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Secondo recenti indiscrezioni, Infernal Hulk potrebbe concludersi al decimo numero, con un atteso volume cartonato previsto per novembre 2026 da 232 pagine, misura che lascia intendere la raccolta completa dei primi dieci albi. Non c’è ancora un elenco ufficiale dei contenuti, ma nel linguaggio editoriale Marvel questo tipo di pubblicazione “non numerata” spesso coincide con la chiusura di una serie. Resta però da capire se si tratti di una cancellazione per ragioni di mercato o della conclusione programmata di un arco narrativo.

Phillip Kennedy Johnson, che ha firmato un contratto in esclusiva con la Marvel, aveva già parlato di Infernal Hulk come della seconda parte di una trilogia dedicata al personaggio. Il dettaglio suggerisce che la chiusura al numero 10 possa essere pianificata, più che imposta. La sensazione è solo quella di una fase di transizione: chiudere un ciclo fortemente caratterizzato per aprirne un altro, forse più in linea con le esigenze mediatiche.

Il tempismo, infatti, è interessante. Con l’arrivo del film Spider-Man: Brand New Day e la presenza di Hulk interpretato da Mark Ruffalo, è plausibile che Marvel voglia riallineare la versione fumettistica del personaggio a un’immagine più vicina a quella cinematografica. L’Infernal Hulk di Johnson è una creatura radicalmente diversa: un mostro cosmico, dominato dall’entità Eldest, che ha separato Bruce Banner dal suo alter ego e ne ha preso il controllo. 

È un Hulk da horror metafisico, lontano anni luce dalla figura più ironica e controllata vista nel Marvel Cinematic Universe. La serie ha spinto il personaggio in territori estremi, con un’impronta “novelistica” e una forte componente di orrore cosmico. 

L’idea di un’“Age of Monsters” globale, la prigionia della coscienza di Banner nell’Hulkscape insieme alle sue personalità precedenti, l’introduzione di concetti come l’intervento del One Above All – il creatore stesso dell’universo Marvel – hanno elevato la posta narrativa a livelli quasi teologici. Lo scontro tra Infernal Hulk e il One Above All rappresenta uno dei confronti più ambiziosi mai messi in scena.

Nei numeri successivi vediamo Iron Man guidare una controffensiva con la nuova Hellbuster Armor, in un tentativo disperato di fermare l’apocalisse scatenata dall’Hulk infernale. Tutto è però portato all’eccesso: potenza, distruzione, simbolismo. È una versione di Hulk che incarna letteralmente l’incubo che l’universo Marvel ha sempre temuto.

Proprio per questo, una fine al n. 10 potrebbe segnare la fine di un esperimento narrativo estremo e l’inizio di una fase più “normale”. La Marvel ha sincronizzato i fumetti con il cinema quando conveniente, soprattutto in termini di caratterizzazione e status quo. Un Hulk più vicino a quello di Ruffalo – meno demoniaco, più integrato nel tessuto supereroistico tradizionale – si porrebbe più allineato alla percezione del pubblico.

Posted by at febbraio 12, 2026
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