Degli ultimi dati di vendita, almeno ufficiosi, della Sergio Bonelli Editore abbiamo parlato qui mettendo in evidenza il calo costante che ormai dura da più di un paio di decenni, sebbene negli ultimi anni, soprattutto in quelli post-fake pandemia, si sia accentuato in maniera folle obbligando la casa editrice a scelte rivoluzionarie.
Di errori ne hanno fatti tanti, ma quello che ha pesato di più è stata la scelta di affidare la gestione di Dylan Dog a Roberto Recchioni nel 2013. Fino a quel momento, la Bonelli si reggeva sui tronconi costituiti appunto da Tex e l'Indagatore dell'Incubo. Il resto vivacchiava e tanti sedicenti fumettisti che campavano così prosperavano mentre Bonelli li manteneva.Poi Dylan Dog, che era già in caduta libera, è crollato del tutto e oggi è una delle tante serie che se esce ancora deve ringraziare che Tex vende quel po' da permettere alla Bonelli di rimanere aperta. Quindi, oggi la casa editrice di via Buonarroti si regge su un solo troncone, Tex appunto.
Fatta questa premessa e presumendo che le vendite siano calate ancora rispetto ai dati sopraccitati, che risalgono alla fine del 2025, è parso chiaro come la casa editrice abbia cambiato le sue strategie. Non più solo aumenti di prezzo di copertina ma riduzione di pagine, che hanno coinvolto non solo alcuni speciali, ma serie regolari come Julia, Dampyr e Martin Mystère e sembra che altre serie saranno coinvolte.
Hanno anche sfoltito i ranghi con molti fumettisti inviati a procurarsi lavoro altrove scatenando le ire di questi ultimi che sono andati a lagnarsi su forum e social contestando per la prima volta nella loro vita la Bonelli che finora gli aveva dato da mangiare (si veda il caso eclatante di Gigi Simeoni). L'obiettivo è quello di ridurre i costi, compresi i compensi dei fumettisti stessi. Ma anche così non basta.
Ridurre è la strada per tenere botta, ma siccome le vendite continuano a scendere, ogni mese, qualcosa va fatto per rialzarsi altrimenti l'alternativa è incassare fino a che si può prima di chiudere i battenti. Vendere ad altri editori? Si, se qualcuno offrisse alla famiglia Bonelli un bel pacco di milioni ma chi se la piglierebbe una casa editrice ridotta così, con strutture vecchie e prigioniera di vecchi curatori furbi?
L'eterna candidata all'acquisto potrebbe essere solo la Panini, che però sarebbe in teoria interessata solo a Tex e Dylan Dog e forse Zagor, mentre il resto, con contratti di proprietà degli autori, il discorso non verrebbe nemmeno iniziato. Produrre Tex ok, ma a quale pubblico? Perché Panini dovrebbe prendersi Tex con la prospettiva che i suoi lettori sono solo i vecchi mentre i giovani non lo toccano nemmeno con le pinze? E qui sta il punto.
Bonelli, prima di offrirsi seriamente in vendita ad altri, dovrebbe modificarsi, liberandosi finalmente dei vecchi curatori ed ex curatori (perché anche se ex stanno sempre li a scrivere drenando soldi alla casa editrice). I furbi hanno nel tempo fatto in modo che chi aspirava ad entrare nei ranghi dei fumettisti fosse accuratamente tagliato fuori e impossibilitato ad avere rapporti diretti con Sergio Bonelli.
Il risultato è stato quello di creare intorno a loro il deserto e oggi anche se volessero, non possono prendere nuovi scrittori per Tex per il semplice motivo che non esistono. Se Tex lo leggono solo i vecchi è impossibile aspettarsi che qualche imberbe giovane si presenti li per i testi! Tra l'altro verrebbe prima intercettato dai vecchi curatori e quindi elegantemente allontanato (come hanno sempre fatto).
Quindi, cosa aspettarsi nei prossimi mesi? Un nuovo aumento dei prezzi dovrebbe essere sicuro e dagli attuali 5,80 euro si arriverà a 6,70 euro. Riduzioni di pagine? Si, è possibile che i prossimi candidati siano Nathan Never e Dragonero, che oggi sono le serie messe peggio a causa di gestioni rovinose, autori stanchi e finiti e curatori stravecchi che ragionano come se fossero ancora negli anni '90.
Il nuovo bilancio arriverà tra un paio di mesi e lì potremo capire di quanto siano scese le vendite. Quello dello scorso anno segnava 5 milioni di copie vendute (nel 2021 erano 9 milioni!) con la conferma che Bonelli ogni anno registra un calo marcato di un milione di copie. Oggi vanno bene le ristampe anastatiche appaltate alla RCS mentre digitale e abbonamenti segnano il passo. E i lettori diminuiscono...
Un dato statistico su tutti: fino al 2019 la popolazione italiana si manteneva su una media di 60 milioni di abitanti. Gli ultimi dati evidenziano che dal 2020 la popolazione è scesa a 58 milioni. 2 milioni di italiani in meno. Traetene voi le conclusioni. Lo abbiamo sempre detto e ripetuto. E ora i dati ufficiali gridano ciò che molti non vogliono sentire.

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