Nel panorama del fumetto Disney contemporaneo, non è frequente imbattersi in storie capaci di superare il confine della semplice avventura per trasformarsi in un racconto epico, quasi mitologico. Con Paperone in Atlantide, Fabio Celoni compie proprio questo salto: prende uno dei personaggi più iconici della cultura popolare e lo immerge in una narrazione che ha il respiro dei grandi miti e il linguaggio del cinema. La nuova saga, uscita su Topolino n. 3661 ed articolata in quattro puntate, non è solo un episodio memorabile della produzione disneyana recente, ma un segnale chiaro di come il fumetto per ragazzi possa ancora sperimentare.
Celoni riscrive il personaggio senza tradirlo: ne conserva l’identità, ma ne amplia la profondità psicologica, allontanandolo dalla immagine del capitalista yankee, fracassone, matto da legare e senza etica o morale. Uno degli elementi sorprendenti della storia è la scelta stilistica. Celoni rompe con la grammatica tradizionale di Topolino: tavole più estese, composizioni da film, sequenze mute, ritmo narrativo serrato. Il prologo, privo di dialoghi, è un manifesto poetico: undici pagine in cui le immagini raccontano tutto, senza bisogno di parole. È una scelta molto coraggiosa, soprattutto in un contesto editoriale come quello Disney, storicamente legato a una narrazione più verbosa e rassicurante. Celoni fermerà il crollo delle vendite della testata?
Ma negli ultimi anni, Topolino non ha potuto sottrarsi a una tendenza che riguarda la stampa periodica: il progressivo calo delle vendite e della diffusione, dovuto alla trasformazione delle abitudini di lettura e alla concorrenza dei nuovi media digitali. Il settimanale Disney resta un punto di riferimento del fumetto italiano, però è evidente che il suo pubblico tradizionale si è ridotto e frammentato. Il dato più recente di cui disponiamo e ricavato da questa pagina FB del 2020-21 parlava di una tiratura di 30.000 copie. Tiratura in breve significa numero di copie stampate, quindi le vendite oggi dovrebbero essere molto inferiori. E di parecchio...

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