Il n. 472 di Super Eroi Classic ospita tre storie di Captain America (vol. 1), i nn. 283-285 e lo speciale Annuale n. 7 datati luglio/settembre 1983. Delle avventure molto belle e dinamiche, ben scritte e calata in una trama concepita per offrire al lettore continui colpi di scena. Si parte con il n. 283 di J.M. DeMatteis con disegni di Mike Zeck con le chine di John Beatty. La storia è uscita per la prima volta in Italia su Capitan America e i Vendicatori n. 26 ed. Star Comics, agosto 1991. Cap, Nomad e Dugan sono caduti nelle mani di Viper, insieme al Costrittore, che progettano di scatenare in Usa una ondata di peste bubbonica.
Il Costrittore però ci ripensa e non intende partecipare più al piano della folle terrorista, così evita a Cap e gli altri di subire nuovi trattamenti con le droghe per soggiogare la loro volontà e quando vengono mandati a bordo di palloni aerostatici sulla cittadina di Hartsdale per lanciare dal cielo dei rettili contaminati, ritornano in se e evitano la tragedia sconfiggendo Viper. Infine, arrivano Nick Fury e lo Shield a sistemare le cose sul terreno. Si continua con il n. 284 visto in Italia su Cap e i Vendicatori n. 27 edizioni Star Comics, agosto 1991. Ai disegni arriva Sal Buscema e la qualità cala vistosamente. Le chine sono curate da Kim Demulder.
Si torna alla quotidianità che per Steve Rogers alias Capitan America significa risolvere tante questioni esistenziali, come un mondo che è diverso da quello che vedeva da ragazzo negli anni '30. Non più solo bianco e nero bensì sfumature che confondono. Anche Jack Monroe, alias Nomad, alias il Bucky del Cap degli anni '50, è confuso. Il mondo intorno a lui sembra un pianeta sconosciuto. Steve ha una certezza, Bernie Rosenthal, la ragazza che ama e per lui è divenuta un faro nella notte. Il clou arriva quando Cap sventa il tentativo di un padre di famiglia rimasto senza lavoro che ha preso la sua famiglia in ostaggio per la perdita di lavoro.
La vita è difficile per tutti, ma può sempre migliorare. Con queste parole Cap convince il sequestratore a cedere ai suoi folli propositi. Intanto, Jeff Mace, che durante la guerra era l'eroe in costume noto come Il Patriota, è in fin di vita e chiede di vedere Capitan America. Nel n. 285 (stesso team creativo), visto in Italia su Cap e i Vendicatori n. 28 edizioni Star Comics, settembre 1991, irrompe Alex Gentry, un ex progettista di armi per l'esercito e ora supercriminale che si fa chiamare Porcospino. Ha ideato un costume con tanti gadget che intende vendere all'Impero Segreto e intende testarlo sul campo contro Cap, regolando vecchi conti con lui. Si scontra però prima con Nomad che sconfigge per le incertezze di quest'ultimo che si sente inferiore a Cap.
Steve Rogers intanto ha confessato a Bernie Rosenthal di amarla ma mentre i due stanno festeggiando l'evento con amici, viene chiamato dall'ospedale dove è ricoverato Jeff Mace, che dopo la scomparsa di Cap alla fine della guerra, assunse per breve tempo l'identità di Capitan America. Sul cammino per raggiungere l'ospedale viene attaccato dal Porcospino e sebbene la sua mente corra veloce verso il suo antico amico di tante battaglie che va verso il saluto finale, riesce a prevalere salvando al contempo Nomad preso in ostaggio dallo stesso Porcospino. Ora anche Jack Monroe sa di valere. Steve nei panni di Cap arriva all'ospedale appena in tempo per l'ultimo saluto a Jeff Mace.
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