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Un altro fumettista della Bonelli ha aggiunto il suo sfogo sulla questione della crisi della casa editrice, una situazione sulla quale si tornerà in un articolo ora in programmazione che svelerà davvero come funzionano le cose in via Buonarroti a Milano. Le novità saranno clamorose, faranno incazzare un sacco di gente ma la realtà è così e questo è il motivo per cui tanti la combattono in tanti. Di chi parliamo? Presto detto.

Pochi giorni fa Fabiano Ambu ha scritto un post che schiumava di rabbia o almeno è quello che abbiamo percepito dal suo sfogo. Parla di una sua storia per Dragonero per realizzare la quale ha impiegato un anno, un periodo difficile per tutti secondo lui e guardando i siti trova discussioni che riguardano i problemi del settore ma non delle storie ovvero crisi, chiusure di testate, sfoghi polemici, rischi di chiusure, ecc. 

Si lamenta parecchio che nessuno parla di lui a differenza di un tempo. Ora ci saremmo aspettati che desse l'esempio e parlasse del suo lavoro e invece... anche lui affronta gli stessi argomenti, però sempre con tono di chi è incazzato nero perché le cose non girano come dovrebbero. E così dice la sua sostenendo che il fumetto è in crisi perché i fumetti non li legge più nessuno, la gente ha smesso di comprarli. E dice altro...

Dice che invece di leggere i fumetti, la gente, che definisce fancazzista frustrata italica, i fumetti li mette dentro scatolette di plexiglass e gode nel massacrare e gettare fango su ogni proposta e siccome - precisa - in tanti vorrebbero e non riescono, distruggono e godono nel fallimento altrui. E così facendo la gente dimostra una incredibile ignoranza.  

Il fumetto è in crisi perché si seguono dei guru che quando scrivono o disegnano fanno cagare, ma siccome attraverso le cagate che affermano hanno un seguito di babbioni vengono sostenuti dal mercato (come in politica esatto). Il fumetto è in crisi perché poi è più divertente parlarne male che parlarne bene. Il fumetto è in crisi perchè ha vinto un sistema clientelare, amichevole e ammiccante.

Ringrazio chi sostiene questo linguaggio meraviglioso, consapevole dei rischi della sua scomparsa e vaffanculo ai menagrami che parlano con tecnicismi da scienze delle merendine. LEGGETE CAZZO, parlate di quello che leggete, se fate i critici imparate a scrivere e parlare usando termini appropriati oppure tacete e leggete CAZZO!

Ecco, questo ha scritto. Parole non certo simpatiche di chi prova una grande rabbia e come tutti quelli che parlano con rabbia si perde da solo e non arriva da nessuna parte. In primis, questo è un Paese libero e la gente può fare ciò che vuole. Può leggere o no, può polemizzare in modo inutile (giusto come lui) e senza costrutto, potrebbe anche godere del fallimento altrui anche se questo, senza una giustizia, sarebbe meschino.

Ciò che manca nel discorso di Ambu è un poco di sana autocritica e un pizzico di realismo che avrebbe avuto se non si fosse perso nella rabbia. Si, è vero. Oggi la gente compra meno fumetti ma sarebbe ingeneroso dire che legge di meno. Legge altro e non certo i fumetti Bonelli come un tempo perché i contenuti delle storie sono ormai sganciati dai gusti del pubblico. Il resto è il solito sfogo di chi pensa che gli autori delle critiche ce l'hanno a morte con lui per invidia. Un tipico meccanismo difensivo.

Inoltre, c'è chi pensa che disegnare fumetti come mezzo per campare sia fancazzismo, si c'è anche questo nel campo della libera opinione. Al di là delle battute facili, lo sfogo di Ambu ci fa capire come oggi sia critica la situazione alla Bonelli, con diversi fumettisti che temono di restare in mezzo a una strada, come ha fatto capire Simeoni nel suo sfogo. Quel che è sempre mancato, ovvero il realismo, ora è arrivato per i bonelliani.

Nei commenti qualcuno ha cercato di ragionare con lui per fargli capire che non è colpa del lettore che può scegliere se leggere e cosa leggere, ma lui resta sul suo scalino. Anche questo è un meccanismo difensivo di chi sa come stanno le cose. Dragonero è una delle scommesse perdute della Bonelli. Oggi vende intorno alle 11.000 copie (forse meno perché si tratta di un dato di 4-5 mesi fa), ma accettarlo è un'altra cosa.

Posted by at gennaio 27, 2026
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