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Tira una gran brutta aria per le testate Bonelli per le quali per la prima volta nella storia della casa editrice non è stata diffusa una scarna anteprima coprente tutto l'anno, ma solo metà. Stiamo parlando di Zagor, Julia, Dampyr, Dragonero, Dampyr e Martin Mystère, ovvero con la sola eccezione del primo, quelle testate che non si sa perché la Bonelli tiene ancora aperte in quanto sono in caduta libera nelle vendite da anni.

I motivi di questa scelta non sono stati chiariti dai curatori, che hanno sostenuto nelle anteprime che si è trattato di una decisione aziendale. E' un modo di fare tipico: quando non vogliono assumersi responsabilità in merito ad una dinamica che tocca le loro collante, scaricano il tutto su una "scelta dell'azienda che non è dipesa dalle loro volontà", ma è chiaro che sanno come stanno le cose. L'editore si coordina sempre con loro.

Sarebbe assurdo il solo sostenere il contrario, ovvero che un curatore, magari importante, come quello di Zagor (che oggi è Antonio Serra) non sia a conoscenza di cosa vuole fare la casa editrice della sua testata. Una prima ipotesi che si può fare in merito é che la Bonelli vuole chiudere queste collane. Vendono poco e niente (per non dire che non vendono un cazzo), i loro autori costano e non ci sono prospettive di ripresa. Si chiude.

Facile a questo punto obiettare che loro stessi hanno sostenuto di avere storie per i prossimi quattro anni. Ciò non vuol dire che non possano chiudere serie che rischiano di rendere più gravosa la situazione della casa editrice che sta attuando un massiccio e robusto contenimento dei costi (stanno persino mandando via diversi fumettisti a cui è stato detto di trovarsi nuova sistemazione altrove) e così potrebbero decidere di mandare in libreria quelle storie in volumi cartonati. 

Il caso più eclatante riguarda proprio Zagor, intorno al quale quando alcuni suoi fumettisti sono stati cacciati e loro si sono lamentati con i loro amici youtuber del trattamento ricevuto. Si è parlato di una chiusura della testata a breve medio termine facendo preludere ad una vera e propria rivoluzione: in edicola soltanto Tex e Dylan Dog e tutto il resto in volumi da libreria a 20-25 euro. Sarebbe una scelta assai sensata a ben vedere.

Tranne Zagor che dovrebbe girare su di una media di 20.000 copie (ma il dato è della fine dello scorso anno e potrebbe essere calato di più), le altre collane hanno ormai vendite molto vicine a quella di serie da libreria. Per Bonelli potrebbe essere diventato antieconomico continuare a proporle in edicola con costi maggiorati potendo, invece, optare per tirature molto più basse e distribuzioni più capillari nel circuito delle librerie. 

Questa è solo una possibilità, la più logica al momento e basata su una razionale e obiettiva valutazione della situazione della casa editrice. Lo stesso Masiero in una recente intervista ha parlato di contrazione e di una situazione che non migliorerà. Anzi, un gran manager oculato lo avrebbe già fatto e si resta sorpresi del fatto per cui Airoldi, direttore generale della Bonelli, non ci abbia ancora pensato. Ma potrebbe averlo fatto ora.

In caso contrario perché non programmare già tutto e subito come fatto con Tex e Dylan Dog? E' chiaro che la Bonelli si sta riservando uno spazio decisionale per le collane più deboli per le quali vuole capire come intervenire nel modo migliore per frenare le perdite. I fatti portano verso questa direzione, ma poi bisognerà capire cosa vogliono fare alla Bonelli. Lo spazio delle scelte è già molto limitato. Gli conviene continuare a perdere soldi? E infatti hanno dimezzato le anteprime.

Posted by at febbraio 11, 2026
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