Plagi o ispirazioni? Nel mondo del fumetto copiano tutti secondo una prassi per cui ognuno dal copiare gli altri può trarre il suo beneficio. E' infatti molto raro che qualche editore o autore abbia avuto da ridire. E non di rado il fenomeno viene incoraggiato dagli stessi editori. Copiare è facile, fa risparmiare molto tempo e pochi se ne accorgono e anche se lo capiscono, non ci trovano nulla di strano. Ma è davvero così?
Davvero si può considerare del tutto normale che un disegnatore copi i suoi colleghi? Il sito Dime Web ne parla come di qualcosa di naturale, ormai entrato nella tradizione e il termine scelto a mo di giustificazione è ispirazione, che fa più effetto ed è meno impattante in senso negativo rispetto a quello di copia. Secondo il suddetto sito, la cover di Tex Classic n. 233 è quella realizzata da Claudio Villa nel 2010 per un poster.E fin qui tutto ok, poi però la questione si fa intrigante perché Dime Web lascia intendere che Villa si sarebbe "ispirato" ad una vignetta di Galep ovvero la prima di pagina 18 di Tex n. 378 su testi di C. Nizzi e pubblicato nel 1992. Emerge poi che anche i licenziatari stranieri non sono stati da meno in queste "usanze" (a proposito si menzionano croati e brasiliani). E non finisce qui...
Il pezzo scova un altro "omaggio" risalente alla cover di Tex n. 115 di Galep che ha copiato bellamente la cover del romanzo The Outcast di Gene Thompson del 1968. Capito come funziona tale sistema? Uno copia un altro che a sua volta aveva copiato un altro. Chi ci rimette è il fan a cui viene propinato un prodotto non originale. Al più si potrebbe pretendere che cotali citazioni siano indicate nei crediti ma equivarrebbe a una confessione.
Quindi ognuno fa finta di niente e poi chi ci dice che anche l'autore della copertina del libro di Thompson non abbia a sua volta copiato qualcuno? Il caso, più eclatante a livello globale riguarda Steve Ditko che per realizzare il noto costume dell'Uomo Ragno copiò un costume di carnevale da un catalogo di 8 anni prima. Ovviamente, Ditko non lo ha mai ammesso... giacché tutti guadagnano da un simile meccanismo editoriale.

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