venerdì 28 agosto 2026

Dylan Dog n. 481: la cover di Stano

La cover di Angelo Stano per Dylan Dog n. 481, albo speciale a colori del 40esimo anniversario in uscita il 26 settembre, sarà senza dubbio quella più ricercata da lettori, collezionisti e speculatori poiché la casa editrice ha spiegato che nella tiratura speciale per questo albo, sarà presente una volta ogni 400 albi. Quindi, beccare una delle 250 copie che saranno stampate e distribuite in busta chiusa sarà molto difficile. 

Angelo Stano ha deciso di condividere il bozzetto sul suo profilo Facebook, presumiamo con l'autorizzazione della casa editrice. Ha dichiarato nel post il fumettista: Visto che oramai è già visibile on line, ecco il bozzetto della copertina che mi concerne di DyD 481. Prevedeva come ipotesi alternativa, suggerita da Barbara, tre soli alle spalle della coppia. Idea comunque scartata in seguito dalla redazione. Perciò sfondo neutro.

L'iniziativa sta destando in rete molte polemiche poiché in molti hanno compreso che al di là della storia a colori, di cambiamenti epocali o di chissà quali enormi sviluppi narrativi non si tratterà. Non è stata colta nemmeno l'occasione per annunciare un nuovo curatore al posto di una Baraldi che finora ha molto deluso le aspettative dei lettori dopo la disastrosa gestione Recchioni. Per ora il rilancio di Dylan Dog è rimandato a data da destinarsi.

4 commenti:

Guido ha detto...

Non capisco perché dovrebbero annunciare un nuovo curatore se nessuno lo chiede e non capisco quali novità dovrebbe portare il numero dei 40 anni oltre al colore. Dylan Dog è uno di quei fumetti immutabili, dove l’evoluzione se c’è è limitata al tratto grafico dei disegnatori.

Comix Archive ha detto...

Dylan Dog immutabile? Ma magari! Sai quanti lettori oggi sarebbero contenti e non avrebbero mollato la testata? A parte il fatto che i fumetti immutabili non esistono nemmeno come concetto (nessun personaggio è uguale a quando è apparso per la prima volta e perfino il Tex o il Diabolik di oggi sono totalmente differenti dalle loro versioni originarie), l'insoddisfazione verso la gestione Baraldi emerge da tante critiche e discussioni in rete ed è normale nella dinamica di un prodotto seriale quale è appunto Dylan Dog attendersi cambiamenti importanti di contenuti narrativi.

Guido ha detto...

Io veramente tutte queste insoddisfazioni non le leggo.
Il personaggio in sé non ha avuto una evoluzione significativa. Quella introdotta da Recchioni si è persa. Lo splatter è quasi assente fin dai primi anni novanta per volere dell’editore. Nel complesso, oggi come 40 anni l’horror fa da sfondo ad una commedia romantica.

Comix Archive ha detto...

Tu non le leggi, ma la rete è piena di lamentele. Dopo il primo decennio la serie ha detto tutto quello che poteva dire mentre Recchioni ha affossato il personaggio con una serie di scelte assurde che se oggi in Bonelli qualcuno potesse tornare indietro cancellerebbe all'istante (anche in considerazione del crollo verticale delle vendite che i suoi litigi in rete causavano). L'horror era finito già nel 1986 quando Dylan Dog è uscito. Oggi è per puri aficionados di età avanzata. Ma la cosa più grave è che in Bonelli ormai hanno perso ogni scintilla di energia per salvare Dylan Dog, come è dimostrato dalla scelta di nominare la Baraldi curatrice del personaggio. Tutti si aspettavano un veterano dei fumetti con esperienza e invece è arrivata colei che insieme alla Barbato, era già molto criticata sotto la gestione Recchioni.