Una volta un fumetto dedicato a Sherlock Holmes o a qualche investigatore ispirato a questo modello in casa Bonelli lo avrebbero scritto e prodotto in casa. Erano tempi in cui in via Buonarroti ancora bazzicavano autori di qualità, ma quell'epoca è finita da tempo. Oggi la Bonelli, incapace di lanciare sul mercato di ciò che resta delle edicole e in libreria prodotti suoi, è costretta a tradurre fumetti prodotti all'estero. Una resa totale.
Come a dire che nel mercato franco-belga, da dove arriva questo volume di Pecau e Suro, riescono a creare quei contenuti di qualità che la Bonelli, oggi, non è in grado di realizzare. O meglio, potrebbe se iniziasse ad ampliare il suo rinsecchito parco di autori, formato in gran parte da vecchi da pensionare nel vero senso del termine, puntando su scrittori selezionati in base a criteri di qualità e non solo perché sono amici di amici o presentati da amici o sono amici di curatori furboni...Così ecco che la Bonelli diventa licenziataria di fumetti franco-belgi con questo volume su Sherlock Holmes di grande formato 22x29,7 di 56 pagine di Pecau e Suro. Il problema però è il prezzo: 19,00 euro per 56 pagine sono una enormità per il mercato italiano. Tirare oggi fuori venti sacchi per leggere un fumetto che durerà un quarto d'ora o poco più è qualcosa che almeno in Italia non è proponibile. Questi formati vanno bene in Francia dove il pubblico è abituato e con una tasca più ampia.
Non in Italia dove 56 pagine non si possono vendere a 19,90 euro senza trasmettere l'idea di avere comprato un prodotto a un prezzo molto più alto del suo effettivo valore. In libreria poi la media dei volumi Bonelli a più alta vendibilità non supera le 3.500 copie. Il che implica che questo volume di Sherlock Holmes rischierà forse di passare inosservato. La norma per ciò che non è Tex.

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