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Uno dei maggiori problemi della Bonelli è il mancato rinnovamento dei suoi personaggi e delle strategie per piazzarli nel migliore dei modi sul mercato. La causa di questo immobilismo è da ricercare in una dinamica interna alla casa editrice che nel corso dei decenni non si è mai fermata . Un meccanismo che in questi giorni è venuto fuori dagli sfoghi di autori che hanno dichiarato di essere stati mandati via dalla dirigenza con delle mail poco coerenti con il "Sergio Bonelli Style" (in particolare, ne ha parlato Gigi Simeoni su Facebook). 

Stiamo parlando delle aree di potere all'interno della casa editrice che ne hanno impedito la modernizzazione e contribuito al mancato ricambio generazionale che oggi, unitamente alla progressiva scomparsa delle edicole, sta annientando l'editore di Tex e soci. Che queste aree di potere esistono è certo poiché ne hanno parlato sia Simeoni che Recchioni. E quindi il dato è sicuro.

Queste aree di potere hanno come punto di riferimento i curatori delle collane, ma è stato Sergio Bonelli a favorire la loro nascita, in buona fede, senza immaginare che poi avrebbero fermato lo sviluppo della sua azienda. Con il passare degli anni, infatti, hanno creato intorno a Sergio Bonelli una sorta di muro di gomma quasi impossibile da superare per chiunque volesse proporre un progetto nuovo o un personaggio in grado di funzionare. 

In un certo qual modo, Sergio Bonelli aveva intuito tutto ciò e spesso cercava di liberarsene. Un fumettista poco tempo fa ci ha rivelato che anni fa riuscì a fargli vedere alcune sue tavole e Sergio ne rimase estasiato. Erano delle prove per la serie di Zagor. Al che uno di costoro che seguiva il suo capo come un'ombra gli ricordò che prima bisognava parlarne con il curatore. Sergio Bonelli andò su tutte le furie e ricordò a costui che il capo era lui. Poi il fumettista non riuscì più a vederlo.

Chiamando alla redazione, gli venne detto che Sergio si era aggravato e non era più in grado di ricevere visite. Episodi simili ci sono stati riportati anche da altri. Tutti hanno riferito che i curatori, che avevano tutto l'interesse a non dare spazio agli altri e alle idee nuove, poiché altrimenti il loro potere rischiava di svanire, impedivano a Sergio di capire che fuori il mondo stava andando avanti, ma lui in fondo era uno scrittore e non un manager.

Se da un lato si rendeva conto che i curatori lo stavano in pratica bloccando, dall'altro nemmeno aveva la forza e la capacità di mandarli via. Sicché con il tempo, una volta consolidati questi filtri, chiunque avesse voluto proporre qualcosa alla Bonelli doveva passare per il filtro dei curatori, i quali però anziché fare una selezione adeguata dei nuovi ingressi, piazzavano amici o persone che per loro non rappresentavano una minaccia. 

Non c'era alcun bisogno di scegliere i migliori poiché se uno di questi fosse riuscito ad emergere, per loro sarebbe stata la fine. Con la scomparsa di Sergio, sono venuti meno tutti gli ostacoli alla crescita del potere dei curatori che da allora hanno massimizzato gli sforzi, scrivendo il maggior numero possibile di storie assorbendo lo spazio che in un contesto di normalità sarebbe spettato a nuovi autori, nuove idee, nuovi personaggi e nuove serie. 

A riprova di tutto ciò, il fatto che dal 2011 ad oggi tutti i progetti messi in campo dalla Bonelli sono falliti e le vendite hanno continuato a calare in maniera vertiginosa, subendo una accelerata durante la crisi sanitaria, tanto che oggi le vendite della casa editrice negli ultimi quattro anni si sono dimezzate passando da 9 a 5 milioni di copie vendute. Il caso più eclatante è stato quello di Mike Deodato Jr, il grande artista della Marvel che nel 2015 si propose come artista di Tex per un volume speciale.

Deodato era di origine brasiliana e nel suo Paese Aquila della Notte era piuttosto famoso, ma alla fine del progetto non si è fatto niente. Deodato impattò contro il curatore di Tex con cui litigò e il progetto saltò. Se fosse stato possibile per lui scavalcare il curatore e intrattenere rapporti direttamente con la dirigenza della casa editrice le cose sarebbero potute andare in maniera diversa. Oggi avremmo un Tex disegnato da Deodato Jr! 

E invece i fan hanno dovuto accontentarsi di Alfonso Font! Quanti progetti sono saltati negli anni a causa dei filtri dei curatori? Quanti nuovi autori che potevano emergere sono stati oscurati dai capi di queste macroaree di cui ha parlato Recchioni? Negli ultimi mesi, i curatori delle testate principali sono cambiati ma dalle anteprime per il 2026 la maggior parte delle storie arrivano da loro. 

La domanda scomoda che si pone pertanto oggi è: Airoldi e Masiero, rispettivamente numeri 1 e 2 della Bonelli, sono consapevoli dell'esistenza di questo sistema e della necessità di scardinarlo prima che sia troppo tardi? Forse qualcosa si sta muovendo ma se finora le macroaree non sono state rimosse può essere anche dovuto al fatto che chi detiene i posti di potere dispone anche di sistemi tali da rendere vano ogni progetto di cambiamento. 

Alla Bonelli servirebbero giovani con idee nuove e invece la gestione delle principali serie è ancora in mano a degli ultrasettantenni che a dispetto del fatto di avere affermato di essere andati in pensione, sono sempre lì, incollati alla sedia, a scrivere, a togliere spazio agli altri e a esercitare quel potere che dalla scomparsa di Sergio si è consolidato al punto che oggi è praticamente impossibile rimuovere. Anche se li mandassero via, chi gestirebbe Tex e soci? Intorno a loro hanno fatto il vuoto.

Posted by at febbraio 04, 2026
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