: Sprea Editori ha sostituito il vecchio editore romano (forse fallito o in una fase in cui pur non fallendo avrebbe sospeso la sua attività editoriale, il che porta a domandarsi sulla sorte del contratto di esclusiva per Dago che avevano con l'Italia).
Le nuove storie continueranno ad essere realizzate in parte da fumettisti italiani e in parte con l'apporto di fumettisti sudamericani. Resta però l'ultimo capitolo di questa storia, che presenta ancora molti lati oscuri: ci risulta che alcuni disegnatori della Aurea che lavoravano su Dago non sono stati pagati e che le loro mail di chiarimenti sarebbero state senza risposta, comprese richieste presentate tramite legali. I punti oscuri della vicenda restano come il rapporto tra nuovo e vecchio licenziatario di Dago.

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