Alla Bugs ci hanno riprovato: con l'uscita di Toni Bellasalma n. 3 è spuntata una nuova variant non annunciata. Stavolta non la solita copertina spruzzata di rosso da qualche parte ma il protagonista tenuto per la camicia da una gigante. In una è vestito, nell'altro è in mutande. Viene da pensare ad uno sfottò dell'editore verso chi è convinto che le variant si possano vendere facilmente e arricchirsi. I disperati che si comprano questo materiale ci sono, altrimenti l'editore non ci avrebbe scommesso sopra, investendoci.
La domanda è cosa porterà tutto questo e se le vendite ne saranno beneficiate. Magari nell'immediato si, ma alla lunga no ed anzi, non appena l'eco di questa follia si spegnerà (si sta già estinguendo in verità) di Toni Bellasalma non parlerà più nessuno. Già oggi in effetti nessuno parla delle storie e solo in relazione al primo numero è stato possibile leggere dei pareri che hanno concordato sullo scarso tenore della qualità delle storie e la tendenza a imitare Dylan Dog.Il lato negativo di queste strategie furbe per fare soldi facili con le vendite è quello di alienarsi una considerazione della serietà nella proposta dei prodotti verso il pubblico. E perciò si rischia di allontanare anziché avvicinare nuovi lettori oltre all'idea di debolezza che il progetto Bellasalma denota. Con queste premesse è dunque molto difficile che Bugs riesca a mantenere ancora per molto questa testata in edicola e che magari stanno già programmando il trasferimento in libreria con volumi da 19,90 € come Kalya e forse Samuel Stern.

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