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Editoriale Aurea è in una situazione non facile, un po' come tutti gli altri editori italiani, grandi, piccoli e miseri e solo ora stanno prendendo atto di una realtà che da anni esiste, come sa chi legge i nostri pezzi, ma che nella narrativa di sistema non poteva esistere. La realtà però arriva lo stesso anche se molti fanno finta di niente ignorando le vere cause della crisi del fumetto, ovvero scelte editoriali sbagliate sia come strategie di vendita sia soprattutto come contenuti. 

E oggi la realtà ha bussato alla porta della Editoriale Aurea, casa editrice di Dago e dei testate settimanali Skorpio e Lanciostory. In un editoriale sul numero di Lanciostory di questa settimana, l'editore nella persona di Luca Marino ha chiesto ai lettori la disponibilità a continuare a seguire le loro pubblicazioni in abbonamento dato che, ha spiegato, nei prossimi mesi la distribuzione nelle edicole potrebbe risultare molto più difficile rispetto ai tempi recenti. 

Il discorso è quello che, più o meno, conoscono tutti: le edicole stanno scomparendo ovunque e così molte aziende di distribuzione iniziano a ridurre la loro attività e quindi se in una data zona ormai i punti vendita rimasti aperti sono pochi, non vale la pena arrivarci, tanto il destino di quelle edicole è comunque segnato. Il problema sta iniziando ad interessare anche altri editori. Ad esempio, qualcuno in rete si è lamentato dei ritardi con cui arrivano certi fumetti nelle edicole e parliamo di editori di rilievo come Panini o Bonelli.

Le stesse aziende di distribuzione rischiano di chiudere perché se ormai la vendita avviene solo in rete con fumetti e libri che giungono a casa in via diretta da entità come Amazon, è più conveniente riconvertirsi come corrieri diretti di questi nuovi giganti del settore. Insomma, il mondo delle pubblicazioni periodiche sta cambiando e anche gli editori devono cambiare altrimenti la chiusura è dietro l'angolo. Aurea ha iniziato a fiutare il problema e come altri editori, ha pensato agli abbonamenti. In Bonelli già li fanno.

Ma Aurea non è Bonelli e deve fare le cose con calma. Così nell'articolo su Lanciostory, Luca Marino ha chiesto ai lettori di inviare un modulo di disponibilità a ricevere la rivista in abbonamento, poiché per un editore forse pagare le spese di spedizione potrebbe essere più conveniente che pagare le spese del distributore. Non è un impegno a sottoscrivere l'abbonamento, ma serve all'editore per capire se conviene o meno battere questa strada. E' ovvio che se le richieste saranno bassine, non ci sarà alcun abbonamento e la rivista potrebbe chiudere a breve data la difficile situazione. 

Il punto però è un altro e nel pezzo di Marino non se ne fa menzione: se la situazione è così difficile, la colpa è degli editori che non hanno prodotto contenuti in grado di tenere vivo l'interesse del pubblico. E' ovvio che se un fumetto riscuote successo, la gente continuerà a comprarlo e nel fare ciò, insieme ad altre riviste, contribuirà a mantenere aperte le edicole. Quindi, il problema è a monte e ravvisa negli editori i principali responsabili della crisi del settore. 

Posted by at aprile 19, 2026
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