Jack Kirby è sempre stato al centro di una controversia tra i fan in merito al suo effettivo valore come fumettista. Il suo nome è legato alle ideazioni grafiche delle idee di Stan Lee da cui è nato l'universo Marvel ma quando si è poi trovato a fare tutto il lavoro, quindi anche come scrittore, le cose non sono andate molto bene, anzi si potrebbe sostenere che sia in casa Marvel che in casa DC non ne abbia azzeccato una. Il suo tratto, abbozzato e non curato nelle anatomie dei vari personaggi, è stato detestato da una parte significativa dei fan e non si è mai evoluto del tutto da queste povere basi.
I suoi limiti, mascherati quando a dirigere era Stan Lee con le sue idee per rendere i suoi personaggi vivi e aderenti alla realtà del tempo, sono emersi quando ha avuto dall'editore la responsabilità integrale della creazione. Il flop della serie di Pantera Nera verso la fine degli anni '70 si può leggere in questa chiave. Kirby era tornato alla Marvel nel 1976 dopo avere trascorso sei anni alla DC Comics tra un fallimento e l'altro. Sebbene non si possa addebitare a lui la crisi della casa di Superman e soci, ebbe in ogni caso un ruolo basico in quel disastro che rischiò quasi di far fallire l'editore.Tornato in casa Marvel, uno dei progetti affidatigli fu quello del rilancio di Pantera Nera. L'operazione aveva un enorme valore simbolico: J. Kirby era il co-creatore del personaggio insieme a Stan Lee e sembrava naturale affidargli il primo albo mensile interamente dedicato al sovrano del Wakanda. Tuttavia, le aspettative della critica e dei lettori erano molto elevate, soprattutto perché pochi mesi prima Don McGregor aveva profondamente rinnovato il personaggio sulle pagine della collana Jungle Action. Il confronto si rivelò inevitabile. La critica specializzata americana accolse il fumetto con un certo disorientamento. E i fan fecero la stessa cosa.
Secondo le ricostruzioni storiche delle recensioni pubblicate da The Comics Journal, una delle osservazioni più ricorrenti riguardava il fatto che Kirby sembrava aver completamente ignorato quanto costruito da McGregor. Wakanda perdeva gran parte della sua dimensione politica; T'Challa appariva meno riflessivo e meno regale; le storie erano avventure fantascientifiche come per un qualsiasi eroe kirbyano. Molti critici sottolineavano come il protagonista sembrasse quasi un semplice "eroe d'azione" mentre con Don McGregor era diventato uno dei personaggi più maturi della Marvel.
Nel 1977 il fumetto Usa stava vivendo una fase di maggiore maturità narrativa. Opere come quelle di Chris Claremont, Steve Englehart, Steve Gerber, Doug Moench e McGregor affrontavano temi sociali, politici e psicologici. Kirby, invece, propose una lunga avventura costruita solo attorno ai King Solomon's Frogs, misteriosi manufatti capaci di manipolare il tempo. Per tantissimi recensori questa scelta sembrò un ritorno alle storie d'avventura dei primi anni Sessanta, più vicine ai vecchi racconti di Fantastic Four che alla Marvel di allora. Solo sulle tavole le recensioni erano più indulgenti.
Fu quindi il confronto con il lavoro fatto in precedenza dal McGregor che annientò Kirby. La saga Panther's Rage uscita su Jungle Action, era dai fan considerata una delle opere più innovative della Marvel Comics: forte caratterizzazione psicologica; riflessioni sul colonialismo; conflitti interni al Wakanda; personaggi femminili complessi; ideazione quasi romanzesca. Kirby abbandonò del tutto quell'impostazione. Al posto dell'introspezione offrì: città perdute; tanti mostri; robot; antiche civiltà; viaggi temporali; inseguimenti. Molti critici dell'epoca considerarono tali scelte un passo indietro.
Per il personaggio fu un colpo quasi mortale. Jungle Action chiuse con il n. 15 mentre le storie che erano state previste per i nn. 16-18 furono poi pubblicate sull'antologico Marvel Premiere. Le vendite crollarono al punto che la Marvel non avrebbe dedicato più una serie solita a Pantera Nera fino al 1998. Insomma, il lavoro di McGregor aveva dato identità moderna e appassionante al personaggio che sebbene non sfociò in vendite altissime lo avevano collocato in una base analoga a quella degli altri eroi Marvel. Kirby azzerò tutto e il pubblico non lo perdonò. Era rimasto incollato al decennio precedente (quando al suo fianco c'era Stan Lee).

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