mercoledì 9 settembre 2026

Super Eroi Classic n. 493: recensione e analisi critica

Il n. 493 di Super Eroi Classic ha ospitato cinque storie tratte da Spectacular Spider-Man (vol. 1) e per essere esatti i nn. 85-89 usciti negli Usa tra dicembre 1983 e aprile 1984 dove prosegue la saga di Hobgoblin con il mistero legato alla sua identità (mistero che tuttavia ai fan sarà svelato soltanto molti anni dopo, nel 1997, nel contesto della miniserie Hobgoblin Lives). F. Licari parla nell'articolo editoriale del #1000 di The Amazing Spider-Man che uscirà proprio tra pochi giorni in America. Pezzo privo di senso dato che Super Eroi Classic è una ristampa e le storie presentate risalgono a 42 anni fa. Inutile anche il solito articolo riassuntivo di qualcuno della redazione della Panini, che è la principale responsabile di buchi e salti di storie che hanno funestato la Marvel in Italia dopo che, fallita la Corno, le licenze passarono in mano al Lupoi Group. 

E si comincia con il n. 85 di Bill Mantlo con disegni di Al Milgrom e di Jim Mooney. Il misterioso Hobgoblin dopo avere sperimentato i limiti della formula di Osborn per aumentare la forza fisica a spese del malcapitato Lefty Donovan usato come cavia, adesso fa il grande passo e prova su se stesso il processo. Subito dopo per testare sul campo i suoi nuovi poteri si mette in cerca dell'Uomo Ragno per sfidarlo. Lo trova mentre sta volteggiando in compagnia della Gatta Nera con la quale non ha ancora risolto il suo dilemma. La Gatta ama solo Spider-Man non Peter Parker e lui non si è ancora tolto la maschera davanti a lei. Spidey non avrebbe difficoltà a sistemare l'avversario ma la presenza della Gatta lo intralcia al punto che alla fine glielo fa capire in modo molto netto. Felicia Hardy non è contenta di quelle parole. Harry Osborn e Elisabeth Allen dicono agli amici che stanno aspettando un bambino. Tutti sono felici, ma non Flash Thompson (ancora con la sua Sha Shan) che sembra tormentato da tanti pensieri.

Il n. 86 è un albo particolare poiché il grosso della storia è scritto e disegnato dall'umorista Fred Hembeck, quindi i disegni sono semplici e stupidotti, come quelli di un misero cartone animato di serie z, ma il contesto della storia scritto da Bill Mantlo e disegnato da Al Milgrom e Jim Mooney prosegue la trama del numero precedente. Il nemico di turno è la Mosca, ovvero Rick Deacon che per vendicarsi di Spider-Man che lo aveva fatto fermare si sottopose a un pericoloso esperimento del prof. Stillwell in modo da acquisire poteri e facoltà di una mosca, ma non tutto funzionò poiché gli istinti dell'insetto erano dominanti al punto di cibarsi di rifiuti. Attacca così Jameson mentre Spider-Man e la Gatta Nera alla fine lo fermano. Degna di nota è la parte ironica degli editor della Marvel con il secondo di Danny Fingeroth che causa partecipazione al comicon di San Diego assegnò la direzione della collana a Bob DeNatale che rifiutò i disegni di Milgrom per farli realizzare al citato F. Hembeck. Le uniche pagine serie della storia sono le quattro finali con Spider-Man ancora indeciso se rivelare la sua identità alla Gatta Nera. 

Il n. 87, ancora di Bill Mantlo, Al Milgrom e Jim Mooney, è di fondamentale importanza perché per la prima volta Peter si decide a rivelare la sua identità alla Gatta Nera. La conduce prima sul suo luogo di lavoro, il Daily Bugle, dove le spiega che in pratica campa facendo foto di se stesso per il giornale e poi a casa sua, dove si toglie la maschera davanti alla sua fidanza. Felicia si mostra del tutto indifferente nel vedere il viso di Peter, anzi gli chiede di rimettersi la maschera. Lei ama il Ragno, non colui che si trova sotto il suo costume. Resta poi delusa dalla modesta dimora di Peter poiché aveva sempre pensato che Spider-Man vivesse di agi e ricchezze come altri supereroi. Poi i due, attirati da grida in strada, passano in azione e sistema un gruppo di teppisti. Peter dapprima è perplesso, poi si rassegna all'idea che la sua fidanzata vuole solo la sua controparte ragnesca mentre di lui non gli importa nulla. La Gatta appare in questa storia visibilmente folle, essendo ossessionata dal mito di Spidey e con grandi difficoltà a distinguere il mito che la affascina tanto dalla realtà. Ed è sorprendente che Peter, sempre molto equilibrato non noti la follia insita in quello strano rapporto con una ex super criminale. 

Nel n. 88, ancora di Bill Mantlo, Al Milgrom e Jim Mooney, Peter Parker comincia a rendersi conto che la sua amata Gatta Nera non ci sta con la testa e pensa che possa trattarsi di schizofrenia. Inoltre, dovrebbe sentirsi usato dato che la Gatta vuole solo la sua controparte ragnesca. Per di più, ormai convivono dividendo tutto, anche il letto, facendosi una scopata tra una volata e l'altra per pattugliare la città. Ed è in una di queste occasioni che i due si imbattono in Hyde e Cobra. I due villain erano in pessimi rapporti da quando il secondo ha tradito il primo. Siccome sono stati rinchiusi insieme nel carcere di Rykers, è nata l'occasione per Hyde di vendicarsi. La sua forza è tale che le guardie della prigione non riescono a fermarlo. L'Uomo Ragno si getta contro di lui pronto a dare tutto ciò che ha visto che Hyde è riuscito a tenere testa perfino a Thor. La Gatta si intromette di continuo non accettando il ruolo di semplice spettatrice e per poco non ci rimane secca. Sarà però lei a sconfiggere Hyde approfittando del fatto che il criminale era stato distratto dall'attacco di Cobra. Felicia tuttavia non é affatto contenta. Sa di essere stata fortuna e di avere colto una occasione ma si rende conto che fino a quando anche lei non avrà dei poteri, non sarà mai in grado di essere alla parti dell'uomo che ama. 

Il n. 89, sempre del trio formato da Bill Mantlo, Al Milgrom e Jim Mooney, è forse il numero più importante del volume per i due eventi epocali che vi vengono narrati. Il primo riguarda Felicia Hardy che si mette alla ricerca di un super potere per essere alla pari del suo amato Spider-Man in azione. Si rivolge prima ai super eroi ma senza successo. Così ricorre ai suoi vecchi contatti nella malavita ma anche qui non va molto meglio. Nessuno sembra in grado di soddisfare la sua richiesta fino a quando non si imbatte in Kingpin che grazie agli appunti del defunto prof. Harlan Stillwell, colui che aveva dato origine alla Mosca, riesce a donarle i poteri che la Gatta cercava: agilità sovrumana e un potere di emanare sfortuna, proprio come ai gatti neri secondo le vecchie storie popolari. Kingpin però non fa mai niente per niente e così mentre la Gatta si allontana sorride mentre il suo piano procede. Nelle sue intenzioni, infatti, sarà la Gatta che assassinerà Spider-Man proprio grazie ai poteri che gli ha donato. L'altro evento epocale è la partecipazione di Spider-Man al crossover Secret Wars. Come altri prima di lui, attirato dal complesso in Central Park, si lascia trasportare da quella strana sensazione e scompare in un raggio di luce mentre viene teleportato nella galassia del mondo dell'Arcano da cui ritornerà con l'essere che più tardi sarà noto come Venom (ma allora nessuno poteva saperlo, nemmeno gli autori).

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