Alla Bonelli è rimasto solo Tex a cui aggrapparsi prima di chiudere o per allontanare la chiusura che, se non ci saranno cambi nella struttura organizzativa e produttiva della casa editrice, avverrà quando la diminuzione delle edicole non permetterà più di andare avanti. Dopo lo sfogo di un lettore ieri sul forum di Comicus che aveva espresso tutta la sua frustrazione per il valore infimo delle storie di Tex, facendo intendere che la Bonelli punta sulla quantità anziché sulla qualità pur di vendere Aquila della Notte e la risposta piccata di M. Boselli, ex curatore della collana, un altro della stessa community ha preconizzato lo sviluppo finale dell'editore. Ecco cosa ha scritto Moreno Roncucci:
La Bonelli attualmente campa sulle vendite di Tex, nel 2024 se non c'era LA RISTAMPA ANASTATICA DI TEX (cioè, forse la serie di Tex che vende meno, e loro prendono solo le royalties) la Bonelli sarebbe andata in passivo. Ovvio anche che a fare così ammazzeranno la gallina dalle uova d'oro, ma è normale nelle politiche "prendi i soldi e scappa". Si chiamano così per quello... Da ciò che ho capito, la Bonelli vorrebbe fare un "prendi e soldi e scappa" sul fumetto da edicola, visto come ramo morente (non stanno assumendo nessuno, non stanno lanciando niente di nuovo nel ramo, da quando?), per puntare sul multimediale. Per me faranno un flop clamoroso, distruggendo il loro ramo più solido per voli pindarici multimediali dove perderanno solo soldi.
Poi Roncucci risponde in modo secco a Mauro Boselli, una risposta glaciale alla quale l'ex curatore non ha ancora fornito riscontro adeguato. Ha scritto l'utente di Comicus intervenendo sul fatto che prima in Bonelli si operava una dura selezione degli autori di Tex: La risposta è ovvia e te l'hanno già data: si selezionano gli autori. E tu stesso l'hai raccontato molte volte: di come hai scritto la tua prima sceneggiatura di Tex negli anni 80, ma ci sono voluti ANNI per vedertene pubblicare una col tuo nome, perché secondo Sergio Bonelli non avevi fatto abbastanza gavetta e "solo pochi selezionati" potevano arrivare a scrivere storie di Tex (fu bocciato Berardi, non so se mi spiego...).
Poi, che il tipo di "selezione" di Sergio Bonell, che appunto tenne un Nizzi ormai illeggibile mentre aveva paura di pubblicare Berardi, fosse "strana" per non dire peggio sono il primo a dirlo, ma è indubbio che C'ERA. Però oggi con la iper-produzione non può più esserci, perché qualcuno deve pur farle quelle 4000 pagine annue (contro le 1300 dell'era d'oro) e quindi non si guarda più tanto per il sottile... Quel che possiamo aggiungere a questa analisi è che forse come ha detto Roncucci in Bonelli sanno che è finita. Si va avanti spremendo Tex finché si può ma nel futuro c'è solo il nulla.
La discussione è proseguita con altri interventi interessanti che sembrano mettere la pietra tombale sulla possibilità per la Bonelli di continuare a sfruttare Tex. Otto888 scrive: C'è una sola spiegazione e per questo come per l'uscita di un nuovo numero 1. Alla dirigenza Bonelli sono convinti che se avessero pubblicato questa storia tra che so 2 anni avrebbe venduto meno di ora. Come dice Moreno c'è aria di tirare i remi in barca e monetizzare il più possibile. Mimsim: Al di là del livello qualitativo non più ottimale farebbero più bella figura con un tex quindicinale in cui le storie pubblicate sui collaterali maxi magazine leggenda color si inserirebbero con le storie del mensile.

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