Editori in crisi: adesso tocca alla Bonelli?

Non sono bei giorni per il mondo dell'editoria italiana a fumetti e chi ci segue da tempo sa che avevamo indicato una scaletta discendente verso l'abisso per la maggior parte di queste realtà, poiché gli errori alla fine si pagano. Il caso Aurea è emblematico. Ne abbiamo già parlato qui e qui

Al momento abbiamo i due noti settimanali, Lanciostory e Skorpio, sospesi (difficilmente saranno ripresi), mentre il resto delle altre collane non si sa che fine farà, soprattutto Dago. I lettori sperano che il catalogo dell'editore romano finisca in mani più capaci, soprattutto per il personaggio creato da Robin Wood nel 1981 in Argentina.

Non siamo gli unici che hanno parlato della crisi Aurea. Un sito ha citato i dati di bilancio che possono essere definiti allarmanti che fanno pensare che a un certo punto, spinti dalla crisi, i lettori hanno dovuto fare le loro tristi scelte e tagliare i rami giudicati secchi. Aurea era nel mirino di molti per la scarsa cura delle sue produzioni.

I primi a crollare nelle vendite sono stati i due settimanali, seguiti da Dago che senza la mano degli sceneggiatori sud-americani diventa un fumetto normale. I lettori se ne sono accorti subito. E quindi anche Dago è finito, nonostante la buona mano di disegnatori italiani. 

Il punto finale della crisi quale sarà? Il fallimento con il catalogo in vendita al migliore offerente (come è stato per il fallimento della Shockdom)? E dopo Aurea chi cadrà? La prossima nel mirino sembra la Cosmo che ha ormai mollato le edicole aggrappandosi a costosi volumi da libreria. 

I grandi non devono sentirsi estranei a questa crisi poiché come il caso Aurea ha insegnato, le notizie di tali crolli arrivano all'improvviso. Bonelli, ad esempio, è in area di rischio. Non immediato ma nel medio periodo si, atteso che la sua produzione è legata alla distribuzione in edicola. 

Beninteso, Bonelli non necessita solo delle edicole ma di molte edicole per distribuire la sua immensa tiratura (per quanto anch'essa più che dimezzata negli ultimi anni). Se le edicole, che oggi sono circa 9.500, dovessero diminuire ancora, in via Buonarroti bisognerà prendere decisioni. 

O meglio sarà la famiglia Bonelli a capire cosa vuole fare del suo futuro: continuare a investire in un settore finito (che non porterà mai più gli utili di una volta) e cedere i diritti di Tex e soci a altri o insistere con il rischio di fallire davvero? La situazione è fluida. Continuate a seguirci.

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