In casa Bonelli non sanno più come vendere fumetti e fare fronte al crollo delle vendite che negli ultimi cinque anni li ha devastati, passando da 9 a 5 milioni di copie. No, non si tratta di un dato ufficioso o di una precisa formulazione teorica. No, è la verità che emerge dai loro bilanci dal 2021 ad oggi. Una situazione disastrosa alla quale forse hanno pensato di rimediare con l'ultima trovata annunciata oggi!
Nel preview uscito poche ore fa con le uscite di luglio 2026, hanno lanciato una collana di ristampe di loro fumetti in formato pocket, 14,5x17, un poco più piccolo dell'abituale 16x21, quindi pocket fino a un certo punto. Le pagine di ogni volumetto saranno 320 e il prezzo di 5,50 euro. Come prima impressione l'offerta sembra positiva ma tradisce tutta la debolezza dell'iniziativa.Infatti, i volumi conterranno ristampe di storie già uscite e qualcuno si potrebbe chiedere perché spendere 5,50 euro per leggere tavole mignon quando con 0,50 euro è possibile reperire nei mercatini o sulla rete ogni albo Bonelli anche recente. Per di più i fan duri e puri della Bonelli hanno già le storie in originale, quindi questa iniziativa sembra orientata verso il pubblico generalista non bonelliano.
Un pubblico che non sa che può reperire nell'usato un albo Bonelli a cinquanta centesimi e vuole una edizione a basso costo per provare a leggere serie di storici personaggi del fumetto italiano. I primo annunci sono di Martin Mystère, Nick Raider, Legs Weaver. Una scelta peggiore non si poteva prendere! Hanno Tex, Dylan Dog, Zagor, Draognero e loro su cosa puntano? Su due serie chiude e una in disarmo!
Ma chi ha avuto questa brillante ideona? Oltre a ciò, non hanno nemmeno pensato di lanciare una cronologica in questo formato che probabilmente avrebbe avuto maggiori chance. Ma così come li hanno annunciati questi volumi rischiano di finire nell'indifferenza. Anche questa volta alla Bonelli hanno dimostrato di fare la scelta peggiore nel momento sbagliato (i pocket Panini non vanno benissimo).
Altro grande errore: il pubblico bonelliano è abitudinario, molto legato al formato 16x21, quello che un tempo era noto come formato libretto. Questo 14,5x17 quindi non è proprio un pocket ma non è nemmeno il classico 16x21 a cui tutti sono affezionati. Ma ve l'immaginate i vecchietti di 70 anni a leggere fumetti così microscopici con la lente di ingrandimento? Di certo, nessuno in casa Bonelli!

4 commenti:
Sinceramente mi sembra un'idea carina per cercare di intercettare persone che non leggono abitualmente fumetti, magari di passaggio in una stazione o in spiaggia.
Certo che per ottenere questo effetto servirebbe stampare le storie migliori, distribuire i pocket fuori dalle edicole e sarebbe molto meglio pubblicarli di fumetti ancora in stampa!
Si, come idea di base non è male, ma arriva tardi in un momento in cui il mercato ha già rifiutato questo tipo di formato. Il problema è nella leggibilità dei testi. Se troppi piccoli, le persone avanti con l'età potrebbero avere problemi. Ma i fumetti Bonelli sono ormai del tutto svalutati. Un albo nell'usato vale 40-50 centesimi.
Il formato è sbagliato? Per me no, sinceramente. Le dimensioni un po' più piccole non credo compromettano la leggibilità ma ribadiscono che questo è un prodotto "meno pregiato" rispetto alle ristampe classiche, vendute (follemente) allo stresso prezzo degli inediti.
Il mercato si è orientato sul formato bonellide? Certo, ma credo che questo valga per i lettori abituali di fumetti, l'italiano medio ha avuto per le mani manga (spesso claustrofobici nella stampa) e romanzi in formato tascabili e non credo si spaventi per 2 cm in meno.
Un albo nell'usato si vende a 50 centesimi? Vero, ma è un contesto diversissimo. L'usato si acquista andandolo a cercare e se si è già lettori della serie, questi albetti te li trovi belli e pronti nel posto giusto. Sono perfetti per lettori occasionali, che non sanno cosa fare durante un volo o una mattina in spiaggia.
Per me sono una bella idea per cercare di ampliare la platea dei lettori, spero sia un progetto ben gestito come distribuzione (NON prevalentemente nelle edicole e con una certa visibilità) e come storie (personaggi IN STAMPA e belle).
Vedremo come andrà l'iniziativa.
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