Su Alan Ford n. 680 uscito in queste ore nelle edicole, Max Bunker ha annunciato in un editoriale alla fine dell'albo la sua decisione di mollare i testi della collana, che lui regge fin dal n. 1 del 1969. Al suo posto arriverà il figlio Riccardo Secchi, classe 1962, quindi non proprio un giovanotto, che finora si è occupato di serie Bonelli, principalmente Nathan Never (collana oggi in pieno declino).
Per i fan significherà leggere storie aventi un senso logico, dato che quelle fino a ora firmate dal genitore non avevano capo né coda? Ci sarà la satira pungente di natura socio-politica delle storie di AF del periodo d'oro? Una frecciatina alla corrotta classe politica italiana al servizio delle lobby, in particolare di quella sionista di matrice trumpiana legata alle banche e alla finanza massonica?Sarà un po' difficile visto che storie come quella dal titolo Loggia P 38, con velato riferimento alla P2 di Licio Gelli oggi non potrebbero essere mai realizzate. Farebbero chiudere di sicuro l'editore in quattro e quattr'otto. Noi riprenderemo a seguire AF? Ma nemmeno per idea, specie con il prezzo di oggi fuori dalla realtà (5,00 euro). Forse potremmo pescare nel mercato dell'usato se arriverà l'occasione, giusto per dare un'occhiata al nuovo AF. E ora veniamo ai retroscena.
Si perché questo annuncio si presenta di primo acchito sospetto. Vediamo di unire i punti. Da un paio di mesi, dopo una assenza di oltre un anno, in cui non si sapeva che fine avesse fatto Bunker (alla luce della sua età che va verso gli 88 ani era legittimo farsi venire dei dubbi) è tornato nella pagina della posta con poche parole e già solo questo non rispecchia molto il personaggio. Ci siamo quindi chiesti: si tratta davvero di lui che da anni non compare in pubblico?
Non manca la consueta arroganza nella parte in cui si dice, senza menzionare l'età, che si è un po' stufato ma la cosa strana è che ciò viene detto ora, giusto il mese prima del nuovo autore, il che fa pensare che tale decisione sia stata presa come minimo più di un anno fa (vale a dire il periodo in cui Bunker non scriveva più nell'angolo della posta). Non è così difficile unire i puntini, ma preferiamo che lo facciate voi. Ciò che pensiamo è che il semper voster non vi sia più da tempo, quanto meno nella forma finora nota.
Nel pezzo lui afferma che si dedicherà ai fumetti di Riccardo Finzi, di cui già vi abbiamo parlato qui. E' certo però che in questo momento la serie di AF versa in pessime condizioni, con vendite medie, si sussurra, di circa 1.800 copie. Il figlio di Bunker risolleverà le sorti di una collana cha ha smesso di essere tale da molti anni? Non è una coincidenza il fatto che da quando Bunker è scomparso dalla scena, Kriminal e AF stanno dominando il nuovo mercato delle anastatiche.
Altro aspetto critico del fatto è questa sorta di passaggio familiare alla testa delle collane, come fece GL Bonelli con il figlio Sergio con Tex scatenando le ire dei lettori che non vedevano più il personaggio a cui erano abituati. Rivolgersi a persone extra-famiglia, magari più bravi e affidabili, è così difficile? Pare di sì. Far scrivere AF a un giovane che capisce i gusti dei giovani è così difficile? Pare proprio di si. E ora quanti smetteranno di comprare AF visto che Bunker ha mollato? Molti lo facevano perché la firma era la sua.
Adesso il n. 681 rischia di vendere molto per questo regime change, che però potrebbe essere solo fittizio. Insomma, se le storie continueranno a non avere senso logico, vorrà dire che nulla sarà cambiato in concreto. La serie doveva finire con il n. 660, poi Bunker ci ha ripensato (o forse già allora le decisioni sono passate ai figli?). In questo momento, è la anastatica che vola (con circa 3.500 copie di media ovvero il doppio dell'inedito). Poi bisognerà vedere dopo il n. 75...

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