Un fumettista della Bonelli, di nome Marco Galli, oggi ha pubblicato un post sul sul suo profilo Facebook contenente una accusa molto grave contro la casa editrice. Da quello che afferma, sembra che i suoi testi pubblicati per una storia su Dylan Dog Color Fest n. 57 uscito un paio di giorni fa, siano stati in parte riscritti da una mano ignota.
Lo scrittore non l'ha presa molto bene benché soltanto tre giorni fa tutto contento aveva pubblicato un altro post in cui annunciava ai suoi fan che sarebbe uscita la sua storia su questo Color Fest. Poi la sorpresa amara che ha indotto Galli a disconoscere pubblicamente l'opera come non sua.Ha dichiarato: Nel leggerlo, ieri sera, mi sono cascate le braccia. Praticamente quasi tutti i testi sono stati riscritti. Personaggi a cui avevo dato un carattere specifico, sono stati snaturati. Anche le battute di Groucho completamente cambiate. Le dinamiche tra i personaggi saltate. Nomi dati a caso a personaggi a cui io avevo dato dei soprannomi.
Poi emerge uno scenario da noi sempre affermato ma spesso non creduto da chi ha una immagine della Bonelli lontana dalla realtà: queste riscritture di testi sono una dinamica consueta presso la casa editrice di via Buonarroti praticamente da sempre. Lo stesso scrittore afferma nel post di avere accettato in passato questi interventi dall'alto che hanno modificato i contenuti.
Ma ora perché si lamenta? Parla di mancanza di rispetto, eppure è stato anche pagato immaginiamo. Quindi, se adesso vuole tenere il punto, deve andare fino in fondo e restituire il compenso ricevuto perché, stando a ciò che afferma, quella che è stata pubblicata è una storia diversa da quella che aveva realizzato.
Essere pagati solo per il nome per uno scrittore non deve essere il massimo se poi i testi sono di altri. Non è strano tuttavia che oggi tutti questi bonelliani che si lamentano della Bonelli e la attaccano pubblicamente sui social sono venuti allo scoperto! Perché? Siccome i tempi sono duri e la casa editrice ha mandato via diversi autori per mancanza di lavoro, è probabile che ognuno di quelli rimasti si sente sulla graticola e teme di sparire nell'ombra.
Con post di questo tipo si richiama attenzione su di se e ci si segnala a un pubblico distratto che spesso i nomi dei fumettisti, tranne quelli famosi, nemmeno li ricorda. Finora dalla casa editrice non ci sono state reazioni e forse non ce ne saranno. Qualcosa però la curatrice Barbara Baraldi dovrebbe dire visto che in teoria è lei la persona che avrebbe dovuto portare avanti questi "ritocchi".
Nei commenti, Galli invita comunque i lettori a comprare l'albo perché, a suo dire, dietro ci sono tante persone che lavorano, che prendono stipendi e altro. Va bene, allora di cosa si lamenta? In fondo, anche lui è stato pagato. Ma dopo avere pubblicamente disconosciuto qualcosa che porta la sua firma per coerenza dovrebbe restituire il compenso e richiedere alla casa editrice di pubblicare una nota ad hoc.
Perché è successo questo? L'unica ipotesi che viene in mente è che il lavoro di Galli non è piaciuto alla direzione e in particolare alla curatrice Baraldi che, sempre in teoria, dovrebbe avere autorizzato l'intervento di modifica dei testi della storia. Ma chi li ha modificati? Galli su questo aspetto non dice niente. Noi facciamo lo screen del post per tenerlo, poiché se venisse cancellato (già i commenti sono stati bloccati) si perderebbe traccia di tutto l'accaduto.
E ora cosa accadrà? Sarà un po' difficile che questo autore abbia ancora rapporti con la casa editrice di Tex dopo un post così forte. Probabile che oggi sia uscito allo scoperto perché sa che non avrà altri lavori dalla Bonelli e allora tanto vale mettere tutto in chiaro e perché no, avere anche un ritorno di attenzione nei suoi confronti come scrittore.

2 commenti:
Non so come funziona il rapporto di un autore con un personaggio che appartiene alla casa editrice e che ha un direttore editoriale.
Non so neppure cosa prevedano i contratti: le modifiche alle sceneggiature vanno condivise o l'editor le può applicare liberamente? La sceneggiatura una volta ceduta è venduta o ne hai ancora il controllo creativo?
Probabilmente qui il problema è più che altro un malinteso nell'approccio.
Se deve tenere il punto di coerenza che traspare dal suo post, ci aspettiamo che pubblichi un post in cui annuncia di avere restituito il compenso ricevuto. Il punto dei contratti che hai sollevato è molto interessante oltre che ad avere un rilievo centrale nella vicenda. Se una delle parti non li ha rispettati, quella che è in regola potrebbe pretendere pure un risarcimento dall'altra. Il punto focale, però, è un altro: ormai in casa Bonelli è guerra. Gente che prima sopportava, diciamo così, queste dinamiche, ora esce allo scoperto. Perché lo fanno? Perché non hanno più le tutele di una volta?
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