Di Gianmarco Fumasoli, che dovrebbe essere il capo di Bugs Comics, abbiamo parlato qui quando abbiamo spiegato che aveva bannato la nostra pagina per una battuta ironica che avevamo scritto sotto un suo post (si era vantato della vittoria di un premio indetto da un sito per la sua serie Kalya, che aveva appena chiuso in edicola...). Vabbè, come sito di critica spietata, il nostro blog è il n. 1 in Italia e ci può stare che non attiriamo le simpatie di editori e autori.
Ne torniamo a parlare perché oggi ha scritto un post sul suo profilo in cui ha detto la sua sulla situazione di crisi della Bonelli. Questa è bella! Fumasoli dovrebbe essere un concorrente della casa editrice milanese, ma è anche nel team degli autori di Dylan Dog (benché finora gli hanno pubblicato una sola storia, il n. 460 del dicembre 2024 e non è dato sapere se in futuro la sig.ra Baraldi, curatrice della serie, punterà ancora su di lui). E oggi ha detto la sua facendo un discorsone lungo, lungo, in stile quasi del tutto boselliano.Un bla bla bla piuttosto sontuoso ma nella sostanza poco rilevante poiché il succo del suo discorso è lo stesso di quello che fece Davide Bonelli un paio di anni fa quando nel tentativo non riuscito di fare un patto con i lettori, chiedeva di comprare i fumetti sempre nella stessa edicola, facendo risparmiare soldini alla casa editrice. Un editore spende di più se deve far arrivare copie in più edicole e magari li perde pure perché se in quella data edicola il lettore ha fatto un solo acquisto per non andarci più, l'editore perde soldi.
La copia distribuita lì tornerà indietro e resterà sullo stomaco dell'editore che la dovrà macerare. Fin qui nulla che non si sapesse già, ma che, però, fa capire come sono messi male oggi gli editori se devono pure badare anche agli euri della distribuzioni. Indica poi delle cifre. Dice che dei 5,00 euro che oggi chiede per Samuel Stern (che, si ricordi bene, pubblica solamente ristampe in attesa di un nuovo ciclo di inediti l'anno prossimo), in tasca gliene vanno 3,50 mentre se lo vendesse in libreria il suo introito scende a 2,50 euro.
Noi non compriamo SS né il Bellasalma, quindi da noi non guadagna nulla. Quello che vuole dire lui è che se riesce a capire in quante edicole il suo fumetto viene venduto sempre, potrà basare la tiratura in base alle vendite effettive senza perdere soldi altrimenti per coprire più edicole deve investire di più e magari va a perdere perché non in tutte i suoi fumetti si comprano con regolarità. Non ci sono ancora dati di vendita certi, ma se il suo Bellasalma riuscirà a vendere una media di 2.000 copie dopo il n. 6 potrà stappare champagne.
In caso contrario, dovrà portarlo in libreria come fatto con Kalya e venderlo in cartonati di 64 pagine a 19,90 euro sempre che ne valga la pena. Nel suo post ci sono anche dati errati. Dice che le edicole sono 20.000... si, anni fa! Adesso sono stimate in 9.500 e la media delle chiusure è di 1.000 all'anno circa. Quello che non è accettabile nel discorso di questi editori è che alla fine è sempre il lettore a dover fare sacrifici. Eh, no. Così come non è obbligatorio che uno deve fare l'editore se non ce la fa. E se Fumasoli non ce la farà, uscirà.
Nei commenti interviene Alessandro Bottero, che gli fa osservare che se gli stipendi non crescono e i prezzi dei fumetti crescono, lui smette di acquistarli. Fumasoli gli risponde che non è vero, che gli stipendi crescono dato che, dice lui, ha amici che chiedono aumenti e questi gli vengono dati! Mah, sarebbe interessate capire chi sono questi suoi amici e dove si trovano questi datori di lavoro che danno aumenti a semplice richiesta... poi gli dice che se il suo stipendio non cresce deve cercare altro... si, giusto, ma in Italia non è possibile oppure il Fumasoli può indicare al Bottero i datori degli amici?
Nei commenti altri gli fanno capire che il suo discorso fila poco e c'è perfino un intervento del gestore della pagina di Dampyr della Bonelli che afferma che sarà improbabile che il numero di pagine della serie torni a salire (dal n. 300 è passato da 96 a 80 pagine). E meno male che poi sempre nei commenti Andrea Voglino lo aggiorna sul numero di edicole (meno di 10.000), ma una parte del suo discorso fila. Non è obbligatorio essere editori. Così se lui non ce la fa', può sempre fare altro, come lo scrittore di Dylan Dog ma anche qui è difficile. La Bonelli sta chiudendo molti rapporti...

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