In questo pezzo vi abbiamo parlato delle difficoltà in cui versa la Editoriale Aurea, che ha fatto un appello ai lettori al fine di far pervenire presso la loro redazione dei moduli con dichiarazioni di disponibilità per proseguire le collane settimanali Lanciostory e Skorpio in abbonamento, stante la situazione delle edicole, che stanno scomparendo una ad una (mentre scriviamo in Italia risultano aperte poco più di 9.000 edicole mentre 15 anni fa erano 45.000).
Ora si apprende da vari post su Facebook che la questione sarebbe molto più grave: i due settimanali, Lanciostory e Skorpio al momento sarebbero stati sospesi nelle uscite in attesa di capire se e quando sarà possibile ripartire con una formula che prescinda dalle edicole. La reazione dei lettori è stata molto dura con un editore che, agli occhi del pubblico, si starebbe comportando con scarsa professionalità anziché ammettere le proprie responsabilità per le scelte assunte.Pochi mesi fa, infatti, questo editore aveva determinato un grande cambiamento per queste collane, aumentandone le dimensioni e passando alla brossura. La qualità, che era già penosa, precipitò con lettori che in massa avevano smesso di comprare entrambe le serie. Vista la malaparata, Aurea è corsa ai ripari ripristinando il formato storico, ma forse si è mossa tardi perché nel frattempo le vendite devono essere precipitate. Da ciò che sapevamo le vendite erano di circa 4.000 copie sia per Lanciostory che per Skorpio.
Oggi le vendite devono essere crollate del tutto, forse sotto le 2.000 copie e l'editore avrà deciso di fermarsi. In tempi duri come questi con un Trump sempre più folle che con la sua stupida guerra all'Iran, guerra persa in partenza, sta facendo volare i prezzi di carburanti ed energia per editori già in crisi come Aurea e altri, non è facile andare avanti. Il pubblico si deve accontentare di ciò che resta, ovvero Dago ma anche qui c'è poco da stare allegri dati gli sviluppi.
Da quando il personaggio è affidato ai testi di autori italiani, la qualità delle storie è precipitata a dei livelli imbarazzanti tanto che anche noi siamo stati costretti a interromperne l'acquisto da tempo. Oltre a ciò la collana Ristampa Dago viene stampata in modo indecoroso con una collatura della costola molto dura che impedisce all'albo di essere aperto con facilità per non parlare delle increspature della carta. Il dato è quindi quello di un editore che potrebbe chiudere.
Abbiamo letto anche dei post in cui si allude alla possibilità che la Bonelli rilevi i diritti di Dago, ma si tratta di una sciocchezza. Dago inteso come Ristampa Dago e Dago monografico vendono all'incirca 3.000 copie e la Bonelli non saprebbe che farsene di un personaggio con una vendibilità tanto ridicola. Per non parlare del fatto che poi dovrebbe accollarsi pure i suoi disegnatori italiani! Cosa che oggi alle orecchie del direttore Airoldi suonerebbe come cosa folle.
Ma perché la Aurea non propone più storie di Dago affidate ai sud-americani? Da ciò che siamo riusciti a sapere, pare che i contatti con tali fumettisti si siano interrotti da tempo, essendo molti di essi vecchi che comunicavano con l'editore romano solo via fax. Con molti di costoro Aurea avrebbe da tempo perso i contatti. Di qui la disperata scelta di avvalersi di fumettisti italiani di bassa qualità. Fattore che avrà inciso insieme ad altri sulle vendite determinandone il crollo.

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