Oggi è noto che i fumettisti della Bonelli copiavano senza tanti problemi copertine e tavole da altri riviste o fumetti. Erano tempi in cui nessuno si preoccupava di controllare, il reperimento delle fonti originali era difficilissimo e anche fosse stato semplice, nessuno avrebbe fiatato. Il pubblico di allora era diverso da quello di oggi composto in gran parte da frustrati che approfittano di ogni dettaglio per montare una polemica inutile. Sergio Bonelli sapeva tutto.
Sapeva e imponeva ai suoi fumettisti di copiare e loro erano ben contenti, anche perché i soldi li prendevano lo stesso e copiando avrebbero fatto meno fatica. Tex e Zagor erano le serie che più saccheggiavano da riviste e fumetti stranieri, soprattutto americani. Il sito Dime Web cura una rubrica in cui compie queste ricerche per risalire agli originali copiati. Loro parlano di ispirazioni, ma si tratta di copie, ricalchi o di plagi se vogliamo usare un termine forte.Scorrendo il pezzo emerge che anche in Usa si copiavano a vicenda e quindi il (mal) costume era molto diffuso. Sergio Bonelli che seguiva il mondo del fumetto americano avrà pensato "lo fanno loro, perché non dovrei farlo pure io?". E oggi succede? A volte si legge di casi di plagio, ma in gran parte il fatto è tollerato, sebbene eticamente discutibile. In un periodo in cui si vende sempre di meno, sarebbe inutile farsi una guerra fratricida per una copertina copiata male!
Oggi Bonelli vive un momento difficile, sta riducendo la sua produzione, le vendite calano sempre di più (negli ultimi 4 anni la perdita è stata di un milione di copie in meno ogni anno), le edicole stanno chiudendo tutte (e senza edicole in via Buonarroti sanno di essere finiti) e da ultimo si discute sempre più insistentemente di una chiusura dell'azienda o di una cessione a Panini. Il tutto condito dai loro fumettisti che sono incazzati perché sanno che se la Bonelli chiude si dovranno mettere in cerca di un lavoro vero.



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