La vita difficile dei fumettisti bonelliani

In rete si discute ancora del caso Galli e delle modifiche alle storie che in casa Bonelli vengono fatte, spesso all'insaputa degli autori che si vedono stravolto il loro lavoro del quale poi si ritrovano esposti al pubblico che gli imputa il risultato finale. Il problema, come abbiamo spiegato nei nostri pezzi, è duplice. Da un lato, manca la trasparenza perché ai lettori viene fatto credere che la stesura conclusiva della storia sia dell'autore indicato nei crediti (ma si tace sui nomi di coloro che hanno fatto cambiamenti e riscritto in tutto o in parte la storia stessa). Dall'altro, l'autore si sento mortificato. 

E' capitato spesso che le critiche rivolte alle storie Bonelli siano consistite in varie contraddizioni del testo che si può attribuire a queste revisioni, non sempre concordate con gli autori. Questo sistema è attivo solo in casa Bonelli, mentre presso altri editori non funziona così. In casa Marvel e DC, ad esempio, l'autore presenta la storia, che viene visionata dall'editor (il supervisore della testata), il quale se ritiene che alcuni contenuti vadano cambiati presenta tale richiesta allo scrittore. Ma nessuno si permette di mettere mano ad un lavoro sul quale ad operare è sempre e solo l'autore. 

C'è da dire che la Bonelli quando sottopone un contratto ad un autore per una o più storie o per una serie avvisa prima ciò che accadrà. Si riservano il diritto di fare i cambiamenti ritenuti da loro opportuni. Per lavorare accettano queste condizioni che ad una più attenta analisi appaiono deleterie del profilo professionale e umano dello scrittore. Tuttavia è anche vero che la Bonelli è l'unico editore in Italia che offre remunerazioni adeguate, non quelle di un tempo, ma tali per tirare avanti benché tranne una manciata di fumettisti, gli altri devono arrangiarsi con altri lavori per campare. 

Noi avevamo sempre parlato dell'esistenza di tale cerchia interna di riscrittori delle storie che operano solo sulle serie minori, mentre quando a scrivere è il curatore o un grosso autore, la libertà è massima. Il fenomeno investe anche i disegnatori: anche in questo settore vi sono "ridisegnatori" che cambiano le tavole, spesso stravolgendole. Il caso più eclatante è avvenuto pochi anni fa per un noto artista su una storia di Zagor. Il trattamento che ricevette fu non in linea con quella dinamica che ogni fumettista aspetterebbe (ne parleremo un futuro quando avremo il consenso). 

Quindi, c'è chi accetta silente questo sistema perché deve campare e anzi spesso prende le sue difese nelle polemiche social come avvenuto per il caso Galli e chi appena può scappa via perché al di là del fatto che anche un fumettista deve mangiare, è anche vero che trattandosi di un creatore di contenuti ha diritto al rispetto della sua ideazione, senza dovere accettare la frustrazione derivata dai cambiamenti di redazioni di riscrittori. Dal punto di vista dell'editore, si giustificano con il tentativo di assicurare il mantenimento di un certo stile narrativo e artistico per non scontentare i fan.

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