Per il mondo dylaniato del fumetto non è un buon momento e se qualcuno era convinto che il peggio fosse passato con la fine della controversa cura editoriale di Roberto Recchioni (che non ha centrato nessuno degli obiettivi prestabiliti nel 2013 quando secondo la versione ufficiale poco credibile, il fumettista romano aveva ricevuto l'investitura ufficiale dal creatore Tiziano Sclavi), ora con la nuova curatrice Barbara Baraldi le cose vanno decisamente peggio per l'indagatore. Sia come vendite che come qualità delle storie sono stati compiuti altri passi indietro. Del resto, Barbara Baraldi era criticata quando scriveva storie sotto la gestione Recchioni. Che cosa ci si poteva aspettare, dunque, promuovendola?
L'ultimo dato ufficioso disponibile e risalente alla fine del 2025 indicava in 38.000 copie le vendite medie con un calo di 6.000 copie rispetto alle 44.000 copie del 2023 quando la Baraldi ha sostituito Recchioni. La media del calo sarebbe quindi di 3.000 copie ogni anno e se si è mantenuta e su questo pochi dubbi esistono, per fine anno dovremmo avere toccato quota 35.000 copie di media (al momento si tratta solo di una previsione, poiché prima di questo dicembre a meno che qualcosa non venga fuori prima, non è possibile fornire numeri più precisi, salvo che il calo continua).Un'altra batosta per i fan dell'indagatore sclaviano è giunta dal bilancio della casa editrice depositato una quindicina di giorni fa e di cui abbiamo parlato in questo articolo. Quello che era noto come progetto per una serie tv su Dylan Dog è stato soppresso dietro accordo formale con il partner che incautamente aveva iniziato le trattative con la Bonelli. In pratica, sia l'editore che il suo partner hanno convenuto che non vale la pena investire soldi su un personaggio che in edicola è in declino da molti anni e che in tv rischierebbe di essere visto solo da gente con la mente problematica che va in giro vestendosi da zombi durante le fiere del fumetto.
La Bonelli non è mai riuscita nemmeno a valorizzare Tex in tv o al cinema che è anche il suo personaggio più famoso, nemmeno nell'epoca d'oro in cui i western andavano forte su altri media, figuriamoci oggi. E cosa resta di Dylan Dog? Ieri la Bonelli ha annunciato che in autunno sarà messo in scena uno spettacolo teatrale presso Roma per festeggiare il 40esimo anniversario. Oltre al danno, la beffa. Molti fan in rete si sono sentiti presi in giro: ma chi andrà mai a vedere uno spettacolo teatrale di Dylan Dog con mostri e zombi improvvisati se non i succitati matti che si vestono da morti viventi alle Convention? Ciò non alzerà le vendite.
I lettori sempre più delusi e ormai in molti decisi a smettere con l'uscita del n. 500 (sempre che Dylan Dog pervenga a questa scadenza) si aspettavano altro, come ad esempio il siluramento della Baraldi e l'arrivo di uno scrittore effettivo e affermato con l'esperienza giusta (il nome adeguato che ci permetteremo di fare alla Bonelli potrebbe essere quello di Tito Faraci, che oggi è lo scritture di punta di Diabolik) e un deciso cambio di prospettiva, ponendo fine ai contenuti radical chic e anticristiani della serie per puntare all'horror vero, mettendo fine a stupidaggini che per troppo tempo hanno recato danni come lo slogan, i veri mostri siamo noi.

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