E anche Chainsaw Man si è concluso. La notizia è arrivata pochi giorni fa, non proprio a sorpresa poiché era nell'aria da tempo. Con il capitolo n. 232 è finito il famoso manga di Tatsuki Fujimoto, pubblicato in Italia dalla Panini Comics e con un "enorme riscontro" di pubblico e di vendite, come si può vedere dal numero di volte in cui lo ha ristampato.
La conclusione della lunga storia di Denji e Pochita arriva dopo un percorso di 8 anni che l'ha portato a diventare uno dei manga più popolari del mondo, con adattamenti animati di successo, tra cui il recente film dedicato all'arco di Reze, che ha avuto riscontri al cinema come incassi al botteghino.
Il finale può risultare fin troppo condensato e sconvolgente al tempo stesso, ma reca una nota dolce e malinconica con tanto di ritorni importanti, in mezzo all'enorme caos che ha imperversato a lungo e in maniera più intensa nel corso di tutta la seconda parte della serie (con i fan non felicissimi).
Ora Fujimoto ha fatto capire, stando all'annuncio uscito nel succitato capitolo n. 232, che si dedicherà ad altro e in casa Shueisha non saranno troppo allegri. Il Jump sta perdendo pezzi di valore, serie di successo concluse che gli autori non hanno voluto proseguire. Non tutti ragionano come Oda.
L'autore di One Piece parte dal presupposto che finché quel che realizza vende, lui lo continua all'infinito e incassa soldi. C'è poi da dire che non solo la Shueisha, ma tutti gli editori nipponici spremono come limoni i loro noti mangaka spesso pregiudicandone la salute. E forse Fujimoto con il successo del suo manga oggi ha ottenuto quello status di autore che può prendersela comoda e vivere lavorare come vuole.

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