Nel n. 3 di Kriminal, uscito in origine nell'ottobre 1964, ritorna Magnus alla tavola da disegno e il risultato è tutt'altro rispetto al pessimo precedente episodio, che ha denotato una storia bruttina, con una trama raccogliticcia e un disegnatore, Raffaele Cormio, davvero di scadente qualità. Con questo terzo episodio, ripubblicato il 13 gennaio 2026 nella collana Anastatica, la musica cambia. Storia di grosso spessore in cui Bunker ha voluto prendere elementi tipici delle storie di Diabolik, come il furto di preziosi in un museo con l'aggiunta del marchio di Kriminal, ovvero tanta efferatezza, omicidi come se piovesse ed una brutalità del tutto estranea alla raffinatezza delle trame di Diabolik concepite da Angela Giussani. Tinte horror dominano.
Milton tuttavia lo rassicura bene: farà sorvegliare da agenti in borghese ogni sala del museo e ogni sospetto sarà subito fermato. Per Kriminal sarà impossibile rubare i gioielli od almeno così pensa lui perché neppure il prode poliziotto può immaginare quel che sta per accadere e la sequenza di atti terrificanti che si verificheranno. Tra le statue di cera ci sono anche quelle dei criminali più noti di sempre e Kriminal ha l'onore di essere quivi rappresentato. Quando Milton passa vicino a lui un brivido lo percorre. E' quasi convinto che si tratti del Kriminal in carne ed ossa e così si fa passare un pugnale da un suo assistente e colpisce la statua nella gamba ma la lama affonda nella cera. Quella notte toccherà all'agente Bing fare da guardia alla sala criminali. E' impaurito. Alle sue spalle si erge Kriminal con un pugnale in mano.
Lo spavento è tale che il poliziotto muore di attacco di cuore. Il suo collega O'Malley lo chiama alle 23.00 per il controllo e non udendo risposta chiama rinforzi. Arriva Milton che constata il decesso del poliziotto e si allontana lasciando di guardia gli agenti Criss e Mortensen. Kriminal era già nel museo e aveva preso il posto della statua di cera di Hitler. I due poliziotti notano sul pavimento una colata di cera e Kriminal temendo che riferita la cruda circostanza a Milton il poliziotto possa scoprirlo li uccide, il primo strangolandolo e il secondo con un coltello dietro la schiena, un tipico lancio alla Diabolik. Per cancellare tutte le sue tracce butterà i corpi nella fornace della cera. Fuori intanto i poliziotti fermano un tizio sospetto, Fred Stars, che ha una tresca con la figlia ribelle di Drake, Margaret. Lo zio desidera che la nipote non lo frequenti.
Sa che il tipo è solo un cacciatore di dote e così quella sera Margaret gli ha dato appuntamento in un'ala segreta del museo per il loro incontro amoroso. Drake non aveva tutti i torti. Quando Fred Stars propone alla ragazza di farsi mettere incinta per creare uno scandalo e indurre lo zio a dare il consenso alle nozze scoppia un litigo e Margaret gli urla di preferire di morire vergine piuttosto che farsi sbattere per interesse. Quando Fred si allontana la ragazza resta sola con il suo dolore. Kriminal arriva alle sue spalle per metterla ko ma lei impaurita mentre lui cerca di afferrarla (gli strappa la gonna mettendo in evidenza mutandine e reggicalze in una tavola sexy che i lettori di Diabolik potevano solo sognare) finisce per buttarsi dalla finestra e sfracella al suolo. La situazione precipita. Milton torna di nuovo sulla scena con rinforzi.
Nota le tracce di cera nella sala dei criminali e inizia a capire, specie quando in una cassa lì vicina trovano la vera statua di Hitler. Kriminal che ora ha preso il posto della statua che lo impersona agisce e cerca di darsi alla fuga. Il suo piano prevedeva di rubare i gioielli di notte sulle statue e celarli all'interno della sua statua in uno dietro la testa. Ma tutti quegli eventi gli hanno messo i bastoni tra le ruote. I poliziotti lo inseguono e giunto alla camera della fornace vi finisce dentro (mentre cercava di oltrepassarla usando un cavo che la sovrastava a cui si era agganciato). Sembra finito o così é convinto Milton che intanto si avvede che nella fornace ci sono i resti dei suoi agenti. Ma Kriminal non è morto. Il suo corpo non viene trovato. Infatti, uscendo da essa si getta dietro il poliziotto messo lì di guardia e lo infilza con una lancia.
Il giorno dopo però ha una sorpresa: i gioielli che ha rubato con tanti sacrifici sono dei falsi! Spiega poi che la sua tuta speciale lo ha protetto dalla cera bollente della fornace. E' già la seconda volta che si salva grazie alla sua tuta speciale. Nel secondo episodio, per sfuggire agli uomini di Milton, si era aggrappato ai fili dell'alta tensione indenne. Kriminal capisce di essere stato preceduto nel furto. I sospetti sono Ben Wilson e Henry Drake. Si concentra sul primo che segue con la macchina e dopo avergli teso un agguato (durante una sosta mentre l'uomo stava comprando una bibita ad un chiosco gli ha forato una ruota) e lottato con lui capisce di essere sulla pista sbagliata, anche se Wilson prima di morire affogato, non gli dice altro. Si precipita da Drake che sorprende mentre sta per prendere un aereo verso l'India.
L'uomo non fa in tempo perché Kriminal in abiti borghesi lo pugnala alle spalle e si allontana con la valigetta che era con lui e che quindi doveva contenere i preziosi. Ma anche Milton ha capito tutto. Dai rilievi sulla scena dei crimini al museo, si avvede che alcuni gioielli sono falsi mentre una perquisizione a casa di Drake rivela che l'uomo é pieno di debiti. All'aeroporto arriva nel momento in cui Kriminal sta scappando inseguito da poliziotti che avevano assistito all'assassinio di Drake. Salta su un piccolo aereo e vi si allontana, ma di lì poco è costretto a saltare giù con il paracadute poiché il velivolo non aveva carburante. La sua sorpresa maggiore è scoprire che anche nella valigia di Drake ci sono dei falsi. Così la lancia dall'aereo.
Ma anche per lui si consuma un doppio inganno. Se avesse esaminato bene la valigia si sarebbe reso conto che nel doppio fondo sono contenuti i veri gioielli. Milton invece se ne accorge quando la recupera e pur non essendo riuscito a catturare il suo nemico quanto meno gli resta, però, la soddisfazione di avergli rovinato il colpo e recuperato i preziosi. In fondo i consueti giochi enigmistici e un paio di foto di donne dell'epoca con didascalie equivoche quando in realtà sono più che vestite. Il topless a cui alludeva Max Bunker doveva esistere solo nella sua mente. Se l'idea di base era partire da uno sfondo delle storie di Diabolik come il furto, la storia se ne allontana però il protagonista è ancora acerbo. Manca di personalizzazione, non si sa ancora chi è Anthony Logan e Kriminal appare solo nel momento in cui agisce.
Il fascicoletto allegato al volume si concentra ancora sugli editoriali di Bunker che danno l'idea di uno che vuole stare al centro di tutto, decidere tutto lui ma i risultati gli marciano contro. Allora avrebbe dovuto farsi da parte e lasciare le decisioni a gente più competente, ma nella testa di Bunker tutto questo non esiste. Ancora oggi è così. A pagina 1 si celebra il personaggio di Margaret Drake come simbolo di donne che volevano più libertà. Ma questa è solo una cretinetta che non capisce un cazzo del mondo e si meriterebbe una bella sculacciata. Suo zio Henry aveva ragione. Emancipazione si, ma l'opinione che Bunker ha delle donne non è tanto idilliaca. A Kriminal mette in bocca battute poco simpatiche. Come quella in cui risponde a una anziana che dice che ai suoi tempi le donne alle nove erano a letto e Kriminal risponde: da sole o in compagnia? In fondo pagina i curatori continuano a ignorare le ristampe Test del 2003.
A pagina 2 si parla della storia e si mette in evidenza la tinta horror che con i chiaro scuri di Magnus andava a nozze. A pagina 3 si parla del passaggio a Kriminal in settimanale nel marzo 1966, scelta motivata dalle forti richieste dei lettori stando a quello che dice Bunker. Ma era davvero così? O Bunker vedendo i dati di vendita intendeva spremere i lettori con più storie? Il linguaggio pomposo come se stesse vendendo dei pomodori al mercato allora come oggi era fastidioso. La serie era già passata quindicinale e ora uscendo ogni sette giorni si imponeva di mettere sotto contratto altri disegnatori e vari scrittori anche se la firma Bunker la infilava in un modo o nell'altro. A pagina 4 si ritorna a parlare di Dossier Kriminal, ristampa del 1977 che aveva lo scopo di rilanciare Kriminal. Bunker riprende la solfa delle tante richieste ricevute di un passaggio a quindicinale della ristampa, ma lui risponde che seppur soddisfacenti le vendite non lo permettono. Ma che cosa voleva dire "soddisfacente" per Bunker? Fare molti soldi?
Con una ristampa non ce l'avrebbe mai fatta, quindi anche una sorta di incapacità nel leggere un dato evidente della realtà editoriale. Bunker ribadisce che di Satanik non se ne parla, anche se prometteva un suo special nella collana super fumetti in film. Affronta anche la questione del perché Dossier ospitava ristampe non cronologiche. Bunker si difende sostenendo che lui sceglieva le storie più aderenti alla realtà dell'epoca, ma il punto è sempre lo stesso: Bunker era davvero capace di questi giudizi? O leggeva la realtà a modo suo. I tanti insuccessi del periodo confermavano una inadeguatezza che non ha mai riconosciuto. Oggi è la stessa cosa. Infine, gadget e adesivi. Lui fa il solito discorso dei costi alti e delle vendite non adeguate. Ma ancora una volta viene da chiedersi: era davvero così o lui

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