I dati vendita ci interessano sempre e anche se sono legati a serie d'annata, ne parliamo sempre credendo che molti condividano come noi la loro importanza. Se poi ne parlano gli stessi editori, come in questo caso, allora è obbligatorio parlarne. Il personaggio interessato dal discorso è Daniel, che Max Bunker lanciò nel maggio 1975 quando era ancora direttore della Editoriale Corno. I soldi li stava facendo con i supereroi Marvel, però quel personaggio doveva sostituire Kriminal nel catalogo della casa editrice milanese.
Non andò bene e fin dall'inizio era chiaro che Bunker non ci si dedicava più di tanto. Lui era l'unico scrittore della Corno, l'unico creatore, l'unico fumettista e ora senza Magnus non aveva più un punto di riferimento grafico degno di questo nome. Così ripiego su Frank Verola, che non era malvagio ma non era nemmeno il Magnus. Insomma, il prodotto era carino, un buon poliziesco con venature di giallo che aveva tutti i presupposti per sfondare. Ma non sfondò forse perché l'idea di fondo era un po' estrema: un criminale che decide di prendere il posto e l'identità del poliziotto che gli aveva salvato la vita (però senza tradire la sua natura violenta).Le cose all'inizio andarono bene ma poi le vendite dovettero calare parecchio e dopo un biennio di tira e molla si arrivò alla chiusura con il n. 30 del luglio 1978. Così dopo di allora anche Daniel irruppe nel "circuito infinito" dei tentativi di ristampe che Bunker faceva delle sue creazioni. Come per dire che se il pubblico aveva detto no, per lui non aveva importanza. Faceva passare un po' di tempo, sostenendo che vi era un anniversario o che i lettori lo chiedevano e lui rispondeva propinando le vecchie storie. Fu così anche per Daniel che ritornò in edicola nella collana I classici di Max Bunker - Daniel, uscito nel luglio 1985 con gran propositi.
Fu un flop colossale e ad ammetterlo fu lui qualche anno dopo. Nei redazionali dell'ennesima ristampa (il n. 31 di Collana Scotland Yard - Kriminal) ammise che qualche anno prima aveva tentato di rilanciare Daniel riferendosi proprio alla ristampa del 1985. Non era andata bene perché a suo dire la collana vendeva in media 10.000 copie (per i tempi erano un dato da perdita evidente). Rivolse quindi un invito ai lettori di far prevenire la loro adesione ad un progetto che prevedeva la continuazione della serie in modo diretto ossia con stampa di copie in base al numero di ordinativi.
A rispondere furono in tutto 36 lettori e lui ammise che se si fosse voluto stampare 36 copie per quei coraggiosi fan il costo per copia doveva essere di 9.000 lire (il prezzo di copertina era di 2.000 lire che già per i tempi era abnorme poiché per fare un esempio Tex della Bonelli costava 1.200 lire). Fece quel duro discorso perché Collana Scotland Yard - Kriminal andava malaccio e se ne prospettava la chiusura (che poi avvenne con il n. 36 del marzo 1992). Paventò di fare la medesima cosa che aveva fatto con Daniel 7 anni prima ma il progetto non vide la luce. La prima ristampa di Daniel durò cinque numeri per finire nel novembre 1985.

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