Dopo quindici anni trascorsi dietro il bancone di una fumetteria, Rod Lamberti riflette sul futuro del mercato dei comics partendo da un dato significativo: Absolute Batman ha dimostrato che il fumetto Usa cartaceo è tutt'altro che morto. Il successo della serie della DC ha attirato infatti una generazione più giovane di lettori, trasformandola in un nuovo punto d'ingresso nel mondo dei comics, proprio come era accaduto con Ultimate Spider-Man all'inizio degli anni Duemila. Per Lamberti, il fenomeno dimostra che esiste un pubblico disposto a comprare fumetti di carta e che il mercato può crescere quando sono proposte idee per conquistare nuovi lettori.
Il futuro appare invece più incerto per Marvel, secondo l'autore, che esprime preoccupazione per il rapporto tra la casa editrice e Disney e per il rischio che si possa considerare ormai superflua la pubblicazione cartacea. Anche il cinema viene indicato come un elemento forte: le continue trasformazioni dell'universo cinematografico DC e i risultati deludenti di alcuni film dimostrerebbero quanto sia necessario trovare una direzione più stabile. Lamberti guarda con interesse ai prossimi progetti DC, nella speranza che titoli come quello di Clayface possano rilanciare l'interesse verso altri personaggi e contribuire anche alla salute del settore fumettistico.Una delle ragioni di ottimismo riguarda invece proprio le fumetterie fisiche. L'aumento dei costi di spedizione sta infatti riducendo il gran vantaggio economico degli acquisti fatti online: un fumetto apparentemente più economico su Internet può diventare molto più costoso una volta aggiunte le spese di consegna e le imposte. Secondo Lamberti, questo sta favorendo nuovamente gli acquisti nei negozi, dove il prezzo esposto può risultare più conveniente rispetto al costo complessivo dell'ordine online. Per mantenere questa tendenza, però, il settore dovrebbe anche investire maggiormente nei nuovi autori, offrendo spazio a sceneggiatori e disegnatori capaci di portare nuovi lettori nel mondo dei comics.
La principale preoccupazione per il futuro è però oggi rappresentata dall'intelligenza artificiale. Lamberti teme che gli editori possano essere tentati di utilizzarla come strumento per ridurre i costi, arrivando persino alla produzione di fumetti realizzati interamente dall'AI. Pur riconoscendo che la tecnologia continuerà a migliorare, l'autore auspica che l'industria scelga di investire nel talento umano anziché sostituirlo. Pertanto la domanda conclusiva riguarda quindi il futuro stesso del medium: tra dieci o quindici anni, ci saranno ancora fumetti fatti da sceneggiatori e artisti in carne e ossa, oltre a lettori appassionati e convention dedicate ai loro autori? Per Lamberti, la risposta dipenderà soprattutto dalle scelte che l'industria compirà oggi.

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